Elisir di lunga vita

Vitamine, minerali, antiossidanti, melatonina. Cosa usare per aumentare l'aspettativa di lunghezza di vita? Ma soprattutto: perché invecchiamo?

 
 

 
 

di Ugo Spezza


Shi Huang Di, il primo imperatore della Cina, fu colui che iniziò ad edificare la muraglia cinese e si fece seppellire protetto da un immenso esercito di soldati di terracotta.
Un giorno egli ordinò ai suoi medici di trovargli una pozione che potesse donargli l'immortalità. Dopo vari consulti e viaggi all'estero uno di essi tornò dall'imperatore con la notizia che il mercurio, nuovo ritrovato alchemico per l'epoca, sarebbe stata la soluzione. Essi confezionarono dunque delle sferette commestibili in cui inserirono del mercurio. Il grande imperatore semi-divino morì così a 50 anni e negli ultimi anni fu anche preda della pazzia, causa avvelenamento da mercurio...

La moderna ricerca farmacologica mette oggi a disposizione numerose sostanze in grado di rallentare drasticamente l'invecchiamento cellulare; molte persone ne fanno uso ma solo pochissime le usano in modo corretto. Inoltre da una recentissima ricerca effettuata dalla università di Copenaghen (vedi PDF) sembra addirittura che l'uso di integratori possa portare alla morte precoce a causa di alcuni componenti in essi contenuti. Componenti che esamineremo nel dettaglio in questa guida...

 

Perchè invecchiamo?

L'invecchiamento è registrato nel software del nostro DNA. Esso stabilisce una sorta di orologio biologico. Ottenuta dall'organismo la fase riproduttiva, esso viene, in senso evolutivo, "messo da parte" e destinato alla morte. Il declino avviene sul fronte del sistema immunitario, attraverso un calo della capacità di difesa contro infezioni e tumori, sia sul fronte endocrino con una diminuzione degli ormoni prodotti dalle ghiandole adrenergiche: ipofisi, ipotalamo, tiroide, timo e ghiandola pineale. L'invecchiamento è il processo risultante dall'accumulo dei danni alle cellule, ai tessuti e agli organi del nostro corpo. La scarsa rigenerazione cellulare, che progredisce con l'avanzare degli anni, si traduce nella perdita di elasticità di pelle e tessuti, nella fragilità ossea, nel rallentamento della guarigione delle ferite, nel calo della vista e dell'udito.
Si assiste altresì ad una variazione nel metabolismo del glucosio, dei lipidi, e ormonale, ad un irrigidimento dei vasi sanguigni e ad un abbassamento delle difese immunitarie. Diminuisce la produzione di collagene, elastina e altre sostanze responsabili dell'elasticità di pelle e tessuti.

Soprattutto però l'invecchiamento si attua attraverso il cosiddetto Stress Ossidativo. Esso opera attraverso l’ossigeno che respiriamo il quale va a combinarsi con materie di scarto nell’organismo e forma così composti tossici, i cosidetti radicali liberi. Chimicamente essi sono formati da molecole instabili, cioè molecole a cui manca un elettrone disponibile (spaiato). A causa di questa loro proprietà i radicali liberi nell'organismo umano reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano. In termini tecnici essi sono definiti ROS (Reacting Oxigen Species). Possono formarsi spontaneamente per reazione diretta dell'ossigeno molecolare con cationi (generalmente ferro) presenti nel circolo sanguigno, nell'interstizio cellulare o nei fluidi intracellulari, o enzimaticamente, mediante l'enzima NADPH ossidasi. I composti finali sono: superossido, radicale idroperossido, acqua ossigenata, radicale ossidrilico.
 

I ROS sono causa di danni cellulari di varia natura (ad esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i lipidi di membrana. Degradazione dei lipidi e degrado delle proteine in aminoacidi modificati (diidrossifenilalanina, ditirosina...), come anche gli acidi nucleici (nei mitocondri in particolare), formando basi azotate alternative (8-ossiguanina, 5-idrossimetiluracile...).
Numerosi studi sperimentali, ad esempio quello condotto sul moscerino della frutta, hanno dimostrato una correlazione tra produzione di radicali liberi e durata della vita. Ed è ormai certo che molte malattie comuni e dovute all'invecchiamento, quali arteriosclerosi, cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, si associano ad un prevalere dei sistemi ossidativi rispetto a quelli  antiossidanti di difesa.

Come si producono i Radicali liberi?

  • Inquinamento esterno: Raggi ultravioletti (UVA e UVB), radiazioni, gas nocivi, fumo di sigaretta, ozono, idrocarburi, ossido di carbonio, diossido di azoto, tricloroetilene, formalina, solventi, cadmio, piombo tetraetile.

  • Inquinamento interno: pesticidi, detergenti, acidi grassi ossidati, pirolisi degli aminoacidi, nitrati e metalli pesanti presenti nell'acqua che beviamo e nei cibi.

  • Stato di malattia: infezioni da batteri, virus e parassiti.

Esistono, per fortuna, delle barriere naturali contro il danno ossidativo dei ROS. Consistono in una serie di enzimi-spazzino, prodotti autonomamente dal nostro organismo, che arrestano la cascata di reazioni dei radicali; essi sono: superossidismutasi, catalasi e glutatione perossidasi. Come antiossidanti esterni troviamo invece le vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), C (acido ascorbico) ed E (tocoferolo), il selenio e lo zinco. I radicali liberi quando sono in eccesso inducono codici errati nei genomi cellulari provocando:

  • Invecchiamento cutaneo (rughe, perdita di elasticità, macchie..)

  • Invecchiamento perioculare (cataratte, degenerazione maculare)

  • Invecchiamento cerebrale (Alzheimer, degenerazione cerebrale)

  • Invecchiamento generale (diabete, malattie cardiovascolari, arteriosclerosi, artrite reumatoide, degenerazione muscolare...)


Relazione tra la Ghiandola Pineale e il processo di invecchiamento:

La ghiandola pineale (epifisi) è minuscola ghiandola di circa 150 mg avente forma di una nocciola. E' sita al centro esatto del cervello, tra il diencefalon e il terzo ventricolo. Essa ha un profondo effetto su molti aspetti del funzionamento dell'organismo per mezzo dei suoi messaggeri neuro-ormonali e gioca un ruolo nel far vivere in armonia con i ritmi ambientali. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.

La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell'individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione sessuale. All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell'epifisi si accumula la cosiddetta "sabbia pineale". La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte: poco dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L'inibizione di secrezioni di melatonina induce uno stato di immunodeficienza, determina l'insorgenza di allergie alimentari, peggiora la digestione ed ha un significativo effetto sulla durata della vita.

Nel 1985 uno studio sulla ghiandola pineale dei dottori Maestroni, Pierpaoli e Conti fu effettuato su due gruppi di topi di 19 mesi di età. Gli animaletti vennero messi esattamente nelle stesse condizioni ambientali e alimentari, solo che ad un gruppo venne somministrato nell'acqua della melatonina. Dopo circa cinque mesi i topi senza melatonina mostrarono i normali segni di invecchiamento: perdita di peso, andatura rallentata, pelliccia secca e a chiazze, postura curva. Al contrario i topi “alla melatonina” erano belli paffuti e in forma smagliante. Dopo un mese i topi senza ormone pinealico cominciarono a morire ad uno ad uno, mentre gli altri continuavano a vivere tranquillamente. Infine dopo la morte di tutti i due gruppi si calcolò la vita media. I topi senza melatonina vissero 752 giorni mentre i "melatoninizzati" durarono 931 giorni, corrispondenti ad un aumento medio della aspettativa di vita del +23%; un risultato notevole! L'invecchiamento della Pineale può essere ritardato assumendo dosi regolari di melatonina, integratore che esamineremo ampiamente nel seguito.
 


Omocisteina, un killer terrificante.

L’omocisteina è stata scoperta nel 1968 dal dr. McCully il quale stava effettuando ricerche su una rara malattia genetica: l'iperomocisteinuria. Ai bambini colpiti da questa malattia manca l’enzima che trasforma la tossica omocisteina in una sostanza innocua, e questi bambini in genere morivano in giovanissima età a causa di infarti o colpi apoplettici!

Un tasso troppo elevato di omocisteina sarebbe infatti una causa concomitante, se non esclusiva, di molte tra le malattie tra le più preoccupanti e diffuse, e cioè tutte quelle che colpiscono il sistema cardiocircolatorio: infarto e ischemia che ricordiamo rappresentano ben il 42% tra le varie cause di morte nella società moderna (vedi articolo "Il Nemico"). Oltre a ciò, elevati livelli di omocisteina portano diabete, depressione, impotenza, osteoporosi, emicrania, problemi di digestione, di vista ed altro.

L’omocisteina è una sostanza prodotta normalmente nell’organismo a seguito della metabolizzazione dell’aminoacido metionina; in un organismo ben funzionante l’omocisteina è ritrasformata di nuovo in metionina, ed in questo processo sono prodotte altre due sostanze che hanno un’importanza essenziale per la salute, la SAMe (nota per la sua efficacia antidepressiva, antiartritica ed epatoprotettiva) ed il glutatione (antiossidante e disintossicante della massima importanza); se questo processo di riconversione non avviene in modo sufficiente, queste due sostanze essenziali vengono a mancare all’organismo.

Le teorie del Dr.McCully sul danno derivante dall’eccesso di omocisteina non solo nei colpiti da questa rara malattia genetica ma in una buona parte della popolazione hanno dapprima incontrato una notevole resistenza negli ambienti medici. Solo nel 1992 le sue teorie sono state messe alla prova ed hanno trovato conferma in studi su larga scala con la partecipazione di 14.000 medici. Controlli a campione hanno dimostrato che più del 50% delle persone di una certa età, in particolare se fumatori o già in non buona salute, ha valori di omocisteina troppo elevati. Ciò nonostante l’accertamento della quantità di omocisteina nel sangue non è ancora tra i test normalmente prescritti nel corso degli esami medici di controllo. E’ veramente un peccato, perché si tratta di un indicatore importante che può mettere all'erta quanto ai rischi di patologie cardiovascolari; un alto tasso di omocisteina nel sangue (oltre il 12% dei valori normali) aumenta di tre volte il rischio di ictus o infarto cardiaco.

Tra i rimedi da mettere in atto nell’eventualità che il tasso di omocisteina risulti troppo elevato, i principali sono i seguenti: per ritrasformare l’omocisteina in metionina l’organismo ha bisogno in particolare di alcune vitamine del gruppo B. Può succedere che queste vitamine non siano presenti in quantità sufficiente, o a causa di una predisposizione genetica che fa sì che ne occorra una maggiore quantità per trasformare tutta l’omocisteina prodotta, oppure, nei casi più frequenti, a causa della generale carenza di vitamine B nel nostro attuale modo poco sano di mangiare oppure perché sono presenti altre cause o fattori nocivi che innalzano il fabbisogno di queste vitamine (fumo, diabete, vita sedentaria ecc.) Attenzione però: ingurgitare qualche vitamina B in modo isolato e in proporzioni cervellotiche può essere controproducente ed aggravare la situazione. Le vitamine B che hanno dimostrato efficacia nell’abbassare l’omocisteina e che vanno assunte contemporaneamente sono la vitamina B6 (100 mg), B12 (100 microgrammi) e folato (1000 microgrammi). Vale comunque anche in questo caso la raccomandazione generale di non procedere da soli ma è consigliabile consultare un medico esperto in questa tematica.

 (tratto da http://guide.dada.net/patologie_croniche/interventi/2006/01/239483.shtml a cura della Dssa Fiamma Ferraro)

 

Le sostanze Anti-Invecchiamento

Troviamo in commercio molti integratori; essi sono basati generalmente su composizioni di vari insiemi di vitamine. Talvolta, in alcune preparazioni, assieme alle vitamine troviamo sali minerali come il Selenio e lo Zinco.

In alcuni integratori sono anche presenti sostanze composite come la Carnitina, la L-Arginina o il Glutanione. Va comunque considerato che alle dosi errate alcune sostanze possono rivelarsi tossiche per l'organismo, quindi nel seguito, al fine di evitare di fare la fine del nostro Imperatore, verranno elencate quelle che comunemente sono le sostanze ritenute potenzialmente tossiche o benefiche associando a ciascuna di esse un voto: cinque stelle verdi per indicare una sostanza essenzialmente benefica e cinque stelle rosse per indicare una sostanza che presenti, in concomitanza, un elevato rischio di tossicità. Ovvio che questa guida servirà proprio a far conoscere e ad evitare queste sostanze...

Vitamine

Le vitamine si suddividono in idrosolubili (solubili in acqua) come la C, la B12 ed altre ed in liposolubili (solubili nei grassi corporei) come la A, la D, la E e la K. Questa distinzione è particolarmente importante per comprendere gli effetti di un sovradosaggio di una particolare vitamina. Per le idrosolubili non sussistono grossi problemi di tossicità poiché generalmente la dose non utilizzata viene espulsa con le urine. Per le liposolubili il trasporto nel grasso corporeo biologicamente attivo può provocare effetti tossici perchè i meccanismi di eliminazione di queste sostanze da parte dell'organismo sono lentissimi. Non solo, esiste anche un "effetto accumulo", che permette a queste sostanze di accumularsi gradualmente nel tempo dentro il grasso corporeo a seguito di assunzioni ripetute e prolungate nel tempo.
 

Vitamina C:   [ Benefici: ooooo   -   Tossicità: O ]

La vitamina C (acido ascorbico) è del tipo idrosolubile (si scioglie in acqua) ed è coinvolta in un gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Potenzia il sistema immunitario combattendo le infezioni batteriche e virali e permette la sintesi del collagene. Il collagene è alla base della costruzione di vasi sanguigni, pelle, muscoli e ossa e costituisce circa 1/3 del nostro organismo. L'organismo non può sintetizzare collagene senza vitamina C e questa importante proteina va a costituirne il tessuto connettivo.
La vitamina C coadiuva la rimarginazione delle ferite e delle ustioni, indispensabile al cuore protegge le pareti dei vasi sanguigni. E' un potente antiossidante in quanto protegge il ferro dall'ossidazione nell'intestino. Ha funzione anticancro in quanto stimola la sintesi dell'acido folico da parte della flora batterica intestinale e ne favorisce la trasformazione in acido folinico (forma attiva); ciò previene la formazione di nitrosammine (cancerogene) a livello intestinale.

Contribuisce alla formazione dei globuli rossi, agisce come antistaminico, protegge il cervello ed il midollo spinale dai radicali liberi. E' inoltre un valido anti-stress e favorisce l’utilizzo dell’energia a livello cellulare. Promuove la sintesi della noradrenalina e la combustione dei grassi, neutralizza le sostanze tossiche favorendone la eliminazione e protegge la membrana delle cellule dalla azione distruttiva dei radicali liberi.

Alimenti: il corpo umano non può produrre vitamina C autonomamente e quindi essa va assunta con la dieta. La vitamina C è presente soprattutto nell'acerola, nei peperoni e nel kiwi ma in genere la si ritrova negli agrumi e nei vegetali a foglia verde come i cavoletti di bruxelles, lattuga, fave e piselli. La vitamina può perdersi in caso le verdure divengano stantie o in caso in cui vengano cotte riducendosi di un fattore che arriva al 75%.

Assunzione: La RDA (razione giornaliera raccomandata) è di 60 Mg. Nel caso dei fumatori passa a 100 mg al giorno ed in caso di malattia si può arrivare a 250-500 mg al giorno. Tuttavia il premio Nobel per la chimica Linus Pauling asseriva che la vitamina C dovrebbe essere assunta a dosi molto più elevate di quelle raccomandate: 2000 mg al giorno come razione normale e fino a 10.000 mg (10 grammi) al giorno in caso di grave malattia. 10 grammi/giorno in associazione con 1 grammo di vitamina E rappresentano (sempre secondo Pauling) una valida terapia per i malati di cancro.

In associazione con la Lisina la vitamina C servirebbe a prevenire l'infarto. La vitamina C andrebbe assunta a più dosi, almeno tre, durante l'arco della giornata dato che il suo tempo di emivita è molto breve. Esistono però integratori come il C-Tard (60 capsule da 500 mg) che vedete di seguito il quale, assunto il mattino, rilascia gradualmente vitamina C per il resto della giornata.

Controindicazioni: nessuna; la vitamina C, essendo idrosolubile, è innocua anche a dosi elevate. In caso di sovradosaggio provoca solo diarrea. Solo caso di ingestione massiccia (es. un bambino che ingoia una intera scatola) può provocare iperemia, cefalea e poliuria.


 

Vitamina A:   [ Benefici: ooo   -   Tossicità: OOOOO ]

La vitamina A (retinolo). E' una vitamina liposolubile (si scioglie nei grassi) e la si ritrova insieme alla E e alla C in quasi tutti gli integratori antiossidanti. Necessaria all’accrescimento, mantiene sane le mucose e soprattutto rigenera la pelle quando soggetta ad irritazioni e scottature. Aiuta la vista e l’udito, aumenta la resistenza alle infezioni specie dell’apparato respiratorio, favorisce l’attività sessuale e procreativa.
Si può assumere anche sotto forma di Beta-carotene; una provitamina che se ingerita si trasforma in vitamina A nella sola quantità necessaria all’organismo, evitando così sovraccarichi; inoltre possiede anche altre proprietà antiossidanti non presenti nel retinolo puro.

Alimenti: Olio di fegato di merluzzo, fegato, carota, germe di grano, finocchio, spinaci, cavolo verde, valerianella, olio di soia, zucca, broccoli, melone, cicoria, lattuga, mais e olio di mais, olio di girasole, aglio, pappareale.

Assunzione: La RDA (razione giornaliera raccomandata) è di 1.000 mg al giorno. E' preferibile assumerla sotto forma di beta-carotene e non come integratore puro.

Controindicazioni: la tossicità di questa vitamina è elevatissima! E' risaputo che i gatti muoiono dopo aver mangiato cospicue quantità di fegato (ne vanno golosi) e gli esquimesi evitavano di mangiare fegato di foca poiché sapevano che ciò li conduceva alla morte.
Essendo un composto liposolubile essa si accumula nei grassi e vi permane per moltissimo tempo, non è eliminabile facilmente dai reni come la vitamina C che è invece idrosolubile. La perdita dei capelli, in caso di sovradosaggio, è indice chiaro dell'elevata tossicità di questa vitamina. Vitamina che purtroppo troviamo in quasi tutti gli integratori antiossidanti !
E' quindi meglio non assumerla affatto attraverso gli integratori che la contengono ma solo tramite la comune dieta alimentare anche perché non esistono malattie da carenza di questa vitamina. Uno studio della università di Copenaghen, pubblicato dall'autorevole quotidiano britannico Daily Telegraph ha evidenziato su un vasto campione di 233.000 persone che chi assume dosi elevate di integratori antiossidanti può addirittura andare incontro una morte precoce. Gli scienziati danesi ipotizzano che la causa di questo sia da attribuire proprio alla vitamina A che associano ad un buon 16% dell'aumento della mortalità tra il campione degli esaminati. Un altro 7% è invece associato alla sua provitamina, il Betacarotene.


 

Vitamina E   [ Benefici: oooo   -   Tossicità: OOO ]

La vitamina E (tocoferolo) è un potente antiossidante naturale. E' una liposolubile e, grazie alla sua struttura lipofilica, tende ad accumularsi nelle lipoproteine circolanti, nelle membrane cellulari e nei depositi di grasso. Sebbene i tocoferoli costituiscano gli antiossidanti più importanti delle membrane umane, esse non ne contengono, in genere, grandi quantità. Il rapporto più comune è di una molecola di tocoferolo per mille catene laterali di acidi grassi polinsaturi. Data la loro liposolubilità, i tocoferoli entrano nel corpo umano sciolti nei grassi. Al pari della vitamina C, l'alfa-tocoferolo è stato associato in studi epidemiologici ad un diminuito rischio di neoplasie e, come la vitamina C, l'alfa-tocoferolo è un antiossidante che può impedire alle sostanze cancerogene di danneggiare il DNA. Studi epidemiologici hanno suggerito come l'uso degli integratori di vitamina E possa essere associato ad una diminuzione delle malattie coronariche. Questi studi non sono certamente definitivi, ma suggeriscono chiaramente che la vitamina E è in grado di fornire una certa protezione contro il rischio collegato alle malattie cardiocoronariche.
Il meccanismo antiossidante della vitamina E inibisce la perossidazione lipoidea spazzando via i radicali di perossido con una velocità assai superiore a quella necessaria ai radicali per reagire con le catene laterali degli acidi grassi o con le proteine della membrana. Durante il processo di disintossicazione del radicale di perossido, l'alfa-tocoferolo stesso viene convertito in un radicale molto meno nocivo. In altre parole, la vitamina E si consuma proprio mentre lavora come spazzino del radicale libero.
Esistono prove di laboratorio che suggeriscono l'interazione della vitamina C con il radicale libero del tocoferolo, riciclandolo nel potente antiossidante alfa-tocoferolo. Ne consegue che la vitamina C funge sia da antiossidante diretto che da antiossidante indiretto in azione sinergica con la vitamina E. Sembra effettivamente che l'assunzione di dosi elevate di vitamina E (100-800 mg al giorno) possa fornire una certa protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari. Gli integratori di vitamina E possono diminuire in alcuni soggetti il rischio di malattie coronariche, soprattutto nel caso di individui con diete ricche di acidi grassi polinsaturi, dal momento che questi acidi grassi hanno un'elevata tendenza a formare radicali liberi in presenza di ossigeno.

Alimenti: olio di germe di grano, oli vegetali, noci, grano integrale.

Assunzione:  la RDA (razione giornaliera raccomandata) è pari a 10 mg per gli uomini e ad 8 mg per le donne.

Controindicazioni: anche questa vitamina, che ricordiamo essere liposolubile e si accumula nei grassi, è stata additata negativamente nei suoi effetti a lungo termine nella ricerca degli scienziati della università di Copenaghen. Essi associano la vitamina E ad un 4% dell'aumento della mortalità tra il campione dei 233.000 esaminati. Tuttavia questo studio ha subito contestazioni da altri scienziati e comunque si riferisce a vitamine sintetiche non a quelle assunte con la dieta. Dato che comunque non esistono dati certi sugli effetti a lungo termine sarebbe bene limitare l'assunzione di integratori di questa vitamina alla sola RDA o, meglio, assumerla attraverso la dieta ad esempio tramite tablets di germe di grano.


 

Vitamine B:

- B1 (tiamina) - È indispensabile per il sistema nervoso e per utilizzare i glicidi; presente nei cereali, nei legumi e nelle frattaglie. La sua carenza provoca il beri-beri.
- B2 (riboflavina) - Entra come costituente di due coenzimi essenziali per il metabolismo energetico; presente in molti alimenti.
- B3 (niacina o vitamina PP) - Entra come costituente di due coenzimi essenziali per alcune reazioni di ossidoriduzione; presente in carni, semi, legumi, fegato. La sua carenza provoca la pellagra.
- B5 (acido pantotenico) - È un componente del coenzima A, coinvolto nel metabolismo energetico; presente in molti alimenti.
- B6 (piridossina) - Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo degli aminoacidi e del glicogeno; presente nella carne e nelle verdure.
- B8 (biotina o vitamina H) - Interviene come coenzima nella sintesi degli acidi grassi e dei carboidrati e nell'utilizzo di proteine e altre vitamine del gruppo B; presente nella carne, nei legumi e nelle verdure.
- B12 (cianocobalamina) - È coinvolta nella produzione di globuli rossi e nel metabolismo dell'acido nucleico; è importante per il sistema nervoso. È presente solo in alimenti di origine animale e ciò può causare problemi a quei vegetariani integrali che non assumono integratori.

B9 (Acido Folico) - Questa vitamina merita un discorso a parte data l'estrema importanza che riveste. L'acido folico è una vitamina idrosolubile essenziale alla sintesi del DNA e delle proteine: necessario alla formazione dei globuli rossi, è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali quali la spina bifida, ed è utile anche al buon funzionamento del sistema nervoso e degli organi sessuali. Attualmente sono in corso studi sperimentali allo scopo di provare l'azione protettiva dell'acido folico nelle malattie cardiovascolari e nell'ipertensione.
Tra i segnali che possono denotare carenze di acido folico vi sono l'anemia, i disturbi del sonno e la difficoltà di concentrazione.

Alimenti: germe di grano, legumi, soia, cereali. Da ricordare che frutta e verdura vanno consumate crude poiché la cottura distrugge gran parte dei folati presenti nei cibi.

Assunzione: per gli adulti la quantità raccomandata si attesta sugli 200 mcg, che raddoppia per le donne in gravidanza (almeno 400 mcg al giorno). Per l'acido folico (folacina) si raccomandano dosi di 200 mcg come dose standard mentre per coloro a cui risulti un alto livello della pericolosissima omocisteina nel sangue sono raccomandate dosi di 1000 mcg (1 milligrammo) al giorno.

 


 

Oligo-Elementi e sali minerali

I sali minerali sono dei composti inorganici (privi di carbonio) che hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento degli organismi viventi, non solo umani, ma anche animali e vegetali. Sono detti anche minerali essenziali. Essi sono infatti coinvolti in alcuni fondamentali processi che vanno dalla produzione di determinate molecole (ad esempio l'emoglobina e la clorofilla), alla sintesi delle proteine, alla crescita e sviluppo di vari organi e tessuti (ad esempio denti e ossa), alla regolazione dell'equilibrio idrosalino delle cellule.
Nessun organismo e' in grado di sintetizzare autonomamente sali minerali, pertanto essi devono essere introdotti attraverso l'alimentazione.
Nell'uomo la quantità di sali minerali presenti e' molto bassa, essi rappresentano circa il 6% del peso corporeo, pertanto il fabbisogno giornaliero e' molto limitato, tuttavia essendo essi eliminati costantemente dall'organismo, attraverso le feci, l'urina ed il sudore, e non essendo producibili autonomamente, devono essere costantemente reintegrati.

 

Selenio:   [ Benefici: ooooo   -   Tossicità: OOOO ]

L’attività del Selenio è legata alla presenza della Vitamina E, rappresenta un cofattore essenziale dell’enzima antiossidante Glutanione perossidasi la cui attività è essenziale per il mantenimento della quantità dei globuli rossi.
Tra le altre funzioni, il selenio contribuisce alla protezione del sistema cardiovascolare, all'inibizione dell'anormale crescita cellulare, alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie. Eventuali carenze di selenio (elemento che viene facilmente perso nelle fasi di cottura del cibo) determinano l'insorgenza di problematiche legate all'invecchiamento come malattie cardiovascolari, minore resistenza alle infezioni, malattie cutanee, disturbi della vista.
E’ indicato come un anti-cancro dato che è usato in chiemioterapia, è disintossicante nei confronti dei metalli pesanti come cadmio, mercurio, piombo. E' inoltre  anti-infiammatorio e qundi indicato nell'artrite, è importante per la fertilità, blocca i meccanismi dell'invecchiamento
Le cellule dello sperma maschile contengono grandi quantità di selenio che vengono perse nel corso dei rapporti sessuali. Ecco perché il fabbisogno di selenio è più alto per gli uomini che per le donne. Se il selenio viene a mancare si può avere la immobilità degli spermatozoi.

Alimenti: cereali, formaggi, carne, pesce e frutti di mare. In minor misura in legumi, nella frutta e nella verdura.

Assunzione: i livelli consigliati per l'adulto sono di 55 mcg al giorno. Il bambino in crescita non ha assolutamente bisogno di selenio (max 0,2 mcg/giorno). Nel periodo dell'allattamento si raccomanda un aumento dell'apporto di 15 mcg/giorno. Le dosi terapeutiche sono di 200-300 mcg/giorno

Controindicazioni: Purtroppo il Selenio è altamente tossico e quindi, ad alte dosi, può provocare perdita dei capelli, dei denti e delle unghie; unghie deboli o nere, dermatiti, odore di aglio nel corpo e nell’alito, apatia e paralisi. Una cosa positiva è però che esso non si accumula nell'organismo nel tempo e quindi può essere eliminato tramite i normali canali (reni e fegato). Occorre quindi che venga preso con cautela, solo alle dosi raccomandate e per periodi di tempo non prolungati.


 

Zinco:    [ Benefici: oooo   -   Tossicità: O ]

E' indispensabile per la crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale risposta immunitaria. E' importante per la digestione dei carboidrati e per il metabolismo del fosforo. Partecipa alla sintesi dell'acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule, importante per l'assorbimento delle vitamine, utile nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei batteri, lieviti, saprofiti della pelle). Più di duecento enzimi per essere attivi hanno bisogno dello zinco, indispensabile per la formazione delle proteine, per alcuni aspetti delle funzioni ormonali, per le funzioni cerebrali, per la vista, per il senso del gusto.
Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata. Il ferro, rame, calcio, cereali crudi e fibre nella diete possono ridurre la quantità di zinco presente nel nostro corpo, in quanto riducono la quantità di zinco assorbita dall' intestino (assumere integratori di zinco o elementi naturali che lo contengono eventualmente a stomaco vuoto, se ciò non provoca senso di nausea). Anche la caseina, proteina del latte, ne ostacola l'assorbimento (il latte umano contiene una bassa quantità di caseina). L'analisi chimica dei capelli può indicare se vi è un eccesso di piombo nell'organismo (veleno che interferisce come il cadmio con l'assorbimento dello zinco).
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in ogni organismo vivente. Un mineralogramma dei capelli può valutare la quantità di zinco del corpo.

Alimenti: carni, uova, germe di grano. E' contenuto in misura minore anche nei cereali e nei legumi.

Assunzione: la RDA quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. I bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12 mg. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno.

Controindicazioni: Lo zinco è uno degli elementi meno tossici per l'organismo umano. Nonostante ciò è consigliabile non integrare la propria dieta con lo zinco per un periodo troppo lungo. Un eccesso di zinco può infatti impedire l'assorbimento del ferro e del rame. Dosi fino a 30 mg al giorno sono tollerate senza problemi.


 

Magnesio e Potassio:     [ Benefici: ooo   -   Tossicità: OO ]

Magnesio e potassio partecipano attivamente agli scambi cellulari e si distribuiscono soprattutto negli spazi intracellulari mantenendo la cellula in piena efficienza.

Il magnesio, ritenuto altresì un potente "antistress", è essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso e muscolare, combatte gli attacchi di depressione, è necessario per la trasformazione degli zuccheri in energia, mantiene un corretto funzionamento del sistema cardiovascolare. Favorisce inoltre l'assorbimento di vit. C, calcio, fosforo e potassio. La carenza di magnesio provoca depressione-ansiosa, nervosismo, confusione mentale, disorientamento e tachicardia (polso veloce).

Il potassio favorisce l'ossigenazione del cervello, riporta la pressione arteriosa ai valori fisiologici e normalizza il ritmo cardiaco, facilita l'eliminazione delle tossine, favorisce la formazione di riserve energetiche e tonifica in generale l'organismo. L'acido aspartico è un aminoacido che partecipa a numerosi processi metabolici fra cui il ciclo dell'ornitina e il ciclo di Krebs. Quest'ultimo favorisce l'utilizzazione finale dei cibi per la produzione di energia. Inoltre svolge un'azione stimolante a livello delle giunzioni neuromuscolari, contrastando debolezza e stanchezza muscolare. La carenza di potassio provoca stanchezza fisica e psichica, riflessi lenti, edemi, dolori muscolari, ipertensione e tachicardia.
Il potassio protegge l'apparato cardiovascolare in numerosi modi: riducendo i radicali liberi, modulando la proliferazione delle cellule muscolari liscie, la aggregazione piastrinica, la coagulazione del sangue. Supplementi di potassio sono usati nelle aritmie cardiache, e nella prevenzione dei calcoli renali, specie di calcio ossalato. La somministrazione di potassio nei topi ipertesi ha aumentato la durata della vita fino a 8 mesi pari a 32 anni di vita umana, e li protegge dalla morte per ictus.

Sotto forma di aspartati, magnesio e potassio vengono trasportati in maniera ottimale e vengono rapidamente assorbiti nel tratto gastrointestinale superiore.

Alimenti: frutta, verdura cruda, legumi, cereali integrali.

Assunzione: Per il potassio la dose giornaliera raccomandata (RDA) è di 200 mgr/giorno, idem per il magnesio.

Controindicazioni: Il potassio è tossico solo a dosi altissime. Dosi superiori ai 18 gr al giorno di Potassio possono provocare bassa pressione arteriosa, confusione mentale, arresto cardiaco.
 


Enzimi e sostanze composite

Gli enzimi sono speciali proteine in grado di catalizzare (attivare) una reazione chimica nell'organismo vivente. Il processo di catalisi indotto da un enzima (come da un qualsiasi altro catalizzatore) consiste in una accelerazione della velocità della reazione e quindi in un più rapido raggiungimento dello stato di equilibrio termodinamico. Un enzima accelera unicamente le velocità delle reazioni chimiche, diretta ed inversa (dal composto A al composto B e viceversa), senza intervenire sui processi che ne regolano la spontaneità.

 

Glutatione:      [ Benefici: ooooo   -   Tossicità: O ]

Il glutatione è il più potente tra gli antiossidanti naturali prodotti dal nostro organismo. Si tratta di una combinazione dei tre aminoacidi (tripeptide) cisteina, acido glutammico e glicina. Disattiva i radicali liberi con una spiccata azione anti-invecchiamento. Il glutatione insieme con il selenio, forma l'enzima glutatione perossidasi che ha sempre una funzione antiossidante, ma a livello intracellulare. Il glutatione ha inoltre una grande capacità disintossicante: grazie alla sua facoltà di chelare (chelaggio = capacità di un'elemento di legarsi ad un'altro) i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio li trasporta via eliminandoli dal corpo. In alcuni studi fatti sugli animali è stata dimostrata un'azione antitumorale del l-glutatione.

Il glutatione aiuta il nostro fegato a disintossicarsi ed a prevenire possibili danni causati dall'eccessivo consumo di alcool. E' più efficace della vitamina C nel migliorare l'utilizzo e la biodisponibilità del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di alcuni agenti esogeni come i nitriti, nitrati, clorati, derivati del benzolo, anilina ecc.. Questi elementi danneggiano l'organismo con un meccanismo insidioso: producono un'ossidazione del ferro trasformandolo dalla sua naturale forma ferrica (Fe2+) nella forma ferrosa (Fe3+) rendendo così il sangue incapace di trasportare l'ossigeno, causando inoltre un'aumento della metaemoglobina (dal 1-2% fino ad un livello a volte mortale del 20-30%). Il processo di compromissione dell'emoglobina porta ad una sindrome ipossica che causa la morte di tutte le cellule per asfissia, compresi i linfociti T4 e causando di conseguenza una sindrome da immuno deficenza.
Inoltre, il glutatione migliora l'utilizzo degli aminoacidi cisteina e cistina, ed infine inibisce in tutto o in parte i dannosi effetti collaterali dovuti ad un'esposizione ad alte dosi di radiazioni, chemioterapia e raggi X.

Il ruolo anti-invecchiamento del glutanione è svolto eliminando i radicali liberi che si formano dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe membrane, hanno un impatto negativo su DNA ed RNA e di conseguenza determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche. Il glutatione impedisce inoltre che i radicali liberi si leghino alle proteine fibrose del corpo, evitando così l'indurimento e il restringimento del collagene (e quindi rughe, mancanza di elasticità nelle arterie ecc.). Per questo motivo il glutatione mantiene sano e "giovane" il sistema circolatorio.
Quanto al sistema immunitario, il glutatione è strettamente legato all'attività fagocitica di specifiche cellule polmonari. Protegge dagli eventuali effetti dannosi del fumo, insieme ad altri antiossidanti come vitamina C, E, selenio, beta carotene e cisteina.

Assunzione: tramite integratori specifici.

Controindicazioni: la molecola del glutatione non sembra presentare tossicità.


 

Carnitina:      [ Benefici: ooo   -   Tossicità: O ]

   Contribuisce alla salute delle funzioni cardiache e polmonari; promuove la metabolizzazione dei grassi trasformandoli in “combustibile”. E' indispensabile agli atleti per coadiuvare lo sforzo fisico. Aiuta inoltre a diminuire la produzione di radicali liberi, alleviando i danni ai tessuti, in particolare dopo intensi sforzi fisici.

La L-carnitina è necessaria per trasformare il grasso in energia. Trasporta gli acidi grassi nei mitocondri, i generatori di cellule. La L-carnitina viene prodotta dal nostro organismo a partire dagli aminoacidi lisina e metionina. Tuttavia, in età infantile e in situazioni di alta richiesta di energie, come attività sportiva, stato di gravidanza e durante l'allattamento al seno, la richiesta di L-carnitina potrebbe essere superiore a quella prodotta dal corpo. In questi casi l’L-carnitina è considerato un “nutriente indispensabile”.
Sembra che l'azione della L-carnitina sembra sia particolarmente importante per il cuore. Per esempio, in uno studio preliminare a pazienti diabetici e che presentavano un’alta pressione sanguigna sono stati somministrati 4 grammi di L-carnitina al giorno. Dopo 45 settimane si è notata una significativa diminuzione dell’irregolarità del battito cardiaco e del funzionamento anormale del cuore rispetto ai pazienti non trattati con integrazione di L-carnitina.
Per quanto riguarda l’insufficienza cardiaca congestizia, in gran parte delle ricerche si è utilizzata una formulazione di carnitina modificata chiamata propionil-L-carnitina (PC). In una prova in doppio cieco che utilizzava 500 mg di PC al giorno, dopo sei mesi si è rilevato un aumento del 26% della tolleranza all'esercizio fisico. In altre ricerche ai pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia sono stati somministrati 1,5 grammi di PC per 15 giorni e si è osservato che gli stessi pazienti presentavano un aumento del 21% nella tolleranza agli esercizi fisici e un aumento del 45% del consumo di ossigeno.

Alimenti: carne di pecora, agnello, manzo e vitellone. In dosi molto inferiori si trova nei latticini.

Assunzione: Tramite integratori specifici.

Controindicazioni: Questo enzima non presenta tossicità particolari. Negli integratori si può trovare sotto forma di L-carnitina naturale (da preferire) oppure come D-carnitina o DL-carnitina di tipo sintetico, queste ultime due formulazioni sono da scartare in quanto presentano effetti collaterali dannosi.


 

Melatonina:      [ Benefici: ooooo  -   Tossicità: O ]

   La melatonina (N-acetyl-5-methoxytryptamine) è una molecola naturale, è secreta dalla ghiandola pineale e decresce nell'organismo con l'avanzare dell'invecchiamento. Questa sostanza agisce fondamentalmente proteggendo la ghiandola pineale, quindi restaurando indirettamente i ritmi ormonali giovanili.
La sua carenza rappresenta un importante segnale di invecchiamento: quando il livello di melatonina diminuisce, si invecchia. Il suo meccanismo di azione pare non sia né di natura chimica, né biochimica, né recettoriale, né ormonale. Il principio sul quale si basa la melatonina non è farmacologico, consiste invece nel creare un picco notturno più o meno alla stessa ora tutte le notti.

Secondo alcuni la melatonina non può essere considerata un ormone, infatti viene sintetizzata nell'organismo anche da altri organi e non solo dalla pineale; se si asporta la pineale la melatonina circolante non scompare come invece avviene quando vengono rimosse le ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi); non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina come invece si verifica con tutti gli ormoni classici; se somministrata a dosi enormi di grammi al giorno per via orale non ha provocato effetti collaterali, contrariamente a qualsiasi ormone (da uno studio olandese).

La somministrazione prolungata di melatonina non può indurre atrofia della pineale, infatti l'inibizione della sintesi dopo somministrazione orale non sembra dipendere come accade per gli ormoni classici dall'inibizione della sintesi dei fattori trofici, ma da una semplice inibizione retroattiva prodotta dalla stessa melatonina. Se si somministra melatonina esterna gli enzimi dell'organismo umano non si attivano per produrla, semplicemente invece la ghiandola si mette a riposo. Quando cessa la somministrazione di melatonina, la produzione endogena riprende come prima, anzi si afferma anche meglio di prima.

Qualche studioso ha iniziato a pensare che restaurando i ritmi notturni di melatonina, i quali hanno a che fare con i cicli ormonali, è possibile ottenere dei benefici.
Questa molecola pare risincronizzare l'organismo, mantenendo integri sistema neuroendocrino, ormoni e sistema immunitario. Sembra inoltre lavorare in sinergia con vari farmaci migliorandone sensibilmente l'efficacia.

In realtà, da esperimenti effettuati sui topi, si è notato che non è la melatonina a prolungare la vita ma la ghiandola pineale, se trapiantata da un topo giovane ad uno vecchio. E viceversa il trapianto di una ghiandola pineale invecchiata in un topo giovane, che conservava la sua pineale giovane, lo faceva rapidamente invecchiare (lavori del Prof. Pierpaoli pubblicati nel 1994 su Proceedings of the National Academy of Sciences degli USA). Questo porta a pensare che la pineale vecchia porta un programma di invecchiamento che supera qualsiasi ostacolo, ignorando anche il segnale della pineale più giovane. Si potrebbe quindi pensare di asportare in un organismo la ghiandola pineale non appena questa inizia a portare i segnali di invecchiamento, sperando di arrestare il processo di invecchiamento stesso.

Evitare alla pineale di invecchiare pare quindi ritardare l'invecchiamento dell'intero organismo. Nell'uomo il trapianto di pineale è arduo in quanto ci sono enormi problemi di rigetto. Ovviamente la rimozione della ghiandola pineale è comunque un estremo rimedio. Un intervento antietà costante nel tempo, grazie all'opera graduale di una molecola come la melatonina sarebbe possibile.
La melatonina potrebbe rendere del tutto inutili una certa parte di farmaci attualmente in circolazione.

La melatonina protegge la ghiandola pineale dall'invecchiamento, avendo una potente azione antinvecchiamento sulla ghiandola. Questo è dimostrato sui topi da studi scientifici. In caso di somministrazione di melatonina dall'esterno, la ghiandola pineale invecchia meno rapidamente, rallentando tutto il programma di deterioramento dell'organismo.
La ghiandola pineale mantenuta giovane rallenta l'invecchiamento dell'intero organismo; la melatonina rallenta l'invecchiamento della pineale mettendola a riposo, la quale sembra impartire l'ordine di invecchiare, questo in evidenza il concetto.

Infatti se la melatonina è somministrata dall'esterno, la ghiandola pineale non ha più bisogno di produrla, rallentando il proprio invecchiamento e adempiendo per intero alla produzione di altre importanti sostanze come ad es. il TRH. Se il livello di melatonina risulta basso, la somministrazione esogena (dall'esterno) rimpiazza la carenza; se il livello endogeno (già presente nell'organismo) risulta alto, la somministrazione ulteriori di melatonina non ha alcun effetto, l'organismo trattiene la dose sufficiente, eliminando con le urine il resto.

Da studi scientifici si è dimostrato inoltre che la melatonina normalizza i livelli di zinco nell'età avanzata. Pare altresì che assumendo melatonina ogni parametro risulta migliorato.
Altri effetti della melatonina sono documentati : sostiene la funzione immunitaria, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, protegge dagli effetti negativi dello stress, ripristina i ritmi del sonno, aiuta a difendersi dal cancro e dalla malattie cardiache, stimola e sostiene la funzione sessuale (mettendo a riposo la pineale e risincronizzando i ritmi ormonali giovanili).

E' stato effettuato uno studio clinico circa le capacità della melatonina di ripristinare i ritmi ormonali antecedenti la menopausa, per avere una risposta anche sulla capacità della melatonina di invertire il processo di invecchiamento generale nell'organismo. Lo studio ha avuto effetti positivi! (effettuato presso la clinica Madonna delle Grazie di Velletri dal Prof. Walter Pierpaoli e il dottor Giulio Bellipanni, pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology 36, 2001, 297-310). E' stato effettuato tra donne di 42-62 anni, mostrando che la melatonina in soli sei mesi è riuscita a far "ringiovanire" donne di età variabile fra i 42 e i 62 anni. Anche la funzione tiroidea veniva ripristinata e diminuiva la depressione. Sono stati somministrati 3 milligrammi di melatonina alla sera per 6 mesi.
 Assumendola di sera non si fa che assecondare la natura, mettendo a riposo la pineale che non si deve sforzare di produrla e permettendo la risincronizzazione dei ritmi ormonali. 


Assunzione: La sera, poco prima di andare a dormire in dosi da 0.5 mg a 5 mg. Gli esperti ne consigliano l'assunzione insieme allo zinco con cui avrebbe azione sinergica.

Controindicazioni: E' dimostrato che la melatonina non presenta effetti tossici neppure se venisse somministrata in quantità di diversi cucchiai al giorno. La somministrazione deve però avvenire la sera prima di spegnere la luce e dormire: durante il giorno altererebbe il ritmo. La melatonina deve infine essere di tipo "puro".


 

Concludendo: cosa assumere per allungare la prospettiva di lunghezza di vita?

Da quello che si evince in questa ricerca ne viene fuori che l'integratore ideale, dotato di elevate proprietà benefiche per l'allungamento della vita e di bassissima tossicità, dovrebbe essere assolutamente privo di vitamina A (al limite potrebbe contenere basse dosi di Betacarotene). Dovrebbe contenere modeste dosi vitamina E e fornire dosi congrue giornaliere (200 Mg o più) di vitamina C. A ciò andrà aggiunto un cocktail di sali minerali come Selenio (in dosaggio RDA), Zinco e un potente antiossidante come il Glutatione. Per coloro che praticano attività sportiva andranno aggiunti anche Magnesio, Potassio ed un nutriente cellulare essenziale come la Carnitina.

E' chiaro che un siffatto integratore non esiste. Sono però disponibili sul mercato prodotti che si avvicinano  a queste caratteristiche. Un discorso a parte merita la melatonina la quale, non avendo tossicità alcuna, può portare solo benefici ed andrebbe assunta indipendentemente da altri integratori, purché sia del tipo puro. Al momento però i ricercatori non si sono perfettamente accordati sulle dosi di questo composto. Pare comunque che 3 mg al giorno sia la dose più indicata.

Purtroppo rivolgersi al proprio medico di famiglia, come individuo sano, che chiede consigli e prescrizioni di questo tipo può risultare frustrante. Molti medici si rifiutano addirittura di affrontare l'argomento. 

 

Nota: i prodotti presentati attraverso le immagini sono solo a scopo illustrativo, l'autore di questo sito non ha alcun legame con le case farmaceutiche che li producono, ne si vogliono dare consigli di prescrizione riguardo agli stessi.