di Ugo Spezza
Shi Huang
Di, il primo imperatore della Cina, fu colui che iniziò ad
edificare la muraglia cinese e si fece seppellire protetto da un immenso
esercito di soldati di terracotta.
Un giorno egli ordinò ai suoi medici
di trovargli una pozione che potesse donargli l'immortalità. Dopo vari
consulti e viaggi all'estero uno di essi tornò dall'imperatore con la
notizia che il mercurio, nuovo ritrovato alchemico per l'epoca, sarebbe stata la soluzione. Essi confezionarono
dunque delle sferette commestibili in cui inserirono del mercurio. Il
grande imperatore semi-divino morì così a 50 anni e negli ultimi anni fu
anche preda della pazzia, causa avvelenamento da mercurio...
La moderna ricerca farmacologica mette oggi a disposizione numerose
sostanze in grado di rallentare drasticamente l'invecchiamento cellulare; molte
persone ne fanno uso ma solo pochissime le usano in modo corretto.
Inoltre da una recentissima ricerca effettuata dalla università di
Copenaghen (vedi
PDF) sembra addirittura che l'uso di integratori possa portare
alla morte precoce a causa di alcuni componenti in essi contenuti.
Componenti che esamineremo nel dettaglio in questa guida...
Perchè invecchiamo?
L'invecchiamento è registrato nel software del nostro DNA. Esso
stabilisce una sorta di orologio biologico. Ottenuta
dall'organismo la fase riproduttiva, esso viene, in senso evolutivo,
"messo da parte" e destinato alla morte. Il declino avviene sul fronte
del sistema immunitario, attraverso un calo della capacità di difesa
contro infezioni e tumori, sia sul fronte endocrino con una diminuzione
degli ormoni prodotti dalle ghiandole adrenergiche: ipofisi, ipotalamo,
tiroide, timo e ghiandola pineale. L'invecchiamento è il processo
risultante dall'accumulo dei danni alle
cellule, ai tessuti e agli organi del nostro corpo.
La scarsa rigenerazione cellulare, che progredisce con l'avanzare degli
anni, si traduce nella perdita di elasticità di pelle e tessuti, nella
fragilità ossea, nel rallentamento della guarigione delle ferite, nel
calo della vista e dell'udito.
Si assiste altresì ad una variazione nel metabolismo del glucosio,
dei lipidi, e ormonale, ad un irrigidimento dei vasi sanguigni e ad un
abbassamento delle difese immunitarie. Diminuisce la produzione di
collagene, elastina e altre sostanze responsabili dell'elasticità di
pelle e tessuti.
Soprattutto però l'invecchiamento si attua attraverso il cosiddetto
Stress Ossidativo. Esso opera attraverso l’ossigeno che respiriamo il
quale va a combinarsi con materie di scarto nell’organismo e forma così
composti tossici, i cosidetti radicali liberi. Chimicamente essi
sono formati da molecole instabili, cioè molecole a cui manca un elettrone
disponibile (spaiato). A causa di questa loro proprietà i radicali
liberi nell'organismo umano reagiscono con qualsiasi struttura
molecolare che incontrano. In termini tecnici
essi sono definiti ROS (Reacting Oxigen Species). Possono formarsi
spontaneamente per reazione diretta dell'ossigeno molecolare con cationi
(generalmente ferro) presenti nel circolo sanguigno,
nell'interstizio cellulare o nei fluidi intracellulari, o enzimaticamente, mediante l'enzima NADPH ossidasi. I composti finali
sono: superossido, radicale idroperossido, acqua ossigenata, radicale
ossidrilico.
I ROS sono causa di danni cellulari di varia natura (ad
esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura
delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i
lipidi di membrana. Degradazione dei lipidi e degrado delle proteine in
aminoacidi modificati (diidrossifenilalanina, ditirosina...), come anche
gli acidi nucleici (nei mitocondri in particolare), formando basi azotate
alternative (8-ossiguanina, 5-idrossimetiluracile...).
Numerosi studi sperimentali, ad esempio quello condotto sul moscerino
della frutta, hanno dimostrato una correlazione tra produzione di
radicali liberi e durata della vita. Ed è ormai certo che molte
malattie comuni e dovute all'invecchiamento, quali arteriosclerosi,
cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, si associano ad un
prevalere dei sistemi ossidativi rispetto a quelli antiossidanti di difesa.
Come si producono i Radicali liberi?
-
Inquinamento esterno: Raggi
ultravioletti (UVA e UVB), radiazioni, gas nocivi,
fumo di sigaretta, ozono,
idrocarburi, ossido di carbonio, diossido di azoto, tricloroetilene, formalina, solventi, cadmio,
piombo tetraetile.
-
Inquinamento interno: pesticidi,
detergenti, acidi grassi ossidati, pirolisi degli aminoacidi, nitrati e
metalli pesanti presenti nell'acqua che beviamo e nei cibi.
-
Stato di malattia: infezioni da batteri, virus e parassiti.
Esistono, per fortuna, delle barriere naturali contro il danno
ossidativo dei ROS. Consistono in una serie di enzimi-spazzino, prodotti
autonomamente dal nostro organismo, che
arrestano la cascata di reazioni dei radicali; essi sono: superossidismutasi,
catalasi e glutatione perossidasi. Come antiossidanti esterni troviamo invece le
vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), C (acido
ascorbico) ed E (tocoferolo), il selenio e lo zinco.
I radicali liberi quando sono in eccesso inducono codici errati nei
genomi cellulari provocando:
-
Invecchiamento cutaneo (rughe, perdita di elasticità, macchie..)
-
Invecchiamento perioculare (cataratte, degenerazione maculare)
-
Invecchiamento cerebrale (Alzheimer, degenerazione cerebrale)
-
Invecchiamento generale (diabete, malattie cardiovascolari,
arteriosclerosi, artrite reumatoide, degenerazione muscolare...)
Relazione tra la Ghiandola Pineale e
il processo di
invecchiamento:
La ghiandola pineale (epifisi) è minuscola ghiandola di circa 150 mg
avente forma di una nocciola. E' sita al centro esatto del cervello, tra
il diencefalon e il terzo ventricolo. Essa ha un profondo effetto su
molti aspetti del funzionamento dell'organismo per mezzo dei suoi
messaggeri neuro-ormonali e gioca un ruolo nel far vivere in armonia con
i ritmi ambientali. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone
melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo
al buio o alla poca luce.
 |
La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni
gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina
nell'individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione
sessuale. All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono
notevolmente e nell'epifisi si accumula la cosiddetta "sabbia pineale".
La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte: poco
dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel
sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le
2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente
all’approssimarsi del mattino. L'inibizione di
secrezioni di melatonina induce uno stato di immunodeficienza, determina
l'insorgenza di allergie alimentari, peggiora la digestione ed ha un
significativo effetto sulla durata della vita. |
Nel 1985 uno studio sulla ghiandola pineale dei dottori Maestroni, Pierpaoli e
Conti fu effettuato su due gruppi di topi di 19 mesi di età. Gli
animaletti vennero messi esattamente nelle stesse condizioni ambientali
e alimentari, solo che ad un gruppo venne somministrato nell'acqua della
melatonina. Dopo circa cinque mesi i topi senza melatonina mostrarono i
normali segni di invecchiamento: perdita di peso, andatura rallentata,
pelliccia secca e a chiazze, postura curva. Al contrario i topi “alla
melatonina” erano belli paffuti e in forma smagliante. Dopo un mese i
topi senza ormone pinealico cominciarono a morire ad uno ad uno, mentre
gli altri continuavano a vivere tranquillamente. Infine dopo la morte di
tutti i due gruppi si calcolò la vita media. I topi senza melatonina
vissero 752 giorni mentre i "melatoninizzati" durarono 931 giorni,
corrispondenti ad un aumento medio della aspettativa di vita del +23%; un risultato
notevole! L'invecchiamento della Pineale può essere ritardato assumendo
dosi regolari di melatonina, integratore che esamineremo ampiamente nel seguito.
Omocisteina, un killer
terrificante.
L’omocisteina è stata scoperta nel 1968 dal dr. McCully il quale stava
effettuando ricerche su una rara malattia genetica: l'iperomocisteinuria.
Ai bambini colpiti da questa malattia manca l’enzima che trasforma la
tossica omocisteina in una sostanza innocua, e questi bambini in genere
morivano in giovanissima età a causa di infarti o colpi apoplettici!
Un tasso troppo elevato di omocisteina sarebbe infatti una causa
concomitante, se non esclusiva, di molte tra le malattie tra le più
preoccupanti e diffuse, e cioè tutte quelle che colpiscono il sistema
cardiocircolatorio: infarto e ischemia che ricordiamo rappresentano ben
il 42% tra le varie cause di morte nella società moderna (vedi articolo
"Il
Nemico"). Oltre a ciò,
elevati livelli di omocisteina portano diabete, depressione,
impotenza, osteoporosi, emicrania, problemi di digestione, di vista ed
altro.
L’omocisteina è una sostanza prodotta normalmente nell’organismo a
seguito della metabolizzazione dell’aminoacido metionina; in un
organismo ben funzionante l’omocisteina è ritrasformata di nuovo in
metionina, ed in questo processo sono prodotte altre due sostanze che
hanno un’importanza essenziale per la salute, la SAMe (nota per la sua
efficacia antidepressiva, antiartritica ed epatoprotettiva) ed il
glutatione (antiossidante e disintossicante della massima importanza);
se questo processo di riconversione non avviene in modo sufficiente,
queste due sostanze essenziali vengono a mancare all’organismo.
Le teorie del Dr.McCully sul danno derivante dall’eccesso di omocisteina non solo nei
colpiti da questa rara malattia genetica ma in una buona parte della
popolazione hanno dapprima incontrato una notevole resistenza negli
ambienti medici.
Solo nel 1992 le sue teorie sono state messe alla prova ed hanno trovato
conferma in studi su larga scala con la partecipazione di 14.000 medici.
Controlli a campione hanno dimostrato che più del 50% delle persone di
una certa età, in particolare se fumatori o già in non buona salute, ha
valori di omocisteina troppo elevati. Ciò nonostante l’accertamento
della quantità di omocisteina nel sangue non è ancora tra i test
normalmente prescritti nel corso degli esami medici di controllo.
E’ veramente un peccato, perché si tratta di un indicatore importante
che può mettere all'erta quanto ai rischi di patologie cardiovascolari;
un alto tasso di omocisteina nel sangue (oltre il 12% dei valori
normali) aumenta di tre volte il rischio di ictus o infarto cardiaco.
Tra i rimedi da mettere in atto nell’eventualità che il tasso di omocisteina risulti troppo elevato, i principali sono i seguenti: per
ritrasformare l’omocisteina in metionina l’organismo ha bisogno in
particolare di alcune vitamine del gruppo B. Può succedere che queste
vitamine non siano presenti in quantità sufficiente, o a causa di una
predisposizione genetica che fa sì che ne occorra una maggiore quantità
per trasformare tutta l’omocisteina prodotta, oppure, nei casi più
frequenti, a causa della generale carenza di vitamine B nel nostro
attuale modo poco sano di mangiare oppure perché sono presenti altre
cause o fattori nocivi che innalzano il fabbisogno di queste vitamine
(fumo, diabete, vita sedentaria ecc.) Attenzione però: ingurgitare
qualche vitamina B in modo isolato e in proporzioni cervellotiche può
essere controproducente ed aggravare la situazione. Le vitamine B che
hanno dimostrato efficacia nell’abbassare l’omocisteina e che vanno
assunte contemporaneamente sono la vitamina B6 (100 mg), B12 (100
microgrammi) e folato (1000 microgrammi). Vale comunque anche in questo
caso la raccomandazione generale di non procedere da soli ma è
consigliabile consultare un medico esperto in questa tematica.
(tratto da
http://guide.dada.net/patologie_croniche/interventi/2006/01/239483.shtml
a cura della Dssa Fiamma Ferraro)
Le sostanze Anti-Invecchiamento
Troviamo in commercio molti
integratori; essi sono basati generalmente su composizioni di vari
insiemi di vitamine. Talvolta, in alcune preparazioni, assieme alle
vitamine troviamo sali minerali come il Selenio e lo Zinco.
 |
In alcuni integratori sono
anche presenti sostanze composite come la Carnitina, la L-Arginina o il Glutanione. Va
comunque considerato che alle dosi errate alcune sostanze possono
rivelarsi tossiche per l'organismo, quindi nel seguito, al fine di
evitare di fare la fine del nostro Imperatore, verranno elencate quelle
che comunemente sono le sostanze ritenute potenzialmente tossiche o
benefiche associando a ciascuna di esse un voto: cinque stelle verdi per
indicare una sostanza essenzialmente benefica e cinque stelle rosse per
indicare una sostanza che presenti, in concomitanza, un
elevato rischio di tossicità. Ovvio che questa guida servirà proprio a
far conoscere e ad evitare queste sostanze... |
Vitamine
Le vitamine si suddividono in idrosolubili (solubili in acqua) come la
C, la B12 ed altre ed in liposolubili (solubili nei grassi corporei)
come la
A, la D, la E e la K. Questa distinzione è particolarmente importante per
comprendere gli effetti di un sovradosaggio di una particolare vitamina.
Per le idrosolubili non sussistono grossi problemi di tossicità poiché
generalmente la dose non utilizzata viene espulsa con le urine. Per le
liposolubili il trasporto nel grasso corporeo biologicamente attivo può
provocare effetti tossici perchè i meccanismi di eliminazione di queste
sostanze da parte dell'organismo sono lentissimi. Non solo, esiste anche
un "effetto accumulo", che permette a queste sostanze di accumularsi
gradualmente nel tempo dentro il grasso corporeo a seguito di assunzioni
ripetute e prolungate nel tempo.
Vitamina C:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
O
]
La vitamina C (acido ascorbico)
è del tipo idrosolubile (si scioglie in acqua) ed è coinvolta in un
gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Potenzia il sistema immunitario
combattendo le infezioni batteriche e virali e permette la sintesi
del collagene. Il collagene è alla base della costruzione di vasi
sanguigni, pelle, muscoli e ossa e costituisce circa 1/3 del nostro
organismo. L'organismo non può sintetizzare collagene senza vitamina
C e questa importante proteina va a costituirne il tessuto
connettivo.
La vitamina C coadiuva la
rimarginazione delle ferite e delle ustioni, indispensabile al cuore
protegge le pareti dei vasi sanguigni. E' un potente antiossidante
in quanto protegge il ferro dall'ossidazione nell'intestino. Ha
funzione anticancro in quanto stimola la sintesi dell'acido folico
da parte della flora batterica intestinale e ne favorisce la
trasformazione in acido folinico (forma attiva); ciò previene la
formazione di nitrosammine (cancerogene) a livello intestinale.
Contribuisce alla
formazione dei globuli rossi, agisce come antistaminico, protegge il
cervello ed il midollo spinale dai radicali liberi. E' inoltre un valido
anti-stress e favorisce l’utilizzo dell’energia a livello cellulare.
Promuove la sintesi della noradrenalina e la combustione dei grassi,
neutralizza le sostanze tossiche favorendone la eliminazione e
protegge la membrana delle cellule dalla azione distruttiva dei
radicali liberi.
Alimenti: il corpo umano non può produrre
vitamina C
autonomamente e quindi essa va assunta con la dieta. La vitamina C è
presente soprattutto nell'acerola, nei peperoni e nel kiwi ma in genere la si
ritrova negli agrumi e nei vegetali a foglia verde come i cavoletti di bruxelles,
lattuga, fave e piselli. La vitamina può perdersi in
caso le verdure divengano stantie o in caso in cui vengano cotte
riducendosi di un fattore che arriva al 75%.
Assunzione: La RDA
(razione giornaliera raccomandata) è di 60 Mg. Nel caso dei fumatori
passa a 100 mg al giorno ed in caso di malattia si può arrivare a
250-500 mg al giorno. Tuttavia il premio
Nobel per la chimica Linus Pauling asseriva che la vitamina C
dovrebbe essere assunta a dosi molto più elevate di quelle
raccomandate: 2000 mg al giorno come razione normale e fino a 10.000
mg (10 grammi) al giorno in caso di grave malattia. 10 grammi/giorno
in associazione con 1 grammo di vitamina E rappresentano (sempre
secondo Pauling) una valida terapia per i malati di cancro.
In associazione con la
Lisina la vitamina C servirebbe a prevenire l'infarto. La
vitamina C andrebbe assunta a più dosi, almeno tre, durante l'arco
della giornata dato che il suo tempo di emivita è molto breve. Esistono
però integratori come il C-Tard (60 capsule da 500 mg) che vedete di
seguito il quale, assunto il mattino, rilascia gradualmente vitamina C
per il resto della giornata.
Controindicazioni:
nessuna; la vitamina C, essendo idrosolubile, è innocua anche a dosi elevate. In caso di
sovradosaggio provoca solo diarrea. Solo caso di ingestione
massiccia (es. un bambino che ingoia una intera scatola) può
provocare iperemia, cefalea e poliuria.
Vitamina A:
[ Benefici:
ooo
- Tossicità:
OOOOO
]
La vitamina A
(retinolo). E' una vitamina liposolubile (si scioglie nei grassi) e la si ritrova insieme alla E e alla C in quasi tutti gli
integratori antiossidanti. Necessaria all’accrescimento, mantiene
sane le mucose e soprattutto rigenera la pelle quando
soggetta ad irritazioni e scottature. Aiuta la vista e l’udito, aumenta la
resistenza alle infezioni specie dell’apparato respiratorio,
favorisce l’attività sessuale e procreativa.
Si può assumere anche sotto forma di Beta-carotene; una provitamina
che se ingerita si trasforma in vitamina A nella sola quantità
necessaria all’organismo, evitando così sovraccarichi; inoltre
possiede anche altre proprietà antiossidanti non presenti nel
retinolo puro.
Alimenti: Olio di fegato di merluzzo,
fegato, carota, germe di grano,
finocchio, spinaci, cavolo verde, valerianella, olio di soia, zucca,
broccoli, melone, cicoria, lattuga, mais e olio di mais, olio di
girasole, aglio, pappareale.
Assunzione: La RDA
(razione giornaliera raccomandata) è di 1.000 mg al giorno. E'
preferibile assumerla sotto forma di beta-carotene e non come
integratore puro.
Controindicazioni:
la
tossicità di questa vitamina è elevatissima! E' risaputo che i
gatti muoiono dopo aver mangiato cospicue quantità di fegato (ne
vanno golosi) e gli esquimesi evitavano di mangiare fegato di foca
poiché sapevano che ciò li conduceva alla morte.
Essendo un composto liposolubile essa si accumula nei
grassi e vi permane per moltissimo tempo, non è eliminabile facilmente
dai reni come la vitamina C che è invece idrosolubile. La perdita
dei capelli, in caso di sovradosaggio, è indice chiaro dell'elevata
tossicità di questa vitamina. Vitamina che purtroppo troviamo in
quasi tutti gli integratori antiossidanti !
E' quindi meglio non assumerla affatto
attraverso gli integratori che la contengono ma solo tramite la
comune dieta alimentare anche perché non esistono malattie da
carenza di questa vitamina. Uno studio della università di
Copenaghen, pubblicato dall'autorevole quotidiano britannico Daily
Telegraph ha evidenziato su un vasto campione di 233.000 persone
che chi assume dosi elevate di integratori antiossidanti può
addirittura andare incontro una morte precoce. Gli scienziati danesi
ipotizzano che la causa di questo sia da attribuire proprio alla
vitamina A che associano ad un buon 16% dell'aumento della mortalità
tra il campione degli esaminati. Un altro 7% è invece associato alla
sua provitamina, il Betacarotene.
Vitamina E
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
OOO
]
La vitamina E
(tocoferolo) è un potente
antiossidante naturale. E' una liposolubile e, grazie alla sua
struttura lipofilica, tende ad accumularsi nelle lipoproteine
circolanti, nelle membrane cellulari e nei depositi di grasso.
Sebbene i tocoferoli costituiscano gli antiossidanti più importanti
delle membrane umane, esse non ne contengono, in genere, grandi
quantità. Il rapporto più comune è di una molecola di tocoferolo per
mille catene laterali di acidi grassi polinsaturi. Data la loro
liposolubilità, i tocoferoli entrano nel corpo umano sciolti nei
grassi. Al pari della vitamina C, l'alfa-tocoferolo è stato
associato in studi epidemiologici ad un diminuito rischio di
neoplasie e, come la vitamina C, l'alfa-tocoferolo è un
antiossidante che può impedire alle sostanze cancerogene di
danneggiare il DNA. Studi epidemiologici hanno suggerito come l'uso
degli integratori di vitamina E possa essere associato ad una
diminuzione delle malattie coronariche. Questi studi non sono
certamente definitivi, ma suggeriscono chiaramente che la vitamina E
è in grado di fornire una certa protezione contro il rischio
collegato alle malattie cardiocoronariche.
Il meccanismo antiossidante della vitamina E inibisce la perossidazione lipoidea spazzando via i radicali di perossido con
una velocità assai superiore a quella necessaria ai radicali per
reagire con le catene laterali degli acidi grassi o con le proteine
della membrana. Durante il processo di disintossicazione del
radicale di perossido, l'alfa-tocoferolo stesso viene convertito in
un radicale molto meno nocivo. In altre parole, la vitamina E si
consuma proprio mentre lavora come spazzino del radicale libero.
Esistono prove di laboratorio che suggeriscono l'interazione della
vitamina C con il radicale libero del tocoferolo, riciclandolo nel
potente antiossidante alfa-tocoferolo. Ne consegue che la vitamina C
funge sia da antiossidante diretto che da antiossidante indiretto in
azione sinergica con la vitamina E. Sembra effettivamente che l'assunzione di dosi elevate di vitamina E
(100-800 mg al giorno) possa fornire una certa
protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari. Gli
integratori di vitamina E possono diminuire in alcuni soggetti il
rischio di malattie coronariche, soprattutto nel caso di individui
con diete ricche di acidi grassi polinsaturi, dal momento che questi
acidi grassi hanno un'elevata tendenza a formare radicali liberi in
presenza di ossigeno.
Alimenti: olio di germe
di grano, oli vegetali, noci, grano integrale.
Assunzione: la RDA (razione giornaliera raccomandata) è pari a
10 mg per gli uomini e ad 8 mg per le donne.
Controindicazioni: anche
questa vitamina, che ricordiamo essere liposolubile e si accumula
nei grassi, è stata
additata negativamente nei suoi effetti a lungo termine nella
ricerca degli scienziati della università di Copenaghen. Essi
associano la vitamina E ad un 4% dell'aumento della mortalità tra il
campione dei 233.000 esaminati. Tuttavia questo studio ha subito
contestazioni da altri scienziati e comunque si riferisce a vitamine
sintetiche non a quelle assunte con la dieta. Dato che comunque non
esistono dati certi sugli effetti a lungo termine sarebbe bene
limitare l'assunzione di integratori di questa vitamina alla sola RDA o, meglio, assumerla attraverso la dieta ad esempio tramite
tablets di germe di grano.

Vitamine B:
- B1 (tiamina) - È
indispensabile per il sistema nervoso e per utilizzare i glicidi;
presente nei cereali, nei legumi e nelle frattaglie. La sua carenza
provoca il beri-beri.
- B2 (riboflavina) - Entra come costituente di due coenzimi
essenziali per il metabolismo energetico; presente in molti
alimenti.
- B3 (niacina o vitamina PP) - Entra come costituente di due
coenzimi essenziali per alcune reazioni di ossidoriduzione; presente
in carni, semi, legumi, fegato. La sua carenza provoca la pellagra.
- B5 (acido pantotenico) - È un componente del coenzima A, coinvolto
nel metabolismo energetico; presente in molti alimenti.
- B6 (piridossina) - Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo
degli aminoacidi e del glicogeno; presente nella carne e nelle
verdure.
- B8 (biotina o vitamina H) - Interviene come coenzima nella sintesi
degli acidi grassi e dei carboidrati e nell'utilizzo di proteine e
altre vitamine del gruppo B; presente nella carne, nei legumi e
nelle verdure.
- B12 (cianocobalamina) - È coinvolta nella produzione di globuli
rossi e nel metabolismo dell'acido nucleico; è importante per il
sistema nervoso. È presente solo in alimenti di origine animale e
ciò può causare problemi a quei vegetariani integrali che non
assumono integratori.
B9 (Acido Folico) - Questa
vitamina merita un discorso a parte data l'estrema importanza che
riveste. L'acido folico è una vitamina idrosolubile essenziale alla
sintesi del DNA e delle proteine: necessario alla formazione dei
globuli rossi, è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni
neonatali quali la spina bifida, ed è utile anche al buon
funzionamento del sistema nervoso e degli organi sessuali.
Attualmente sono in corso studi sperimentali allo scopo di provare
l'azione protettiva dell'acido folico nelle malattie cardiovascolari
e nell'ipertensione.
Tra i segnali che possono denotare carenze di acido folico vi sono
l'anemia, i disturbi del sonno e la difficoltà di concentrazione.
Alimenti:
germe di grano, legumi, soia, cereali. Da
ricordare che frutta e verdura vanno consumate crude
poiché la cottura distrugge gran parte dei folati presenti nei cibi.
Assunzione: per gli adulti la quantità raccomandata si attesta sugli
200 mcg, che raddoppia per le donne in gravidanza (almeno 400 mcg al
giorno). Per l'acido folico (folacina) si raccomandano dosi di 200
mcg come dose standard mentre per coloro a cui risulti un alto
livello della pericolosissima omocisteina nel sangue sono
raccomandate dosi di 1000 mcg (1 milligrammo) al giorno.
Oligo-Elementi e sali minerali
I sali minerali sono dei composti inorganici (privi di carbonio) che
hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento degli organismi viventi,
non solo umani, ma anche animali e vegetali. Sono detti anche minerali
essenziali. Essi sono infatti coinvolti in alcuni fondamentali processi
che vanno dalla produzione di determinate molecole (ad esempio
l'emoglobina e la clorofilla), alla sintesi delle proteine, alla
crescita e sviluppo di vari organi e tessuti (ad esempio denti e ossa),
alla regolazione dell'equilibrio idrosalino delle cellule.
Nessun organismo e' in grado di
sintetizzare autonomamente sali minerali, pertanto essi devono essere
introdotti attraverso l'alimentazione.
Nell'uomo la quantità di sali minerali
presenti e' molto bassa, essi rappresentano circa il 6% del peso
corporeo, pertanto il fabbisogno giornaliero e' molto limitato, tuttavia
essendo essi eliminati costantemente dall'organismo, attraverso le feci,
l'urina ed il sudore, e non essendo producibili autonomamente, devono
essere costantemente reintegrati.
Selenio:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
OOOO
]
L’attività del Selenio è legata
alla presenza della Vitamina E, rappresenta un cofattore essenziale
dell’enzima antiossidante Glutanione perossidasi la cui attività è
essenziale per il mantenimento della quantità dei globuli rossi.
Tra le altre funzioni, il selenio contribuisce alla
protezione del sistema cardiovascolare, all'inibizione dell'anormale
crescita cellulare, alla produzione di anticorpi e al rafforzamento
delle difese immunitarie. Eventuali carenze di selenio (elemento che viene facilmente perso
nelle fasi di cottura del cibo) determinano l'insorgenza di
problematiche legate all'invecchiamento come malattie
cardiovascolari, minore resistenza alle infezioni, malattie cutanee,
disturbi della vista.
E’ indicato come un anti-cancro dato che è usato in chiemioterapia,
è disintossicante nei confronti dei metalli pesanti come cadmio,
mercurio, piombo. E' inoltre anti-infiammatorio e qundi
indicato nell'artrite, è importante per la fertilità, blocca i
meccanismi dell'invecchiamento
Le cellule dello sperma maschile contengono grandi quantità di
selenio che vengono perse nel corso dei rapporti sessuali. Ecco
perché il fabbisogno di selenio è più alto per gli uomini che per le
donne. Se il selenio viene a mancare si può avere la immobilità
degli spermatozoi.
Alimenti: cereali,
formaggi, carne, pesce e frutti di mare. In minor misura in legumi, nella frutta e nella verdura.
Assunzione: i livelli consigliati per l'adulto sono di
55 mcg al giorno. Il bambino in crescita non ha assolutamente bisogno di selenio (max 0,2 mcg/giorno).
Nel periodo dell'allattamento si raccomanda un aumento dell'apporto
di 15 mcg/giorno. Le dosi terapeutiche sono di 200-300 mcg/giorno
Controindicazioni:
Purtroppo il Selenio è altamente tossico e quindi, ad alte dosi, può
provocare perdita dei capelli, dei denti e delle unghie; unghie
deboli o nere, dermatiti, odore di aglio nel corpo e nell’alito,
apatia e paralisi. Una cosa positiva è però che esso non si accumula
nell'organismo nel tempo e quindi può essere eliminato tramite i
normali canali (reni e fegato). Occorre quindi che venga preso con
cautela, solo alle dosi raccomandate e per periodi di tempo
non prolungati.
Zinco:
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
O
]
E' indispensabile per la
crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale
risposta immunitaria. E' importante per la digestione dei
carboidrati e per il metabolismo del fosforo. Partecipa alla sintesi
dell'acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine
nelle cellule, importante per l'assorbimento delle vitamine, utile
nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei
batteri, lieviti, saprofiti della pelle). Più di duecento enzimi per
essere attivi hanno bisogno dello zinco, indispensabile per la
formazione delle proteine, per alcuni aspetti delle funzioni
ormonali, per le funzioni cerebrali, per la vista, per il senso del
gusto.
Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie
alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.
Il ferro, rame, calcio, cereali crudi e fibre nella diete possono
ridurre la quantità di zinco presente nel nostro corpo, in quanto
riducono la quantità di zinco assorbita dall' intestino (assumere
integratori di zinco o elementi naturali che lo contengono
eventualmente a stomaco vuoto, se ciò non provoca senso di nausea).
Anche la caseina, proteina del latte, ne ostacola l'assorbimento (il
latte umano contiene una bassa quantità di caseina). L'analisi
chimica dei capelli può indicare se vi è un eccesso di piombo
nell'organismo (veleno che interferisce come il cadmio con
l'assorbimento dello zinco).
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in ogni organismo
vivente. Un mineralogramma dei capelli può valutare la quantità di
zinco del corpo.
Alimenti: carni, uova,
germe di grano. E' contenuto in misura minore anche nei cereali e
nei legumi.
Assunzione: la RDA
quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. I bambini
sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I
ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze
12 mg. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg
durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10
ai 15 mg al giorno.
Controindicazioni: Lo
zinco è uno degli elementi meno tossici per l'organismo umano.
Nonostante ciò è consigliabile non integrare la propria dieta con lo
zinco per un periodo troppo lungo. Un eccesso di zinco può infatti
impedire l'assorbimento del ferro e del rame. Dosi fino a 30 mg al
giorno sono tollerate senza problemi.
Magnesio e
Potassio:
[ Benefici:
ooo
- Tossicità:
OO
]
Magnesio e
potassio partecipano attivamente agli scambi cellulari e si
distribuiscono soprattutto negli spazi intracellulari mantenendo la
cellula in piena efficienza.
Il magnesio,
ritenuto altresì un potente "antistress", è essenziale per il buon
funzionamento del sistema nervoso e muscolare, combatte gli attacchi
di depressione, è necessario per la trasformazione degli zuccheri in
energia, mantiene un corretto funzionamento del sistema
cardiovascolare. Favorisce inoltre l'assorbimento di vit. C, calcio,
fosforo e potassio. La carenza di magnesio provoca
depressione-ansiosa, nervosismo, confusione mentale, disorientamento
e tachicardia (polso veloce).
Il potassio favorisce l'ossigenazione del cervello, riporta la
pressione arteriosa ai valori fisiologici e normalizza il ritmo
cardiaco, facilita l'eliminazione delle tossine, favorisce la
formazione di riserve energetiche e tonifica in generale
l'organismo. L'acido aspartico è un aminoacido che partecipa a
numerosi processi metabolici fra cui il ciclo dell'ornitina e il
ciclo di Krebs. Quest'ultimo favorisce l'utilizzazione finale dei
cibi per la produzione di energia. Inoltre svolge un'azione
stimolante a livello delle giunzioni neuromuscolari, contrastando
debolezza e stanchezza muscolare. La carenza di potassio provoca
stanchezza fisica e psichica, riflessi lenti, edemi, dolori
muscolari, ipertensione e tachicardia.
Il potassio protegge l'apparato cardiovascolare in numerosi modi:
riducendo i radicali liberi, modulando la proliferazione delle
cellule muscolari liscie, la aggregazione piastrinica, la
coagulazione del sangue. Supplementi di potassio sono usati nelle
aritmie cardiache, e nella prevenzione dei calcoli renali, specie di
calcio ossalato. La somministrazione di potassio nei topi ipertesi
ha aumentato la durata della vita fino a 8 mesi pari a 32 anni di
vita umana, e li protegge dalla morte per ictus.
Sotto forma di aspartati, magnesio e potassio vengono trasportati in maniera
ottimale e vengono rapidamente assorbiti nel tratto
gastrointestinale superiore.
Alimenti: frutta,
verdura cruda, legumi, cereali integrali.
Assunzione: Per il
potassio la dose giornaliera raccomandata (RDA) è di 200 mgr/giorno,
idem per il magnesio.
Controindicazioni: Il
potassio è tossico solo a dosi altissime. Dosi
superiori ai 18 gr al giorno di Potassio possono provocare bassa
pressione arteriosa, confusione mentale, arresto cardiaco.
Enzimi e sostanze composite
Gli enzimi sono speciali proteine in grado di catalizzare (attivare) una
reazione chimica nell'organismo vivente. Il processo di catalisi indotto
da un enzima (come da un qualsiasi altro catalizzatore) consiste in una
accelerazione della velocità della reazione e quindi in un più rapido
raggiungimento dello stato di equilibrio termodinamico. Un enzima
accelera unicamente le velocità delle reazioni chimiche, diretta ed
inversa (dal composto A al composto B e viceversa), senza intervenire
sui processi che ne regolano la spontaneità.
Glutatione:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
O
]
Il glutatione è il più potente tra gli antiossidanti naturali
prodotti dal nostro organismo. Si tratta di una combinazione dei tre aminoacidi (tripeptide)
cisteina, acido glutammico e glicina. Disattiva i radicali liberi con una spiccata azione
anti-invecchiamento. Il glutatione insieme con il selenio, forma
l'enzima glutatione perossidasi che ha sempre una funzione
antiossidante, ma a livello intracellulare. Il glutatione ha inoltre
una grande capacità disintossicante: grazie alla sua facoltà di
chelare (chelaggio = capacità di un'elemento di legarsi ad un'altro)
i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed
alluminio li trasporta via eliminandoli dal corpo. In alcuni studi
fatti sugli animali è stata dimostrata un'azione antitumorale del
l-glutatione.
Il glutatione aiuta il nostro fegato a disintossicarsi ed a
prevenire possibili danni causati dall'eccessivo consumo di alcool.
E' più efficace della vitamina C nel migliorare l'utilizzo e la
biodisponibilità del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di
alcuni agenti esogeni come i nitriti, nitrati, clorati, derivati del
benzolo, anilina ecc.. Questi elementi
danneggiano l'organismo con un meccanismo insidioso: producono
un'ossidazione del ferro trasformandolo dalla sua naturale forma
ferrica (Fe2+) nella forma ferrosa (Fe3+) rendendo così il sangue
incapace di trasportare l'ossigeno, causando inoltre un'aumento
della metaemoglobina (dal 1-2% fino ad un livello a volte mortale
del 20-30%). Il processo di compromissione dell'emoglobina porta ad
una sindrome ipossica che causa la morte di tutte le cellule per
asfissia, compresi i linfociti T4 e causando di conseguenza una sindrome da immuno deficenza.
Inoltre, il glutatione migliora l'utilizzo degli aminoacidi cisteina
e cistina, ed infine inibisce in tutto o in parte i dannosi effetti
collaterali dovuti ad un'esposizione ad alte dosi di radiazioni,
chemioterapia e raggi X.
Il ruolo anti-invecchiamento del glutanione è svolto eliminando i radicali liberi che si formano
dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe
membrane, hanno un impatto negativo su DNA ed RNA e di conseguenza
determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche. Il
glutatione impedisce inoltre che i radicali liberi si leghino alle
proteine fibrose del corpo, evitando così l'indurimento e il
restringimento del collagene (e quindi rughe, mancanza di elasticità
nelle arterie ecc.). Per questo motivo il glutatione mantiene sano e
"giovane" il sistema circolatorio.
Quanto al sistema immunitario, il glutatione è strettamente legato
all'attività fagocitica di specifiche cellule polmonari. Protegge
dagli eventuali effetti dannosi del fumo, insieme ad altri
antiossidanti come vitamina C, E, selenio, beta carotene e cisteina.
Assunzione: tramite integratori
specifici.
Controindicazioni: la molecola
del glutatione non sembra presentare tossicità.
Carnitina:
[ Benefici:
ooo - Tossicità:
O
]
Contribuisce alla salute delle
funzioni cardiache e polmonari; promuove la metabolizzazione dei
grassi trasformandoli in “combustibile”. E' indispensabile agli
atleti per coadiuvare lo sforzo fisico. Aiuta inoltre a diminuire la
produzione di radicali liberi, alleviando i danni ai tessuti, in
particolare dopo intensi sforzi fisici.
La L-carnitina è necessaria per trasformare il grasso in energia.
Trasporta gli acidi grassi nei mitocondri, i generatori di cellule.
La L-carnitina viene prodotta dal nostro organismo a partire dagli
aminoacidi lisina e metionina. Tuttavia, in età infantile e in
situazioni di alta richiesta di energie, come attività sportiva,
stato di gravidanza e durante l'allattamento al seno, la richiesta
di L-carnitina potrebbe essere superiore a quella prodotta dal
corpo. In questi casi l’L-carnitina è considerato un “nutriente
indispensabile”.
Sembra che l'azione della L-carnitina sembra sia particolarmente
importante per il cuore. Per esempio, in uno studio preliminare a
pazienti diabetici e che presentavano un’alta pressione sanguigna
sono stati somministrati 4 grammi di L-carnitina al giorno. Dopo 45
settimane si è notata una significativa diminuzione
dell’irregolarità del battito cardiaco e del funzionamento anormale
del cuore rispetto ai pazienti non trattati con integrazione di
L-carnitina.
Per quanto riguarda l’insufficienza cardiaca congestizia, in gran
parte delle ricerche si è utilizzata una formulazione di carnitina
modificata chiamata propionil-L-carnitina (PC). In una prova in
doppio cieco che utilizzava 500 mg di PC al giorno, dopo sei mesi si
è rilevato un aumento del 26% della tolleranza all'esercizio fisico.
In altre ricerche ai pazienti affetti da insufficienza cardiaca
congestizia sono stati somministrati 1,5 grammi di PC per 15 giorni
e si è osservato che gli stessi pazienti presentavano un aumento del
21% nella tolleranza agli esercizi fisici e un aumento del 45% del
consumo di ossigeno.
Alimenti: carne di pecora, agnello, manzo e vitellone. In
dosi molto inferiori si trova nei latticini.
Assunzione: Tramite
integratori specifici.

Controindicazioni:
Questo enzima non presenta tossicità particolari. Negli
integratori si può trovare sotto forma di L-carnitina naturale (da
preferire) oppure come D-carnitina o DL-carnitina di tipo sintetico,
queste ultime due formulazioni sono da scartare in quanto presentano effetti
collaterali dannosi.
Melatonina:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
O
]
La melatonina
(N-acetyl-5-methoxytryptamine) è una molecola naturale, è secreta
dalla ghiandola pineale e decresce nell'organismo con l'avanzare
dell'invecchiamento. Questa sostanza agisce fondamentalmente
proteggendo la ghiandola pineale, quindi restaurando indirettamente
i ritmi ormonali giovanili.
La sua carenza rappresenta un importante segnale di invecchiamento:
quando il livello di melatonina diminuisce, si invecchia. Il suo
meccanismo di azione pare non sia né di natura chimica, né
biochimica, né recettoriale, né ormonale. Il principio sul quale si
basa la melatonina non è farmacologico, consiste invece nel creare
un picco notturno più o meno alla stessa ora tutte le notti.
Secondo alcuni la melatonina non può essere considerata un ormone,
infatti viene sintetizzata nell'organismo anche da altri organi e
non solo dalla pineale; se si asporta la pineale la melatonina
circolante non scompare come invece avviene quando vengono rimosse
le ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi); non
esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina come invece si
verifica con tutti gli ormoni classici; se somministrata a dosi
enormi di grammi al giorno per via orale non ha provocato effetti
collaterali, contrariamente a qualsiasi ormone (da uno studio
olandese).
La somministrazione prolungata di melatonina non può indurre atrofia
della pineale, infatti l'inibizione della sintesi dopo
somministrazione orale non sembra dipendere come accade per gli
ormoni classici dall'inibizione della sintesi dei fattori trofici,
ma da una semplice inibizione retroattiva prodotta dalla stessa
melatonina. Se si somministra melatonina esterna gli enzimi
dell'organismo umano non si attivano per produrla, semplicemente
invece la ghiandola si mette a riposo. Quando cessa la
somministrazione di melatonina, la produzione endogena riprende come
prima, anzi si afferma anche meglio di prima.
Qualche studioso ha iniziato a pensare che restaurando i ritmi
notturni di melatonina, i quali hanno a che fare con i cicli
ormonali, è possibile ottenere dei benefici.
Questa molecola pare risincronizzare l'organismo, mantenendo integri
sistema neuroendocrino, ormoni e sistema immunitario.
Sembra inoltre lavorare in sinergia con vari farmaci migliorandone
sensibilmente l'efficacia.
In realtà, da esperimenti effettuati sui topi, si è notato che non è
la melatonina a prolungare la vita ma la ghiandola pineale, se
trapiantata da un topo giovane ad uno vecchio. E viceversa il
trapianto di una ghiandola pineale invecchiata in un topo giovane,
che conservava la sua pineale giovane, lo faceva rapidamente
invecchiare (lavori del Prof. Pierpaoli pubblicati nel 1994 su
Proceedings of the National Academy of Sciences degli USA). Questo
porta a pensare che la pineale vecchia porta un programma di
invecchiamento che supera qualsiasi ostacolo, ignorando anche il
segnale della pineale più giovane. Si potrebbe quindi pensare di
asportare in un organismo la ghiandola pineale non appena questa
inizia a portare i segnali di invecchiamento, sperando di arrestare
il processo di invecchiamento stesso.
Evitare alla pineale di invecchiare pare quindi ritardare
l'invecchiamento dell'intero organismo.
Nell'uomo il trapianto di pineale è arduo in quanto ci sono enormi
problemi di rigetto. Ovviamente la rimozione della ghiandola pineale
è comunque un estremo rimedio.
Un intervento antietà costante nel tempo, grazie all'opera graduale
di una molecola come la melatonina sarebbe possibile.
La melatonina potrebbe rendere del tutto inutili una certa parte di
farmaci attualmente in circolazione.
La melatonina protegge la ghiandola pineale dall'invecchiamento,
avendo una potente azione antinvecchiamento sulla ghiandola. Questo
è dimostrato sui topi da studi scientifici. In caso di
somministrazione di melatonina dall'esterno, la ghiandola pineale
invecchia meno rapidamente, rallentando tutto il programma di
deterioramento dell'organismo.
La ghiandola pineale mantenuta giovane rallenta l'invecchiamento
dell'intero organismo; la melatonina rallenta l'invecchiamento
della pineale mettendola a riposo, la quale sembra impartire
l'ordine di invecchiare, questo in evidenza il concetto.
Infatti se la melatonina è somministrata dall'esterno, la ghiandola
pineale non ha più bisogno di produrla, rallentando il proprio
invecchiamento e adempiendo per intero alla produzione di altre
importanti sostanze come ad es. il TRH.
Se il livello di melatonina risulta basso, la somministrazione
esogena (dall'esterno) rimpiazza la carenza; se il livello endogeno
(già presente nell'organismo) risulta alto, la somministrazione
ulteriori di melatonina non ha alcun effetto, l'organismo trattiene
la dose sufficiente, eliminando con le urine il resto.
Da studi scientifici si è dimostrato inoltre che la melatonina
normalizza i livelli di zinco nell'età avanzata. Pare altresì che
assumendo melatonina ogni parametro risulta migliorato.
Altri effetti della melatonina sono documentati : sostiene la
funzione immunitaria, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue,
protegge dagli effetti negativi dello stress, ripristina i ritmi del
sonno, aiuta a difendersi dal cancro e dalla malattie cardiache,
stimola e sostiene la funzione sessuale (mettendo a riposo la
pineale e risincronizzando i ritmi ormonali giovanili).
E' stato effettuato uno studio clinico circa le capacità della
melatonina di ripristinare i ritmi ormonali antecedenti la
menopausa, per avere una risposta anche sulla capacità della
melatonina di invertire il processo di invecchiamento generale
nell'organismo. Lo studio ha avuto effetti positivi! (effettuato
presso la clinica Madonna delle Grazie di Velletri dal Prof. Walter
Pierpaoli e il dottor Giulio Bellipanni, pubblicato sulla rivista
Experimental Gerontology 36, 2001, 297-310). E' stato effettuato tra
donne di 42-62 anni, mostrando che la melatonina in soli sei mesi è
riuscita a far "ringiovanire" donne di età variabile fra i 42 e i 62
anni. Anche la funzione tiroidea veniva ripristinata e diminuiva la
depressione. Sono stati somministrati 3 milligrammi di melatonina
alla sera per 6 mesi.
Assumendola di
sera non si fa che assecondare la natura, mettendo a riposo la
pineale che non si deve sforzare di produrla e permettendo la risincronizzazione dei ritmi ormonali.

Assunzione: La sera, poco prima di andare a dormire in dosi
da 0.5 mg a 5 mg. Gli esperti ne consigliano l'assunzione insieme
allo zinco con cui avrebbe azione sinergica.
Controindicazioni: E'
dimostrato che la melatonina non presenta effetti tossici neppure se
venisse somministrata in quantità di diversi cucchiai al giorno. La
somministrazione deve però avvenire la sera prima di spegnere la
luce e dormire: durante il giorno altererebbe il ritmo. La
melatonina deve infine essere di tipo "puro".
Concludendo: cosa
assumere per allungare la prospettiva di lunghezza di vita?
Da quello che si evince in questa ricerca ne viene fuori che
l'integratore ideale, dotato di elevate proprietà benefiche per
l'allungamento della vita e di bassissima tossicità, dovrebbe essere
assolutamente privo di vitamina A (al limite potrebbe contenere
basse dosi di Betacarotene). Dovrebbe contenere modeste dosi vitamina E
e fornire dosi congrue giornaliere (200 Mg o più) di vitamina C. A ciò
andrà aggiunto un cocktail di sali minerali come Selenio (in
dosaggio RDA), Zinco e un potente antiossidante come il Glutatione.
Per coloro che praticano attività sportiva andranno aggiunti anche
Magnesio, Potassio ed un nutriente cellulare essenziale come la Carnitina.
E' chiaro che un
siffatto integratore non esiste. Sono però disponibili sul mercato
prodotti che si avvicinano a queste caratteristiche. Un discorso a parte merita la melatonina la quale, non avendo tossicità
alcuna, può portare solo benefici ed andrebbe assunta indipendentemente
da altri integratori, purché sia del tipo puro. Al momento però i
ricercatori non si sono perfettamente accordati sulle dosi di questo
composto. Pare comunque che 3 mg al giorno sia la dose più indicata.
Purtroppo rivolgersi al proprio medico di famiglia, come individuo sano,
che chiede consigli e prescrizioni di questo tipo può risultare
frustrante. Molti medici si rifiutano addirittura di affrontare
l'argomento.
Nota: i prodotti presentati attraverso le
immagini sono solo a scopo illustrativo, l'autore di questo sito non ha
alcun legame con le case farmaceutiche che li producono, ne si vogliono
dare consigli di prescrizione riguardo agli stessi.
