di Ugo Spezza
La moderna ricerca farmacologica mette oggi a disposizione numerose
sostanze in grado di rallentare drasticamente l'invecchiamento cellulare; molte
persone ne fanno uso ma solo pochissime le usano in modo corretto.
Vi sono anche controverse ricerche come quella effettuata dalla università di
Copenaghen (vedi
PDF) sembra addirittura che l'uso di
alcune sostanze, in particolare le vitamine A ed E, contenute negli integratori possa
avere addirittura l'effetto contrario, in particolare se il dosaggio è
sbagliato.
Perchè invecchiamo?
L'invecchiamento è registrato nel software del nostro DNA. Esso
stabilisce una sorta di orologio biologico. Ottenuta
dall'organismo la fase riproduttiva, esso viene, in senso evolutivo,
"messo da parte" e destinato alla morte. Il declino avviene sul fronte
del sistema immunitario, attraverso un calo della capacità di difesa
contro infezioni e tumori, sia sul fronte endocrino con una diminuzione
degli ormoni prodotti dalle ghiandole adrenergiche: ipofisi, ipotalamo,
tiroide, timo e ghiandola pineale. L'invecchiamento è il processo
risultante dall'accumulo dei danni alle
cellule, ai tessuti e agli organi del nostro corpo.
La scarsa rigenerazione cellulare, che progredisce con l'avanzare degli
anni, si traduce nella perdita di elasticità di pelle e tessuti, nella
fragilità ossea, nel rallentamento della guarigione delle ferite, nel
calo della vista e dell'udito.
Si assiste altresì ad una variazione nel metabolismo del glucosio,
dei lipidi, e ormonale, ad un irrigidimento dei vasi sanguigni e ad un
abbassamento delle difese immunitarie. Diminuisce la produzione di
collagene, elastina e altre sostanze responsabili dell'elasticità di
pelle e tessuti.
Soprattutto però l'invecchiamento si attua attraverso il cosiddetto
Stress Ossidativo. Esso opera attraverso l’ossigeno che respiriamo il
quale va a combinarsi con materie di scarto nell’organismo e forma così
composti tossici, i cosidetti radicali liberi. Chimicamente essi
sono formati da molecole instabili, cioè molecole a cui manca un elettrone
disponibile (spaiato). A causa di questa loro proprietà i radicali
liberi nell'organismo umano reagiscono con qualsiasi struttura
molecolare che incontrano. In termini tecnici
essi sono definiti ROS (Reacting Oxigen Species). Possono formarsi
spontaneamente per reazione diretta dell'ossigeno molecolare con cationi
(generalmente ferro) presenti nel circolo sanguigno,
nell'interstizio cellulare o nei fluidi intracellulari, o enzimaticamente, mediante l'enzima NADPH ossidasi. I composti finali
sono: superossido, radicale idroperossido, acqua ossigenata, radicale
ossidrilico.
I ROS sono causa di danni cellulari di varia natura (ad
esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura
delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i
lipidi di membrana. Degradazione dei lipidi e degrado delle proteine in
aminoacidi modificati (diidrossifenilalanina, ditirosina...), come anche
gli acidi nucleici (nei mitocondri in particolare), formando basi azotate
alternative (8-ossiguanina, 5-idrossimetiluracile...).
Numerosi studi sperimentali, ad esempio quello condotto sul moscerino
della frutta, hanno dimostrato una correlazione tra produzione di
radicali liberi e durata della vita. Ed è ormai certo che molte
malattie comuni e dovute all'invecchiamento, quali arteriosclerosi,
cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, si associano ad un
prevalere dei sistemi ossidativi rispetto a quelli antiossidanti di difesa.
Come si producono i Radicali liberi?
-
Inquinamento esterno: Raggi
ultravioletti (UVA e UVB), radiazioni, gas nocivi,
fumo di sigaretta, ozono,
idrocarburi, ossido di carbonio, diossido di azoto, tricloroetilene, formalina, solventi, cadmio,
piombo tetraetile.
-
Inquinamento interno: pesticidi,
detergenti, acidi grassi ossidati, pirolisi degli aminoacidi, nitrati e
metalli pesanti presenti nell'acqua che beviamo e nei cibi.
-
Stato di malattia: infezioni da batteri, virus e parassiti.
Esistono, per fortuna, delle barriere naturali contro il danno
ossidativo dei ROS. Consistono in una serie di enzimi-spazzino, prodotti
autonomamente dal nostro organismo, che
arrestano la cascata di reazioni dei radicali; essi sono: superossidismutasi,
catalasi e glutatione perossidasi. Come antiossidanti esterni troviamo invece le
vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), C (acido
ascorbico) ed E (tocoferolo), il selenio e lo zinco.
I radicali liberi quando sono in eccesso inducono codici errati nei
genomi cellulari provocando:
-
Invecchiamento cutaneo (rughe, perdita di elasticità, macchie..)
-
Invecchiamento perioculare (cataratte, degenerazione maculare)
-
Invecchiamento cerebrale (Alzheimer, degenerazione cerebrale)
-
Invecchiamento generale (diabete, malattie cardiovascolari,
arteriosclerosi, artrite reumatoide, degenerazione muscolare...)
Vitamine
Troviamo in commercio molti
integratori; essi sono basati generalmente su composizioni di vari
insiemi di vitamine. Talvolta, in alcune preparazioni, assieme alle
vitamine troviamo sali minerali come il Selenio e lo Zinco e altri.
 |
In alcuni integratori sono
anche presenti sostanze composite come la Carnitina, la L-Arginina o il Glutanione. Va
comunque considerato che alle dosi errate alcune sostanze possono
rivelarsi tossiche per l'organismo, quindi nel seguito verranno elencate quelle
che comunemente sono le sostanze ritenute potenzialmente tossiche o
benefiche associando a ciascuna di esse un voto: cinque stelle verdi per
indicare una sostanza essenzialmente benefica e cinque stelle rosse per
indicare una sostanza che presenti, in concomitanza, un
elevato rischio di tossicità. |
Le vitamine si suddividono in idrosolubili (solubili in acqua) come la
C, la B12 ed altre ed in liposolubili (solubili nei grassi corporei)
come la
A, la D, la E e la K. Questa distinzione è particolarmente importante per
comprendere gli effetti di un sovradosaggio di una particolare vitamina.
Per le idrosolubili non sussistono grossi problemi di tossicità poiché
generalmente la dose non utilizzata viene espulsa con le urine. Per le
liposolubili il trasporto nel grasso corporeo biologicamente attivo può
provocare effetti tossici perchè i meccanismi di eliminazione di queste
sostanze da parte dell'organismo sono lentissimi. Non solo, esiste anche
un "effetto accumulo", che permette a queste sostanze di accumularsi
gradualmente nel tempo dentro il grasso corporeo a seguito di assunzioni
ripetute e prolungate nel tempo.
Vitamina C:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
O
]
La vitamina C (acido ascorbico)
è del tipo idrosolubile (si scioglie in acqua) ed è coinvolta in un
gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Potenzia il sistema immunitario
combattendo le infezioni batteriche e virali e permette la sintesi
del collagene. Il collagene è alla base della costruzione di vasi
sanguigni, pelle, muscoli e ossa e costituisce circa 1/3 del nostro
organismo. L'organismo non può sintetizzare collagene senza vitamina
C e questa importante proteina va a costituirne il tessuto
connettivo.
La vitamina C coadiuva la
rimarginazione delle ferite e delle ustioni, indispensabile al cuore
protegge le pareti dei vasi sanguigni. E' un potente antiossidante
in quanto protegge il ferro dall'ossidazione nell'intestino. Ha
funzione anticancro in quanto stimola la sintesi dell'acido folico
da parte della flora batterica intestinale e ne favorisce la
trasformazione in acido folinico (forma attiva); ciò previene la
formazione di nitrosammine (cancerogene) a livello intestinale.
Contribuisce alla
formazione dei globuli rossi, agisce come antistaminico, protegge il
cervello ed il midollo spinale dai radicali liberi. E' inoltre un valido
anti-stress e favorisce l’utilizzo dell’energia a livello cellulare.
Promuove la sintesi della noradrenalina e la combustione dei grassi,
neutralizza le sostanze tossiche favorendone la eliminazione e
protegge la membrana delle cellule dalla azione distruttiva dei
radicali liberi.
Alimenti: il corpo umano non può produrre
vitamina C
autonomamente e quindi essa va assunta con la dieta. La vitamina C è
presente soprattutto nell'acerola, nei peperoni e nel kiwi ma in genere la si
ritrova negli agrumi e nei vegetali a foglia verde come i cavoletti di bruxelles,
lattuga, fave e piselli. La vitamina può perdersi in
caso le verdure divengano stantie o in caso in cui vengano cotte
riducendosi di un fattore che arriva al 75%.
Assunzione: La RDA
(razione giornaliera raccomandata) è di 60 Mg. Nel caso dei fumatori
passa a 100 mg al giorno ed in caso di malattia si può arrivare a
250-500 mg al giorno. Tuttavia il premio
Nobel per la chimica Linus Pauling asseriva che la vitamina C
dovrebbe essere assunta a dosi molto più elevate di quelle
raccomandate: 2000 mg al giorno come razione normale e fino a 10.000
mg (10 grammi) al giorno in caso di grave malattia. 10 grammi/giorno
in associazione con 1 grammo di vitamina E rappresentano (sempre
secondo Pauling) una valida terapia per i malati di cancro.
In associazione con la
Lisina la vitamina C serve a prevenire l'infarto. La
vitamina C andrebbe assunta a più dosi, almeno tre, durante l'arco
della giornata dato che il suo tempo di emivita è molto breve. Esistono
però integratori che la rilasciano gradualmente.
Controindicazioni:
nessuna; la vitamina C, essendo idrosolubile, è innocua anche a dosi elevate. In caso di
sovradosaggio provoca solo diarrea. Solo caso di ingestione
massiccia (es. un bambino che ingoia una intera scatola) può
provocare iperemia, cefalea e poliuria.
Vitamina A:
[ Benefici:
ooo
- Tossicità:
OOOOO
]
La vitamina A
(retinolo). E' una vitamina liposolubile (si scioglie nei grassi) e la si ritrova insieme alla E e alla C in quasi tutti gli
integratori antiossidanti. Necessaria all’accrescimento, mantiene
sane le mucose e soprattutto rigenera la pelle quando
soggetta ad irritazioni e scottature. Aiuta la vista e l’udito, aumenta la
resistenza alle infezioni specie dell’apparato respiratorio,
favorisce l’attività sessuale e procreativa.
Si può assumere anche sotto forma di Beta-carotene; una provitamina
che se ingerita si trasforma in vitamina A nella sola quantità
necessaria all’organismo, evitando così sovraccarichi; inoltre
possiede anche altre proprietà antiossidanti non presenti nel
retinolo puro.
Alimenti: Olio di fegato di merluzzo,
fegato, carota, germe di grano,
finocchio, spinaci, cavolo verde, valerianella, olio di soia, zucca,
broccoli, melone, cicoria, lattuga, mais e olio di mais, olio di
girasole, aglio, pappareale.
Assunzione: La RDA
(razione giornaliera raccomandata) è di 800 mcg al giorno. E'
preferibile assumerla sotto forma di beta-carotene e non come
integratore puro.
Controindicazioni:
la
tossicità di questa vitamina è elevatissima! E' risaputo che i
gatti muoiono dopo aver mangiato cospicue quantità di fegato (ne
vanno golosi) e gli esquimesi evitavano di mangiare fegato di foca
poiché sapevano che ciò li conduceva alla morte.
Essendo un composto liposolubile essa si accumula nei
grassi e vi permane per moltissimo tempo, non è eliminabile facilmente
dai reni come la vitamina C che è invece idrosolubile. La perdita
dei capelli, in caso di sovradosaggio, è indice chiaro dell'elevata
tossicità di questa vitamina. Vitamina che purtroppo troviamo in
quasi tutti gli integratori antiossidanti !
E' quindi meglio non assumerla affatto
attraverso gli integratori che la contengono ma solo tramite la
comune dieta alimentare anche perché non esistono malattie da
carenza di questa vitamina. Uno studio della università di
Copenaghen, pubblicato dall'autorevole quotidiano britannico Daily
Telegraph ha evidenziato su un vasto campione di 233.000 persone
che chi assume dosi elevate di integratori antiossidanti può
addirittura andare incontro una morte precoce. Gli scienziati danesi
ipotizzano che la causa di questo sia da attribuire proprio alla
vitamina A che associano ad un buon 16% dell'aumento della mortalità
tra il campione degli esaminati. Un altro 7% è invece associato alla
sua provitamina, il Betacarotene. Va comunque detto che la dose di
800 mcg contenuta negli integratori è comunque una dose
relativamente bassa...
Vitamina E
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
OOO
]
La vitamina E
(tocoferolo) è un potente
antiossidante naturale. E' una liposolubile e, grazie alla sua
struttura lipofilica, tende ad accumularsi nelle lipoproteine
circolanti, nelle membrane cellulari e nei depositi di grasso.
Sebbene i tocoferoli costituiscano gli antiossidanti più importanti
delle membrane umane, esse non ne contengono, in genere, grandi
quantità. Il rapporto più comune è di una molecola di tocoferolo per
mille catene laterali di acidi grassi polinsaturi. Data la loro
liposolubilità, i tocoferoli entrano nel corpo umano sciolti nei
grassi. Al pari della vitamina C, l'alfa-tocoferolo è stato
associato in studi epidemiologici ad un diminuito rischio di
neoplasie e, come la vitamina C, l'alfa-tocoferolo è un
antiossidante che può impedire alle sostanze cancerogene di
danneggiare il DNA. Studi epidemiologici hanno suggerito come l'uso
degli integratori di vitamina E possa essere associato ad una
diminuzione delle malattie coronariche. Questi studi non sono
certamente definitivi, ma suggeriscono chiaramente che la vitamina E
è in grado di fornire una certa protezione contro il rischio
collegato alle malattie cardiocoronariche.
Il meccanismo antiossidante della vitamina E inibisce la perossidazione lipoidea spazzando via i radicali di perossido con
una velocità assai superiore a quella necessaria ai radicali per
reagire con le catene laterali degli acidi grassi o con le proteine
della membrana. Durante il processo di disintossicazione del
radicale di perossido, l'alfa-tocoferolo stesso viene convertito in
un radicale molto meno nocivo. In altre parole, la vitamina E si
consuma proprio mentre lavora come spazzino del radicale libero.
Esistono prove di laboratorio che suggeriscono l'interazione della
vitamina C con il radicale libero del tocoferolo, riciclandolo nel
potente antiossidante alfa-tocoferolo. Ne consegue che la vitamina C
funge sia da antiossidante diretto che da antiossidante indiretto in
azione sinergica con la vitamina E. Sembra effettivamente che l'assunzione di dosi elevate di vitamina E
(100-800 mg al giorno) possa fornire una certa
protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari. Gli
integratori di vitamina E possono diminuire in alcuni soggetti il
rischio di malattie coronariche, soprattutto nel caso di individui
con diete ricche di acidi grassi polinsaturi, dal momento che questi
acidi grassi hanno un'elevata tendenza a formare radicali liberi in
presenza di ossigeno.
Alimenti: Mandorle.
Olio di germe
di grano, oli vegetali, noci, grano integrale.
Assunzione: la RDA (razione giornaliera raccomandata) è pari a
10 mg per gli uomini e ad 8 mg per le donne.
Controindicazioni: anche
questa vitamina, che ricordiamo essere liposolubile e si accumula
nei grassi, è stata
additata negativamente nei suoi effetti a lungo termine nella
ricerca degli scienziati della università di Copenaghen. Essi
associano la vitamina E ad un 4% dell'aumento della mortalità tra il
campione dei 233.000 esaminati. Tuttavia questo studio ha subito
contestazioni da altri scienziati e comunque si riferisce a vitamine
sintetiche non a quelle assunte con la dieta. Dato che comunque non
esistono dati certi sugli effetti a lungo termine sarebbe bene
limitare l'assunzione di integratori di questa vitamina alla sola RDA o, meglio, assumerla attraverso la dieta ad esempio tramite
tablets di germe di grano.
Vitamine b
[ Benefici:
ooo
- Tossicità:
OO
]
- B1 (tiamina) - È
indispensabile per il sistema nervoso e per utilizzare i glicidi;
presente nei cereali, nei legumi e nelle frattaglie. La sua carenza
provoca il beri-beri.
- B2 (riboflavina) - Entra come costituente di due coenzimi
essenziali per il metabolismo energetico; presente in molti
alimenti.
- B3 (niacina o vitamina PP) - Entra come costituente di due
coenzimi essenziali per alcune reazioni di ossidoriduzione; presente
in carni, semi, legumi, fegato. La sua carenza provoca la pellagra.
- B5 (acido pantotenico) - È un componente del coenzima A, coinvolto
nel metabolismo energetico; presente in molti alimenti.
- B6 (piridossina) - Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo
degli aminoacidi e del glicogeno; presente nella carne e nelle
verdure.
- B8 (biotina o vitamina H) - Interviene come coenzima nella sintesi
degli acidi grassi e dei carboidrati e nell'utilizzo di proteine e
altre vitamine del gruppo B; presente nella carne, nei legumi e
nelle verdure.
- B12 (cianocobalamina) - È coinvolta nella produzione di globuli
rossi e nel metabolismo dell'acido nucleico; è importante per il
sistema nervoso. È presente solo in alimenti di origine animale e
ciò può causare problemi a quei vegetariani integrali che non
assumono integratori.
acido folico
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
O
]
B9 (Acido Folico) - Questa
vitamina merita un discorso a parte data l'estrema importanza che
riveste. L'acido folico è una vitamina idrosolubile essenziale alla
sintesi del DNA e delle proteine: necessario alla formazione dei
globuli rossi, è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni
neonatali quali la spina bifida, ed è utile anche al buon
funzionamento del sistema nervoso e degli organi sessuali.
Attualmente sono in corso studi sperimentali allo scopo di provare
l'azione protettiva dell'acido folico nelle malattie cardiovascolari
e nell'ipertensione.
Tra i segnali che possono denotare carenze di acido folico vi sono
l'anemia, i disturbi del sonno e la difficoltà di concentrazione.
Alimenti:
germe di grano, legumi, soia, cereali. Da
ricordare che frutta e verdura vanno consumate crude
poiché la cottura distrugge gran parte dei folati presenti nei cibi.
Assunzione: per gli adulti la quantità raccomandata si attesta sugli
200 mcg, che raddoppia per le donne in gravidanza (almeno 400 mcg al
giorno). Per l'acido folico (folacina) si raccomandano dosi di 200
mcg come dose standard mentre per coloro a cui risulti un alto
livello della pericolosissima omocisteina nel sangue sono
raccomandate dosi di 1000 mcg (1 milligrammo) al giorno.
Oligo-Elementi e sali minerali
 |
I sali minerali sono dei composti inorganici (privi di carbonio) che
hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento degli organismi viventi,
non solo umani, ma anche animali e vegetali. Sono detti anche minerali
essenziali. Essi sono infatti coinvolti in alcuni fondamentali processi
che vanno dalla produzione di determinate molecole (ad esempio
l'emoglobina e la clorofilla), alla sintesi delle proteine, alla
crescita e sviluppo di vari organi e tessuti (ad esempio denti e ossa),
alla regolazione dell'equilibrio idrosalino delle cellule.
Nessun organismo e' in grado di
sintetizzare autonomamente sali minerali, pertanto essi devono essere
introdotti attraverso l'alimentazione. Nell'uomo la quantità di sali
minerali presenti e' molto bassa, essi rappresentano circa
il 6% del peso corporeo, pertanto il fabbisogno giornaliero
e' molto limitato. |
Tuttavia
essendo essi eliminati costantemente dall'organismo, attraverso le feci,
l'urina ed il sudore, e non essendo producibili autonomamente, devono
essere costantemente reintegrati.
Selenio:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
OOOO
]
L’attività del Selenio è legata
alla presenza della Vitamina E, rappresenta un cofattore essenziale
dell’enzima antiossidante Glutanione perossidasi la cui attività è
essenziale per il mantenimento della quantità dei globuli rossi.
Tra le altre funzioni, il selenio contribuisce alla
protezione del sistema cardiovascolare, all'inibizione dell'anormale
crescita cellulare, alla produzione di anticorpi e al rafforzamento
delle difese immunitarie. Eventuali carenze di selenio (elemento che viene facilmente perso
nelle fasi di cottura del cibo) determinano l'insorgenza di
problematiche legate all'invecchiamento come malattie
cardiovascolari, minore resistenza alle infezioni, malattie cutanee,
disturbi della vista.
E’ indicato come un anti-cancro dato che è usato in chiemioterapia,
è disintossicante nei confronti dei metalli pesanti come cadmio,
mercurio, piombo. E' inoltre anti-infiammatorio e qundi
indicato nell'artrite, è importante per la fertilità, blocca i
meccanismi dell'invecchiamento
Le cellule dello sperma maschile contengono grandi quantità di
selenio che vengono perse nel corso dei rapporti sessuali. Ecco
perché il fabbisogno di selenio è più alto per gli uomini che per le
donne. Se il selenio viene a mancare si può avere la immobilità
degli spermatozoi.
Alimenti: cereali,
formaggi, carne, pesce e frutti di mare. In minor misura in legumi, nella frutta e nella verdura.
Assunzione: i livelli consigliati per l'adulto sono di
55 mcg al giorno. Il bambino in crescita non ha assolutamente bisogno di selenio (max 0,2 mcg/giorno).
Nel periodo dell'allattamento si raccomanda un aumento dell'apporto
di 15 mcg/giorno. Le dosi terapeutiche sono di 200-300 mcg/giorno
Controindicazioni:
Purtroppo il Selenio è altamente tossico e quindi, ad alte dosi, può
provocare perdita dei capelli, dei denti e delle unghie; unghie
deboli o nere, dermatiti, odore di aglio nel corpo e nell’alito,
apatia e paralisi. Una cosa positiva è però che esso non si accumula
nell'organismo nel tempo e quindi può essere eliminato tramite i
normali canali (reni e fegato). Occorre quindi che venga preso con
cautela, solo alle dosi raccomandate e per periodi di tempo
non prolungati.
Zinco:
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
O
]
E' indispensabile per la
crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale
risposta immunitaria. E' importante per la digestione dei
carboidrati e per il metabolismo del fosforo. Partecipa alla sintesi
dell'acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine
nelle cellule, importante per l'assorbimento delle vitamine, utile
nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei
batteri, lieviti, saprofiti della pelle). Più di duecento enzimi per
essere attivi hanno bisogno dello zinco, indispensabile per la
formazione delle proteine, per alcuni aspetti delle funzioni
ormonali, per le funzioni cerebrali, per la vista, per il senso del
gusto.
Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie
alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.
Il ferro, rame, calcio, cereali crudi e fibre nella diete possono
ridurre la quantità di zinco presente nel nostro corpo, in quanto
riducono la quantità di zinco assorbita dall' intestino (assumere
integratori di zinco o elementi naturali che lo contengono
eventualmente a stomaco vuoto, se ciò non provoca senso di nausea).
Anche la caseina, proteina del latte, ne ostacola l'assorbimento (il
latte umano contiene una bassa quantità di caseina). L'analisi
chimica dei capelli può indicare se vi è un eccesso di piombo
nell'organismo (veleno che interferisce come il cadmio con
l'assorbimento dello zinco).
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in ogni organismo
vivente. Un mineralogramma dei capelli può valutare la quantità di
zinco del corpo.
Alimenti: carni, uova,
germe di grano. E' contenuto in misura minore anche nei cereali e
nei legumi.
Assunzione: la RDA
quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. I bambini
sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I
ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze
12 mg. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg
durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10
ai 15 mg al giorno.
Controindicazioni: Lo
zinco è uno degli elementi meno tossici per l'organismo umano.
Nonostante ciò è consigliabile non integrare la propria dieta con lo
zinco per un periodo troppo lungo. Un eccesso di zinco può infatti
impedire l'assorbimento del ferro e del rame. Dosi fino a 30 mg al
giorno sono tollerate senza problemi.
Magnesio e
Potassio:
[ Benefici:
ooo
- Tossicità:
OO
]
Magnesio e
potassio partecipano attivamente agli scambi cellulari e si
distribuiscono soprattutto negli spazi intracellulari mantenendo la
cellula in piena efficienza.
Il magnesio,
ritenuto altresì un potente "antistress", è essenziale per il buon
funzionamento del sistema nervoso e muscolare, combatte gli attacchi
di depressione, è necessario per la trasformazione degli zuccheri in
energia, mantiene un corretto funzionamento del sistema
cardiovascolare. Favorisce inoltre l'assorbimento di vit. C, calcio,
fosforo e potassio. La carenza di magnesio provoca
depressione-ansiosa, nervosismo, confusione mentale, disorientamento
e tachicardia (polso veloce).
Il potassio favorisce l'ossigenazione del cervello, riporta la
pressione arteriosa ai valori fisiologici e normalizza il ritmo
cardiaco, facilita l'eliminazione delle tossine, favorisce la
formazione di riserve energetiche e tonifica in generale
l'organismo. L'acido aspartico è un aminoacido che partecipa a
numerosi processi metabolici fra cui il ciclo dell'ornitina e il
ciclo di Krebs. Quest'ultimo favorisce l'utilizzazione finale dei
cibi per la produzione di energia. Inoltre svolge un'azione
stimolante a livello delle giunzioni neuromuscolari, contrastando
debolezza e stanchezza muscolare. La carenza di potassio provoca
stanchezza fisica e psichica, riflessi lenti, edemi, dolori
muscolari, ipertensione e tachicardia.
Il potassio protegge l'apparato cardiovascolare in numerosi modi:
riducendo i radicali liberi, modulando la proliferazione delle
cellule muscolari liscie, la aggregazione piastrinica, la
coagulazione del sangue. Supplementi di potassio sono usati nelle
aritmie cardiache, e nella prevenzione dei calcoli renali, specie di
calcio ossalato. La somministrazione di potassio nei topi ipertesi
ha aumentato la durata della vita fino a 8 mesi pari a 32 anni di
vita umana, e li protegge dalla morte per ictus.
Sotto forma di aspartati, magnesio e potassio vengono trasportati in maniera
ottimale e vengono rapidamente assorbiti nel tratto
gastrointestinale superiore.
Alimenti: frutta,
verdura cruda, legumi, cereali integrali.
Assunzione: Per il
potassio la dose giornaliera raccomandata (RDA) è di 200 mgr/giorno,
idem per il magnesio.
Controindicazioni: Il
potassio è tossico solo a dosi altissime. Dosi
superiori ai 18 gr al giorno di Potassio possono provocare bassa
pressione arteriosa, confusione mentale, arresto cardiaco.
Enzimi, Aminoacidi e
Polifenoli
 |
Gli enzimi sono speciali proteine in grado di catalizzare
(attivare) una reazione chimica nell'organismo vivente. Il
processo di catalisi indotto da un enzima (come da un
qualsiasi altro catalizzatore) consiste in una accelerazione
della velocità della reazione e quindi in un più rapido
raggiungimento dello stato di equilibrio termodinamico. Un
enzima accelera unicamente le velocità delle reazioni
chimiche, diretta ed inversa (dal composto A al composto B e
viceversa), senza intervenire sui processi che ne regolano
la spontaneità.
I polifenoli sono invece antiossidanti naturali presenti
nelle piante e possono risultare utili nella prevenzione
dell'ossidazione delle lipoproteine e nel "sequestrare" i
radicali liberi; |
sono accertati inoltre effetti biomedici positivi a livello
cardiovascolare, di malattie legate alla e di arresto della crescita
tumorale. Il problema dei polifenoli sta nella loro bassa
biodisponibilità in quanto sono facilmente escreti per via urinaria.
Glutatione:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità:
O
]
Il glutatione è il più potente tra gli antiossidanti naturali
prodotti dal nostro organismo. Si tratta di una combinazione dei tre aminoacidi (tripeptide)
cisteina, acido glutammico e glicina. Disattiva i radicali liberi con una spiccata azione
anti-invecchiamento. Il glutatione insieme con il selenio, forma
l'enzima glutatione perossidasi che ha sempre una funzione
antiossidante, ma a livello intracellulare. Il glutatione ha inoltre
una grande capacità disintossicante: grazie alla sua facoltà di
chelare (chelaggio = capacità di un'elemento di legarsi ad un'altro)
i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed
alluminio li trasporta via eliminandoli dal corpo. In alcuni studi
fatti sugli animali è stata dimostrata un'azione antitumorale del
l-glutatione.
Il glutatione aiuta il nostro fegato a disintossicarsi ed a
prevenire possibili danni causati dall'eccessivo consumo di alcool.
E' più efficace della vitamina C nel migliorare l'utilizzo e la
biodisponibilità del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di
alcuni agenti esogeni come i nitriti, nitrati, clorati, derivati del
benzolo, anilina ecc.. Questi elementi
danneggiano l'organismo con un meccanismo insidioso: producono
un'ossidazione del ferro trasformandolo dalla sua naturale forma
ferrica (Fe2+) nella forma ferrosa (Fe3+) rendendo così il sangue
incapace di trasportare l'ossigeno, causando inoltre un'aumento
della metaemoglobina (dal 1-2% fino ad un livello a volte mortale
del 20-30%). Il processo di compromissione dell'emoglobina porta ad
una sindrome ipossica che causa la morte di tutte le cellule per
asfissia, compresi i linfociti T4 e causando di conseguenza una sindrome da immuno deficenza.
Inoltre, il glutatione migliora l'utilizzo degli aminoacidi cisteina
e cistina, ed infine inibisce in tutto o in parte i dannosi effetti
collaterali dovuti ad un'esposizione ad alte dosi di radiazioni,
chemioterapia e raggi X.
Il ruolo anti-invecchiamento del glutanione è svolto eliminando i radicali liberi che si formano
dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe
membrane, hanno un impatto negativo su DNA ed RNA e di conseguenza
determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche. Il
glutatione impedisce inoltre che i radicali liberi si leghino alle
proteine fibrose del corpo, evitando così l'indurimento e il
restringimento del collagene (e quindi rughe, mancanza di elasticità
nelle arterie ecc.). Per questo motivo il glutatione mantiene sano e
"giovane" il sistema circolatorio.
Quanto al sistema immunitario, il glutatione è strettamente legato
all'attività fagocitica di specifiche cellule polmonari. Protegge
dagli eventuali effetti dannosi del fumo, insieme ad altri
antiossidanti come vitamina C, E, selenio, beta carotene e cisteina.
Assunzione: tramite integratori
specifici.
Controindicazioni: la molecola
del glutatione non sembra presentare tossicità.
Carnitina:
[ Benefici:
ooo - Tossicità:
O
]
Contribuisce alla salute delle
funzioni cardiache e polmonari; promuove la metabolizzazione dei
grassi trasformandoli in “combustibile”. E' indispensabile agli
atleti per coadiuvare lo sforzo fisico. Aiuta inoltre a diminuire la
produzione di radicali liberi, alleviando i danni ai tessuti, in
particolare dopo intensi sforzi fisici.
La L-carnitina è necessaria per trasformare il grasso in energia.
Trasporta gli acidi grassi nei mitocondri, i generatori di cellule.
La L-carnitina viene prodotta dal nostro organismo a partire dagli
aminoacidi lisina e metionina. Tuttavia, in età infantile e in
situazioni di alta richiesta di energie, come attività sportiva,
stato di gravidanza e durante l'allattamento al seno, la richiesta
di L-carnitina potrebbe essere superiore a quella prodotta dal
corpo. In questi casi l’L-carnitina è considerato un “nutriente
indispensabile”.
Sembra che l'azione della L-carnitina sembra sia particolarmente
importante per il cuore. Per esempio, in uno studio preliminare a
pazienti diabetici e che presentavano un’alta pressione sanguigna
sono stati somministrati 4 grammi di L-carnitina al giorno. Dopo 45
settimane si è notata una significativa diminuzione
dell’irregolarità del battito cardiaco e del funzionamento anormale
del cuore rispetto ai pazienti non trattati con integrazione di
L-carnitina.
Per quanto riguarda l’insufficienza cardiaca congestizia, in gran
parte delle ricerche si è utilizzata una formulazione di carnitina
modificata chiamata propionil-L-carnitina (PC). In una prova in
doppio cieco che utilizzava 500 mg di PC al giorno, dopo sei mesi si
è rilevato un aumento del 26% della tolleranza all'esercizio fisico.
In altre ricerche ai pazienti affetti da insufficienza cardiaca
congestizia sono stati somministrati 1,5 grammi di PC per 15 giorni
e si è osservato che gli stessi pazienti presentavano un aumento del
21% nella tolleranza agli esercizi fisici e un aumento del 45% del
consumo di ossigeno.
Alimenti: carne di pecora, agnello, manzo e vitellone. In
dosi molto inferiori si trova nei latticini.
Assunzione: Tramite
integratori specifici.
Controindicazioni:
Questo enzima non presenta tossicità particolari. Negli
integratori si può trovare sotto forma di L-carnitina naturale (da
preferire) oppure come D-carnitina o DL-carnitina di tipo sintetico,
queste ultime due formulazioni sono da scartare in quanto presentano effetti
collaterali dannosi.
Melatonina:
[ Benefici:
oooo
- Tossicità:
O
]
La melatonina
(N-acetyl-5-methoxytryptamine) è una molecola naturale, è secreta
dalla ghiandola pineale e decresce nell'organismo con l'avanzare
dell'invecchiamento. Questa sostanza agisce fondamentalmente
proteggendo la ghiandola pineale, quindi restaurando indirettamente
i ritmi ormonali giovanili.
La sua carenza rappresenta un importante segnale di invecchiamento:
quando il livello di melatonina diminuisce, si invecchia. Il suo
meccanismo di azione pare non sia né di natura chimica, né
biochimica, né recettoriale, né ormonale. Il principio sul quale si
basa la melatonina non è farmacologico, consiste invece nel creare
un picco notturno più o meno alla stessa ora tutte le notti.
Propriamente, la melatonina non sarebbe un ormone perché,
diversamente dagli altri ormoni e organi di secrezione: è secreta
anche da altri organi (quali ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi) e
non solo dalla pineale; se si asporta la ghiandola pineale, la
melatonina circolante non scompare, come invece accade quando sono
rimosse le ghiandole endocrine citate al punto precedente; non
esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina; provoca effetti
da sovradosaggio pressoché nulli.
La melatonina viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola
pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni
nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e
le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del
mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della
melatonina in misura dose-dipendente. A dosi farmacologiche la
melatonina sembra poter risincronizzare l’orologio biologico interno
in caso di variazioni indotte da repentini cambi di fuso orario.
A conferma di questo ruolo dell’ormone un recente editoriale del
British Medical Journal ha preso in considerazione una metanalisi di
10 trial randomizzati controllati in cui la melatonina è stata messa
a confronto con un placebo in viaggiatori di lunghe percorrenze. Ben
8 di questi studi hanno rilevato che questo ormone si dimostra
realmente efficace nell’alleviare gli effetti del jet lag. Bastano –
secondo i ricercatori – dai 2 ai 5 milligrammi di questa sostanza,
quando si va a letto il primo giorno dopo il viaggio e nei
successivi due-quattro giorni, per assestare i propri ritmi sul
nuovo fuso orario.
Effetti antiossidanti: Dal
1992 furono avviate ricerche per dimostrare anche un altro effetto
importante della melatonina, ovvero la forte riduzione dei radicali
liberi. Date le proprietà della melatonina di essere sia
idrosolubile che liposolubile (proprietà rara in natura), la
molecola è in grado di diffondere in ogni parte dell'organismo,
superando persino la barriera ematoencefalica del cervello e quella
placentare, proteggendo dunque qualsiasi cellula del corpo. Ciò la
rende di gran lunga versatile ed è la più potente rispetto agli
antiossidanti conosciuti. Non è dimostrato che la molecola generi
radicali liberi (come invece farebbe la vitamina C, noto
antiossidante idrosolubile, se esposta a ferro allo stato libero).
Inoltre, la melatonina è presente in concentrazioni relativamente
elevate nel nucleo cellulare, associandosi strettamente alla
molecola di DNA: pur non conoscendosi la modalità di questo legame,
si è scoperto che la melatonina possiede una capacità senza pari di
proteggere le molecole di DNA dai radicali liberi. Risulta dunque
essere un fattore chiave nella prevenzione del cancro.[2]
[modifica] Legislazione
Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la
melatonina in Italia è venduta in erboristeria e al supermercato,
senza prescrizione medica.
resveratrolo:
[ Benefici:
ooooo
- Tossicità: O
]
Il resveratrolo è una
fitoalessina prodotta dalle piante a scopo protettivo. infatti,
protegge le stesse dagli insulti ambientali, quali: virus,
batteri e funghi e raggi UV. Esso è utile in diverse patologie
dell’uomo; infatti, il resveratrolo ha diverse azioni favorevoli
sull’uomo ben documentate, tra le più studiate vi è una potente
azione antiossidante, comuni alla classe chimica dei polifenoli
cui appartiene. Al resveratrolo gli scienziati attribuiscono
potenti attività anti-aging (anti-invecchiamento) che permettono
di ritardare l’invecchiamento e l’espressione dei tratti propri
dell’invecchiamento nei vertebrati a breve vita. Questa notevole
attività biologica si può ricondurre a diversi meccanismi
biologici propri del resveratrolo.
Tra le più importanti attività biologiche del resveratrolo,
scientificamente provate nella prevenzione dell'invecchiamento (aging),
abbiamo le attività:
- antiossidante
- antinfiammatoria
- vaso/endotelio protettiva
- sirtuino-stimolante
- stress ossidativo cutaneo
Il resveratrolo è
particolarmente studiato per la sua l’attività antiaging sul
tessuto cutaneo; poiché il tessuto cutaneo rappresenta la prima
manifestazione visibile del processo di invecchiamento
dell’organismo, per la comparsa di rughe, secchezza cutanea ecc.
Il resveratrolo è efficace nelle patologie cutanee a eziologia
multifattoriale, specie se presente una componente
infiammatoria, per la sua capacità di inibire la perossidazione
lipidica, di chelare gli ioni metallici e di agire come radical
scavenger (attacca e distruggi). Inoltre, il resveratrolo è noto
essere coinvolto in eventi metabolici cellulari come la sintesi
degli eicosanoidi e il metabolismo lipidico ed infine ha
dimostrato di avere attività antinfiammatoria, vasorilassante,
antiproliferativa e estrogenica. La letteratura scientifica di
studi clinici fatti sull’invecchiamento cutaneo con il
resveratrolo è veramente imponente, infatti, questi studi si
sono interessati al possibile ruolo preventivo dello stesso per
azione sullo stress ossidativo cutaneo per aumentata produzione
di collagenasi o di Metallo Proteasi di Matrice nonchè una
azione sui fibroblasti del derma
Recentemente una
ricerca
pubblica per la prima volta concreti risultati riconosciuti ai
recettori dei polifenoli nell'epidermide e nel derma. Questa
ricerca conferma che la protezione dell'epidermide esercitata
dal resveratrolo sembra essere dovuta al legame a questi siti
specifici. I meccanismi intracellulari che stanno alla base
dell‘effetto protettivo del resveratrolo sono legati alla
attività antiossidante, ed anche alla sua azione inibitoria
sulla apoptosi e sulla disfunzione mitocondriale conseguente.
Gli autori concludono dicendo che: questi risultati suggeriscono
che il resveratrolo potrebbe ritardare e addirittura impedire il
normale svolgimento di invecchiamento della pelle, bloccando gli
eventi apoptotici e disfunzioni mitocondriali.
Il resveratrolo, secondo altre ricerche, avrebbe ha un’azione
antiossidante superiore a quella di altri noti antiossidanti
come la Vit. C e vit. E. Il resveratrolo svolge anche la sua
azione antiossidante per un potenziamento della sintesi del
Glutatione. Questo è noto essere il maggior sistema
antiossidante degli organismi, essenziale nel mantenimento della
bilancia antiossidativa capace anche di svolgere azione
detossificante diretta. Il resveratrolo agisce da
antiossidante inibendo la perossidazione dei lipidi delle
lipoproteine a bassa densità (low–density lipoprotein, LDL), ed
anche prevenendo la citotossicità delle LDL ossidate. Il
Resveratrolo è un potente antiossidante, più efficace anche dei
flavonoide perché agisce principalmente "a monte" della
reazione, rendendo inattivo il rame come catalizzatore, infatti
esso è un chelante lo ione rame Cu2+. La notevole capacità
chelante del resveratrolo è utile in vivo perché impedirebbe
l’elevata propensione delle LDL al legarsi con il rame.
Al Resveratrolo sono
inoltre, in studi su animale, verificate una azione
antinfiammatoria e antitumorale per la capacità di bloccare la
produzione della cicloossigenasi–2 (COX-2), l’enzima che
trasforma l’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie
causa anche di crescita delle cellule tumorali. Diversi studi,
inoltre, dimostrano che il resveratrolo inibisce la produzione
dell’aggregazione piastrinica inibendo la sintesi degli
eicosanoidi.
Controindicazioni: gli
integratori a base di questo polifenolo sono molto ben tollerati
anche se non esiste una letteratura specifica in merito dato che
questo antiaging è abbastanza recente.
coenzima q10:
[ Benefici:
oooo
- Tossicità: O
]
Il coenzima Q10 (ubichinone)
si trova nelle membrane del reticolo endoplasmatico, di
perossisomi e lisosomi nelle vescicole ed all'interno della
membrana dei mitocondri, dove svolge un importante ruolo nella
Catena di trasporto degli elettroni. Lì trasporta elettroni
all'accettore come Coenzima Q : citocromo c - ossidoreduttasi:
CoQH2+ 2 FeIII-citocromo c → CoQ + 2 FeII-citocromo c. Il
coenzima Q è anche essenziale nella formazione dell'apoptosoma
insieme con altre proteine adattatrici. La perdita dei fattori
trofici attiva gli enzimi pro-apoptotici, causando il crollo dei
mitocondri.
Grazie alla sua capacità di trasferire elettroni e di agire come
antiossidante, il Coenzima Q10 è stato valutato come supplemento
dietetico. CoQ10 è stato ampiamente usato per il trattamento di
disfunzioni cardiache, come l'infarto, e il cancro al seno.
È stato dimostrato come il coenzima Q10 possa avere effetti
benefici su alcuni pazienti affetti da emicrania[3], ed è un
componente principale del cocktail mito, usato nel trattamento
della miopatia mitocondriale e in altri disturbi metabolici.
Inoltre è anche al vaglio lo studio come trattamento del cancro,
e come aiuto sugli effetti del cancro. Recenti studi hanno messo
in luce come gli effetti antiossidanti dell'enzima Q10 possano
avere benefici sul corpo e sul cervello. Alcuni di questi studi
indicano come il coenzima Q10 possa contribuire a proteggere il
cervello da malattie neurodegenerative, come il morbo di
Parkinson, oltre che dai danni che provoca un'ischemia (stroke)
al cervello. Altri studi recenti dimostrano un beneficio
riguardante la possibilità di sopravvivenza, dopo un arresto
cardiaco, se il coenzima 10 viene somministrato in concomitanza
ad un raffreddamento della temperatura corporea (compresa tra
32–34 °C).
I dosaggi RDA
La RDA (Recommended Daily Allowance) o
"dose giornaliera raccomandata" fornita dal Ministero della Salute.
Indica la quantità di vitamine e sali minerali che una persona
dovrebbe assumere per soddisfare il fabbisogno minimo
giornaliero di questi micronutrienti. Per estensione, può essere
applicata anche ad altre tipologie di nutrienti. Nella tabella di
sinistra in blu è indicato il dosaggio raccomandato di vitamine
mentre in quella rossa a destra è indicato quello di sali minerali.
Si può notare che i dosaggi sono bassi, quindi prevalentemente
conservativi. Molti ricercatori affermano che tali dosaggi sono
insufficienti per una azione antiage.
In verità esiste un'altra tabella che
definisce il valore massimo raccomandato assegnabile a
ciascun componente. Vediamo così che la vitamina E potrebbe essere
assunta fino a 36 mcg (microgrammmi) al giorno conto i 10 mcg
raccomandati dalla RDA e la vitamina C addirittura fino a 240 mcg,
il quadruplo della RDA.

E' consigliabile non eccedere con le
vitamine Liposolubili, mentre per quelle Idrosolubili, come la vit.
C e più indicato seguire il valore della seconda tabella invece che
della prima.
Come allungare le prospettive di lunghezza di vita?
Da quello che si evince in questa ricerca ne viene fuori che
l'integratore ideale, dotato di elevate proprietà benefiche per
l'allungamento della vita e di bassissima tossicità, dovrebbe essere
privo di vitamina A (al limite potrebbe contenere
basse dosi di Betacarotene). Dovrebbe contenere modeste dosi vitamina E
e fornire dosi congrue giornaliere (200 Mg o più) di vitamina C. A ciò
andrà aggiunto un cocktail di sali minerali come Selenio (in
dosaggio RDA), Zinco e due potenti antiossidanti come il coenzima Q10
(10-20 mg) e il Resveratrolo (10-40 mg).
Per coloro che praticano attività sportiva sarà necessaria una ulteriore
integrazione con
Magnesio, Potassio ed un nutriente cellulare essenziale come la Carnitina.
E' chiaro che un
siffatto integratore non esiste. Sono però disponibili sul mercato
prodotti che si avvicinano a queste caratteristiche.
Purtroppo rivolgersi al proprio medico di famiglia, come individuo sano,
che chiede consigli e prescrizioni di questo tipo può risultare
frustrante. Molti medici si rifiutano addirittura di affrontare
l'argomento. Invece il precoce invecchiamento della popolazione in
Italia e nei paesi occidentali in genere potrebbe essere efficacemente
contrastato con queste metodologie applicative longeviste. Ciò
porterebbe a una riduzione della ospedalizzazione degli anziani e del
consumo dei farmaci di soccorso, prima fonte della esplosione delle
spese dei sistemi sanitari nazionali, già oggi fuori controllo, oltre
che, soprattutto, la possibilità di vivere una seconda fase della vita
in salute, produttivi e senza sofferenza.
Nota: i prodotti presentati attraverso
le immagini sono solo a scopo illustrativo, l'autore di questo sito non ha
alcun legame con le case farmaceutiche che li producono, ne si vogliono
dare consigli di prescrizione. E' indispensabile rivolgersi a un medico
prima di assumere qualsiasi integratore.

