di Ugo Spezza
Le recenti
trasmissioni RAI Vojager, condotte da Roberto Giacobbo (in foto) hanno
suscitato qualche allarme, in particolare nelle persone più sensibili e
facilmente impressionabili, relativamente al fatto che nel Dicembre del
2012 è prevista la fine del mondo e della civiltà umana.
 |
Tale ipotesi sarebbe basata
su un concatenamento, apparentemente inspiegabile, di previsioni che
fanno capo a fonti provenienti da culture diverse, sparse in
varie zone del pianeta e che, casualmente, vanno ad incrociare
la data del Dicembre 2012 come termine della civiltà.
Si parte da previsioni (apparentemente)
scientifiche che fanno capo a presunte iper-attività del sole in
quel periodo, passando per quelle che richiamano gli antichi
Maja e il loro calendario, per finire a vere e proprie profezie
come quelle di Nostradamus. Giacobbo ha scritto un volume
di quasi 200 pagine sull'argomento, volume che sta riscuotendo un
buon successo di vendite.
|
Recentemente è stato persino prodotto un
colossal dalla Columbia Pictures con regia di Roland Emmerich, che
ha fatto segnare record di incassi nei cinema. Film che vanta
interpreti di successo come Jonh Cusack e Danny Glover. La storia
parte da tempeste solari anomale rilevate dagli scienziati e da un
G8 convocato di emergenza per discutere le anomalie del clima per
terminare in una fuga attraverso astronavi dal pianeta, con in mezzo
una spy story che coinvolge la figlia del presidente degli Stati
Uniti. Emmerich cura una serie TV come sequel del film.

Ma veniamo ai fatti: i dati riportati
descrivono in particolare questa serie di previsioni:
-
Presunta iperattività del sole nel
periodo di Dicembre 2012: tale attività sarebbe in grado di
provocare un intenso vento solare, tanto forte da danneggiare il
campo magnetico terreste ed invertirne i poli. Ciò causerebbe la
distruzione di tutte le infrastrutture tecnologiche umane e, a
livello biologico, il danneggiamento della ghiandola pineale che
sarebbe molto sensibile (*) a questi intensi campi magnetici.
-
Il calendario Maja: tra i più avanzati
dell'antichità, in grado di prevedere eclissi, i cicli di Venere
ecc. inizia nel 3114 a.c. e dura 5126 anni. Esso termina
quindi precisamente il 20 Dicembre 2012. I Maya affermano che ci
sono cinque Ere cosmiche, ognuna corrispondente ad una civiltà.
Le precedenti quattro Ere (Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero
tutte terminate con immani catastrofi naturali. L’attuale Era,
la quinta, denominata "era dell'Oro", terminerà nel Dicembre
2012 ed alla fine della stessa si innescheranno cataclismi su
scala planetaria innescati da una inversione del campo magnetico
terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La
Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione
dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del
sistema solare.
-
Precessione degli equinozi: Lo schema tre piramidi di Ghiza
rispetto al fiume Nilo e rispetto alla diagonale che le unisce
sarebbe l'immagine riflessa nella via lattea e delle tre stelle
della cintura di Orione (B). La mitologia egizia dice che
nell'entrata della sesta era (quella dell'acquario), prevista
per il 2012, si verificherà un crollo della civiltà.
-
Il pianeta Nibiru: (ovvero
il dodicesimo pianeta del sistema solare), citato in scritti
della civiltà sumera, nel 2012 si scontrerà con la Terra
provocandone la distruzione.
-
Una profezia di Nostradamus: indica il
2012 come termine della civiltà attuale. Non nel senso distruttivo
però, ci sarà una "rivelazione" che cambierà il nostro modo di
vedere il mondo.
Vanno ad aggiungersi a queste altre teorie
inerenti presunte leggende cambogiane e la leggenda dei teschi di cristallo
che evito di commentare. Vediamo le argomentazioni punto per punto:
(1) - la prima previsione riporta un
aumento dell'attività solare nel 2012 che sicuramente ci sarà (è un
dato scientifico) ma tale attività aumenta periodicamente
ogni 11 anni e causa al massimo tempeste magnetiche che disturbano
satelliti e telecomunicazioni. Non si vede perché il ciclo del 2012 debba essere
diverso dai precedenti; nella storia dell'homo sapiens da 30.000
anni ad oggi ci sono stati più di 2700 di questi cicli e nessuno
di essi ha mai causato estinzioni di massa. In ogni caso, dove ho posto la nota (*), non
esiste evidenza scientifica del fatto che la ghiandola pineale
risenta di campi magnetici intensi.
(2) - Riguardo alla seconda previsione il fatto
che il calendario Maja termini il suo ciclo nel 2012 non significa nulla in
termini scientifici. Non c'è alcuna evidenza che il magnetismo dei
poli si debba invertire proprio nel 2012, anche perché se il
fenomeno fosse in atto non sarebbe di certo improvviso ma
richiederebbe migliaia di anni per verificarsi. Ciò in quanto il
nucleo ferroso della Terra, che genera tale campo, non può
modificarsi nel giro di un paio di anni dato che si tratta di
milioni di miliardi di tonnellate di roccia e ferro fuso che si devono spostare.
Oltretutto non è accertato che in passato tale inversione sia
realmente avvenuta. Ci sono dei riscontri su minerali magnetici che
dicono che l'ultima inversione si sarebbe verificata 780.000 anni fa
ma tali minerali potrebbero avere polarità inversa per essere stati
rimescolati da normali cicli tettonici (movimento delle placche
terrestri) e non per una inversione dei poli magnetici della Terra.
E poi anche se per qualche motivo il campo magnetico terrestre si
invertisse esso comunque non verrebbe affatto azzerato; ci sarebbe solo una minore schermatura dal vento solare
nel periodo della inversione e ciò causerebbe solo tempeste
elettromagnetiche con il danneggiamento delle telecomunicazioni
satellitari. Tornando ai Maya va poi detto che essi usavano tre
calendari, uno standard, uno per le cerimonie religiose e uno per
conteggiare il lungo periodo. Quest'ultimo, che dura 5125 anni, nel
20 Dicembre 2012 termina il suo ciclo in un solstizio d'inverno (i
Maya forse sapevano calcolarli) e viene azzerato per il nuovo ciclo.
Inoltre il sedicente "sacerdote Maya", intervistato in Vojager, non può essere un discendente
diretto in quanto Maya "puri" non esistono da secoli date le
rimescolanze razziali che vi sono state. Infine i Maya non hanno
lasciato scritti teologici importanti (ad esempio una bibbia Maya) a
cui un presunto sacerdote possa ispirarsi per trarre una profezia.
(3) - La
terza previsione al punto indicato con (B) riporta un qualcosa che da
un punto di vista astronomico non ha significato, si tratta invero di una
previsione astrologica e non astronomica (l'astrologia non è una
scienza, l'astronomia sì). Credere in questa teoria o nei
Tarocchi è la stessa cosa...
(4) - Sulla quarta previsione è cresciuto di
recente un ingiustificato allarme rilanciato dal fatto che un
pianeta oltre Plutone è stato effettivamente scoperto nel 2005,
tale pianeta, denominato Eris misura 2400 Km di diametro (2/3 della
nostra Luna). Prima di tutto Eris, così come altri planetoidi (Sedna,
Quaoar...) sono lontani da noi orbitando a 5.5 miliardi di Km di
distanza (Sedna è addirittura a 11.5 miliardi di Km) e la loro
velocità orbitale è di 1000 metri/sec. Se anche uno di essi si
dirigesse verso la Terra ci impiegherebbe secoli per giungere a
destinazione e avremmo decenni di tempo per gli avvistamenti e le
contromisure. Oltretutto non è possibile che un pianeta devii dalla
sua orbita se non viene attratto o spinto da un oggetto di grande
massa e agli estremi del sistema solare (ove essi si trovano) non vi
sono oggetti di grande massa ma solo enormi spazi vuoti. Nonostante
ciò di recente è dovuta intervenire addirittura la NASA, dati
alla mano, a confutare questo ingiustificato allarme per mano dello
scienziato
David Morrison, dati che sono reperibili sul sito associato
Beyond Human. In particolare se ipotizziamo che il sistema
solare ha le dimensioni di un campo di calcio i pianeti rocciosi
come la Terra ed Eris sarebbero distanti tra loro 140 metri ed
avrebbero le dimensioni di due granelli di sabbia, pensate quindi
quale infinitesimale probabilità vi è che essi collidano... Questo discende dal fatto che gran parte delle
persone, anche colte, ha conoscenze astronomiche carenti. Rinvio a questo
articolo: "Il
nostro posto nell'Universo" chi volesse accedere alle
nozioni basilari.
(5) - Questa è quella che io chiamo la
previsione dell'azzeccagarbugli. Nostradamus, come molti presunti saccenti del
passato, è spesso citato come una sorta di "profeta" in grado di
indovinare eventi nel futuro dell'umanità. Ammettiamo ora che io avessi predetto come
fa Nostradamus, facendo uso di un linguaggio sufficientemente criptico, la caduta di un grande dittatore a partire dal
1980 per i successivi 30 anni, ne avrei azzeccata una di sicuro. Infatti si è verificata la caduta di Ceausescu in Romania nel 1989 e
di Saddam Hussein in Iraq nel 2003, solo per citare i più famosi.
Una previsione di questo tipo, se data
(abilmente) con una certa «vaghezza e approssimazione» e se estesa
per un periodo sufficientemente lungo (es. 400 anni) azzeccherà di
sicuro un avvenimento che andrà ad accadere. E' un po' il meccanismo
di quei tizi che appaiono in TV dicendo che se li chiamate (e li
pagate) essi vi daranno dei numeri al lotto che vi consentiranno una
lauta vincita. Poi essi vi portano in televisione numerose schedine effettivamente
vinte e dei gaudi testimoni proprietari di tali schedine. Ebbene, da
un punto di vista matematico-statistico se 1000 persone mi telefonano e mi
chiedono 4 numeri da
giocare su una singola ruota del lotto, ed io gli faccio giocare tutte quaterne di
numeri diversi, è chiaro che, statisticamente, almeno una decina di
essi otterranno la vincita di un ambo, e qualcuno forse anche una vincita
di un terno. Le schedine vincenti di costoro le porterò in TV affermando che io
sono un mago del lotto. Si ricordi solo che Nostradamus aveva già
previsto la fine del mondo per il 1999...
Nuova mappa del mondo post-2012?
 |
Infine brevemente vediamo la mappa del
pianeta Terra post-2012 presentata più volte sia nella
trasmissione Vojager che su molti siti web dedicati.
Essa mostra gran parte delle terre emerse devastate e
affondate negli oceani.
L'occhio di un esperto di computer grafica (come chi scrive
questo articolo) si accorge subito che la mappa è stata
manomessa con Photoshop. Difatti mancano i pezzi di alcuni
meridiani e paralleli, semplicemente "tranciati" e si notano
i copia-incolla col "pennello clona" di parti dell'immagine.
Oltretutto, dal punto di vista della fisica, anche se si
sciogliessero tutte le calotte polari (e non c’è motivo
perché debba accadere) non si riuscirebbe |
mai a produrre
una tale quantità di acqua da far si che gran parte delle terre
emerse sprofondi nel modo in cui si vede nella mappa. E' evidente
che vi sono zone che sono in pianura che non sono sprofondate,
invece intere catene montuose sono andate sott’acqua. Cosa dire poi
di interi continenti venuti alla luce dal nulla come quello a destra
dell'Australia e quelli a sinistra e sotto l'America Latina?
E questi continenti non sono nemmeno allineati alle placche
tettoniche, quindi come potrebbero emergere? Un geologo si metterebbe a ridere davanti a questa immagine...
Previsioni del futuro su base scientifica
Chi ha
visitato in precedenza Futurology.it si
starà ora chiedendo come mai un sito, che da sempre professa di
reperire fonti esclusivamente nella scienza e nella tecnologia, si sia
imbarcato a spiegare un fenomeno mediatico di questo tipo. La
risposta è che innanzitutto si può identificare questo come un
fenomeno sociologico abbastanza interessante, diffuso su scala
planetaria, e ne è stato dato un resoconto
nel precedente paragrafo.
In seconda istanza vogliamo proporre delle teorie, basate su dati scientifici attuali, secondo le quali
potremo catalogare possibili cause che possano
portare sul serio all'annientamento della civiltà umana.
Cause che sono state
individuate da molteplici scienziati che si occupano di futurologia e
delle quali, a quanto pare, non essendo esse di tipo
"sensazionalistico", la stampa generalista non si occupa.
Ora si dirà: «ma neanche la scienza può
eseguire previsioni accurate sul futuro». Vero! Però gli
scienziati che si occupano di futurologia hanno dimostrato più volte
in passato di azzeccare delle previsioni, molto di più di quanto
hanno mai fatto sedicenti parapsicologi, astrologi o venditori di
tarocchi e amuleti.
Questo perché tali previsioni vengono effettuate
innanzitutto sul breve termine (10-40 anni), sono basate su dati
empirici e su principi della fisica conosciuti che vengono
estrapolati nel futuro nel tentativo di ipotizzare il funzionamento
di macchine non ancora inventate o prevedere crisi delle strutture
sociali umane. Alcuni esempi: Ray Kurzweil, noto scienziato e
geniale inventore (ritenuto tra i primi dieci esseri umani più
intelligenti del pianeta) riuscì a prevedere già nel 1986 il declino
economico e la disgregazione politica dell'Unione Sovietica,
l'avvento della telefonia cellulare e la sconfitta di un essere
umano agli scacchi da parte di un computer (il campione russo Kasparov contro
l'elaboratore Ibm DeepBlue nel 1997).
Tra i più attivi scienziati in questo campo troviamo anche
Nick Bostrom che insegna nella prestigiosa Oxford University ed
è
fondatore del Future of Umanity Institute, scienziato del
quale trovate diversi scritti proprio su questo sito, tradotti in anteprima
assoluta in italiano. Per quanto riguarda Bill Joy egli è tra i
fondatori della SUN Microsystems, mago del software ed ideatore del
linguaggio Java con cui i nostri computer reperiscono oggi
informazioni ed elementi multimediali su Internet. Nel 1975
ha ricevuto il Bachelor of Science in Electrical Engineering dall'Università del
Michigan ed ha lavorato presso la commissione presidenziale USA per
l'information Tecnology.

Vedremo
nel seguito quali saranno i possibili pericoli per il futuro
dell'umanità secondo le previsioni di questi scienziati; prima però
dobbiamo esporre un importante concetto.
Il concetto
di «rischio esistenziale»
Prendiamo in
considerazione un evento come quello del maremoto del 26 dicembre
2004 che ha devastato Indonesia, Sri Lanka, Tailandia e India
causando 200.000 morti. Oppure supponiamo che possa avvenire sulla
faglia californiana il cosiddetto "Big-One", terremoto del grado 7.5
Richter, avremmo anche lì centinaia di migliaia di morti.
Ora, pur
considerando questi eventi come catastrofici, forieri di lutti e
angosce, essi non rappresentano un rischio esistenziale poiché sono
limitati ad una area specifica del pianeta e provocano danni
"localizzati".
Il rischio esistenziale
è invece qualcosa che colpisce l'umanità nella sua interezza,
dall'aborigeno australiano al manager americano e all'esquimese
del polo nord, portando un elevato
livello di distruzione della vita sul pianeta e all'estinzione della
maggior parte delle forme viventi. Anche se qualche essere umano sopravvivesse a
tale distruzione, la perdita di tutte le infrastrutture tecnologiche, culturali
e delle fonti energetiche porterebbe un regresso dell'umanità che condurrebbe,
probabilmente, ad una successiva e completa estinzione nel giro di poche decine
di anni. Ora ci
chiediamo: quali sono le possibili fonti di rischio esistenziale per
l'umanità? Le possiamo sintetizzare nella seguente tabella:
|
Fonte di possibile rischio
esistenziale |
Possibilità che si verifichi entro 100 anni |
Grado di distruttività |
|
(A) |
Una guerra
combattuta con l'uso massivo di armi termonucleari |
5% |
75% |
|
(B) |
Un impatto di un
asteroide di grandi dimensioni sulla Terra |
1% |
90% |
|
(C) |
Nascita di una
super-intelligenza artificiale con intenti distruttivi |
50% |
90% |
|
(D) |
La realizzazione di Bot autoreplicanti da tecniche di nanotecnologia avanzata |
50% |
75% |
|
(E) |
Un esperimento
di fisica delle alte energie in un acceleratore di
particelle |
5% |
100% |
Come si può vedere nella
lista le fonti che indico come maggior possibilità di portare ad un
rischio esistenziale sono la (C) e la (D) poiché esse hanno sia un
elevato grado di possibilità di verificarsi e sia un elevato grado
di distruttività una volta che si sono realizzate. Nel seguito tutte
le ipotesi verranno analizzate singolarmente.
Ipotesi (A): Una guerra combattuta con
l'uso massivo di armi termonucleari
La prima bomba atomica usata su Hiroshima era una "bomba A" ossia
una bomba che fa uso della fissione nucleare per sprigionare
energia. La reazione a fissione fa uso di un nucleo di Uranio 235 (o
Plutonio 239) che vengono divisi tramite il bombardamento con
neutroni o altre particelle elementari in frammenti sub-nucleari.
Questo un processo libera una ingente quantità energia. È il tipo di
reazione comunemente utilizzata nei reattori nucleari delle centrali
elettriche.
 |
In seguito gli USA e
l'URSS perfezionarono un tipo di bomba molto più efficiente in
termini di distruttività: la bomba H, o bomba all'idrogeno, la quale
usa un processo denominato fusione nucleare: lo stesso che
produce energia nel Sole. Tale processo consiste nell'unione
dei nuclei di due atomi leggeri, isotopi dell'idrogeno
(deuterio e trizio) in uno più pesante. In questo tipo di reazione il nuovo
nucleo costituito ed il neutrone liberato hanno una massa totale
minore della somma delle masse dei reagenti con conseguente
liberazione di una spaventosa quantità di energia,
|
migliaia di
volte più elevata di quella del processo a fissione che alimenta la
bomba A. Si pensi infatti che la bomba H più potente mai
realizzata fu in grado di sprigionare una potenza di 57 megaton,
4400 volte superiore a quella che devastò Hiroshima, che era pari
solo a 0.013 megaton. Il fungo raggiunse l'altezza di 60 Km e l'onda
d'urto fece tre volte il giro del mondo nelle successive 36 ore.
Da qui si comprende che
una bomba simile sarebbe in grado di devastare una metropoli come
Londra o Parigi causando danni spaventosi, sia sul punto di impatto, sia
nei 30 Km di raggio ove si estende l'onda di calore e sia per le
radiazioni gamma che ricadrebbero come fallout radioattivo per
90 Km di raggio dal centro. Si noti che di queste bombe, negli
arsenali Russi e USA ne esistono in totale circa 10.000
(diecimila!), montate su missili balistici intercontinentali o
missili a medio raggio su navi corazzate e sottomarini.
Tuttavia la
possibilità che una tale guerra si realizzi, ci auguriamo, sia
scongiurata dal fatto che essa causerebbe distruzione anche
dell'eventuale attaccante.
Nonostante questo ragionamento sembri solido
molti hanno dimenticato che nei giorni tra il 15 Ottobre e il 28
Ottobre del 1962 si è davvero sfiorata l'ecatombe termonucleare con
la crisi dei missili a Cuba: dopo la vittoria di Castro nella
rivoluzione cubana del 1961, gli Stati Uniti volevano confinare il
nuovo regime comunista, con il quale il presidente Eisenhower aveva
interrotto i rapporti diplomatici. Il suo successore, John
Fitzgerald Kennedy, approvò un piano di invasione dell'isola
definito dal precedente governo addestrando e appoggiando gli esuli
cubani, che sbarcarono nella baia dei Porci. L'operazione fallì e
Cuba, vistasi minacciata, chiese e ottenne da Mosca l'installazione
di batterie di missili nucleari sul proprio territorio. Quando gli
aerei spia americani li scoprirono (nell'ottobre del 1962), Kennedy
ordinò il blocco navale dell'isola. In quei giorni si è andati
vicinissimi alla terza guerra mondiale!
Recentemente anche paesi dai
governi instabili come India e Pakistan hanno costruito le loro
bombe A, se una fazione fondamentalista (Talebani) votata al
martirio autodistruttivo si impossessasse delle chiavi dei missili
ciò potrebbe portare ad una guerra nucleare.
Quali sarebbero gli
effetti di una guerra nucleare su larga scala? Sicuramente se
venissero usate migliaia di bombe H la Terra verrebbe trasformata in
un piccolo Sole. Ma anche se se ne usassero "solo" un centinaio in
una guerra localizzata, oltre alle radiazioni che andrebbero
diffuse, le esplosioni a Terra alzerebbero in aria miliardi di
tonnellate di pulviscolo che andrebbe ad oscurare il Sole per almeno
cinque anni. La conseguenza sarebbe un inverno nucleare.

La
uniforme nube di polvere e ceneri radioattive si stabilizzerebbe a
circa 1500 m di quota e, facendo essa da scudo all'energia solare,
la temperatura media del globo di abbasserebbe di 40° centigradi.
Gli effetti sulla vita nei mari e sulla vita vegetale e animale
sulla terraferma sarebbero devastanti ed andrebbe distrutto anche lo
strato di ozono. Tra quei pochi che sopravviveranno all'ecatombe si
presenterà presto il problema della scarsità di cibo e la
impossibilità di coltivare sui terreni contaminati.
Va comunque considerato
che una guerra atomica localizzata, a meno che non vengano usati tutti gli
armamenti disponibili, non costituisce un rischio esistenziale
in quanto una piccola percentuale di esseri umani, nelle zone
meno colpite, riuscirebbe comunque a sopravvivere. Per questo ho
assegnato a questo evento un grado di distruttività del 75%.
Di recente il presidente USA Obama ha proposto alla Russia un
accordo per la riduzione del totale degli armamenti nucleari delll'80%
da entrambe le parti. Anche per questo ho ritenuto di assegnare alla
probabilità che si verifichi l'evento un modesto 5%.
Ipotesi (B) - Un impatto di un
asteroide di grandi dimensioni sulla Terra
Molti pensano che la
probabilità che si verifichi un impatto asteroidale significativo
sulla Terra, come quello che estinse i dinosauri 65 milioni di anni
fa, sia abbastanza bassa: uno ogni 500.000 anni per quelli di grandi
dimensioni (50 Km di diametro o più) ed uno ogni 30.000 anni per
quelli di dimensione inferiore ad 1 Km. Però questa
statistica dovrebbe essere rivista proprio in base agli accadimenti
degli ultimi 100 anni.
 |
Ad esempio a Tunguska, una località della
Siberia, avvenne, nel Giugno 1908 (quindi solo di un secolo fa)
un impatto di un asteroide. 2150 chilometri quadrati di superficie
terrestre vennero devastati da una immane esplosione udita fino a
1000 Km di distanza e della potenza di circa 13 Megatoni. Nella
esplosione vennero sradicati o divelti più di 60 milioni di alberi
in un modo che faceva individuare il centro di tale esplosione,
accreditata ad un meteorite di 30 metri (solo trenta metri) di
diametro. Perché un oggetto cosi piccolo può causare danni tanto
immani? La risposta sta nel
fatto che esso impattò con l'atmosfera del nostro pianeta ad
una velocità stimata attorno ai 15 Km/sec; praticamente la
velocità di un
proiettile.
|
A seguito di ciò venne
praticamente vaporizzato causando un'onda d'urto sulla superficie
sottostante senza lasciare crateri ma incendiando tutto quello che
vi era sotto per un'area di 2.000 Km quadrati. Pensate che l'urto fece quasi deragliare alcuni convogli
della Ferrovia Transiberiana, distanti 600 km dal punto di impatto!
Non ci furono vittime solo perché la zona era assolutamente
disabitata. Se tale impatto avesse invece cancellato la città di
Berlino oggi guarderemmo con meno distacco a questi fenomeni.

Ancora: La cometa Shoemaker Levy 9 impattò sul pianeta Giove nel Luglio del 1994, (quindi solo alcuni anni fa). Questo evento avrebbe costituito un'opportunità unica per osservare
l'atmosfera di Giove, infatti la collisione avrebbe provocato
eruzioni di materiali provenienti da strati atmosferici normalmente
preclusi all'osservazione a causa della loro profondità. Ricordiamo
qui che Giove è un pianeta gassoso con solo un piccolo nucleo
centrale solido.
Gli astronomi stimarono che i frammenti visibili della cometa
variavano da qualche centinaio di metri fino ad qualche chilometro,
e la cometa intera potrebbe aver avuto un diametro di 5 Km. Anche qui dunque
parliamo di un oggetto piccolissimo ed insignificante rispetto ad un
pianeta come Giove che ha un diametro di quasi 143.000 Km. La nostra
terra, con i suoi 12.800 Km di diametro, posta vicino a Giove
avrebbe circa le proporzioni di una pallina da ping-pong vicino ad
un pallone da basket.

(1) La cometa si avvicina a
Giove e viene spezzata in frammenti dalla forza
gravitazionale del pianeta gigante. (2) L'impatto sulla
densa atmosfera gassosa del pianeta produce esplosioni
grandi quanto l'intera Africa. (3) Le esplosioni,
evidenziate con una telecamera all'infrarosso di un
telescopio in Spagna, hanno prodotto una energia pari a 6
miliardi di megaton (750 volte l'intero arsenale nucleare
mondiale). |
La cometa, prima di giungere al punto di impatto, descrisse
varie
orbite attorno al grande pianeta ed in una di queste, nel luglio
1992, subì gli effetti mareali di Giove finendo spezzata in diversi
tronconi. L'impatto del primo frammento della cometa colpì il
pianeta sul lato opposto a quello visibile dalla terra.
Per fortuna era in orbita attorno a Giove la
sonda Galileo che poté riprendere i successivi momenti di impatto
dei vari frammenti (vedi foto). Nell'impatto si liberò una energia totale pari a 6 milioni di
megatoni, circa 600.000 volte la bomba H (!) e le aree
dell'esplosione erano grandi come l'intera Africa.
Il 23 marzo 1989,
l'asteroide 4581 Asclepius di tipo Apollo (1989 FC) mancò la Terra
di 700.000 km, passando nell'esatto punto dove era la Terra solo 6
ore prima. Se si fosse scontrato avrebbe creato la più grande
esplosione della storia.
 |
Il giorno 6 Ottobre 2008 la
Terra è stata colpita da un asteroide chiamato 2008 TC3, dal diametro
di soli 5 metri (un grosso masso).
L’asteroide ha impattato nell'atmosfera a 37 Km di altezza sopra il
deserto del Sudan generando una potenza esplosiva di ben 2
kilotoni.
Piccole collisioni, come questa, avvengono circa ogni due-tre mesi ma sono,
per fortuna, assorbite
dall'atmosfera terrestre che incendia e vaporizza tali piccoli oggetti.
Nella figura a sinistra potete osservare la scia di TC3
durante l'ultima fase della sua caduta. L'oggetto è
penetrato in atmosfera terrestre alla terrificante velocità
di 12.4 Km/sec (44.600 Km/ora !). L'astronomo P. Janninksen
insieme ai suoi studenti ne hanno raccolto alcuni pezzi di
cui il più grande pesava intorno ai 300 gr. |
Ora: in solo 100 anni
abbiamo assisto a due impatti cometari nel sistema solare di cui uno
sulla Terra, un asteroide ci ha sfiorato, due grandi comete come la Halley e la Hale Boop sono passate vicino alla
Terra e molte altre
minori
ne abbiamo viste. Il sistema solare è pieno di milioni di asteroidi
vaganti che risiedono sia nella fascia di Kuiper sia nella più
distante nube di Oort. Non è dunque da rivedere quella stima dei 30.000
anni?
Che cosa stiamo facendo per intercettare tali oggetti?
E ancora: una volta intercettati quali possibilità abbiamo di
fermarli? Risposta: quasi nessuna! La NASA aveva iniziato la la mappatura
di alcune zone di cielo con il grande progetto Space-Survey ma ha visto
tagliati i fondi dal governo Bush. Oggi esiste solo il Near Earth
Object della NASA che si basa su una rete di telescopi diretti da un
programma software (Clomon 2) sviluppato da un matematico italiano:
Andrea Milani Comparetti della Università di Pisa. Tale rete di
sorveglianza però non si estende sull'intero pianeta e comunque non
abbiamo sistemi di intercettazione (testate nucleari orbitanti su
satelliti), in grado di intercettare e fermare l'oggetto in
collisione. TC3 ad esempio è stato avvistato 19 ore prima
dell'impatto e dopo non si è potuto fare altro che "guardarlo"
mentre cadeva. Il prof. Richard Crowther, facente parte di una
commissione ONU per la sicurezza e leader della Association of Space
Explorer (Ase) afferma:
"La comunita'
internazionale deve cooperare per prepararsi ad affrontare
l'eventuale minaccia dell'impatto di un asteroide sulla terra."
La prima grande emergenza potrebbe verificarsi entro 20
anni quando l'asteroide Apophis (320 metri) passerà vicino alla
terra con un probabilità di collisione di uno su 45.000 e al momento
non abbiamo nessuna soluzione per evitare impatti di questo tipo né
sistemi di intercettazione davvero precisi che facciano uso di
triangolazioni tra satelliti per la determinazione di una precisa
traiettoria. Nick Bostrom afferma al riguardo:
"E’
triste che l'umanità nel suo insieme non abbia investito anche solo un
paio di milioni di dollari per migliorare le sue idee su come meglio
poter garantire la propria sopravvivenza."
Certamente ha
ragione, e forse oltre che triste è anche molto pericoloso! Dal punto di vista del
rischio esistenziale un impatto con un asteroide di diametro
superiore ai 50 Km sulla superficie terrestre sarebbe devastante e,
oltre alla distruzione della zona d'impatto, provocherebbe onde alte
300 metri che devasterebbero le coste e soprattutto un inverno
nucleare che potrebbe durare dieci anni, con identiche conseguenze
di quello di una guerra atomica su larga scala. Per questo ho assegnato a questo
evento un grado di distruttività del 90% C'è tuttavia una bassa
possibilità (1% nel peggiore dei casi) che un asteroide di diametro
superiore al kilometro impatti entro i prossimi 100 anni,
ma resta il fatto che dovremmo impegnarci di più nelle tecniche di
intercettazione e nel pianificare le necessarie contromisure.
Ipotesi
(C) - Nascita di una
super-intelligenza artificiale con intenti distruttivi
Potrà sembrare strano
che a questa ipotesi nella tabella venga assegnato non solo un
alto grado di possibilità di verificarsi (50%) ma anche un grado
di distruttività molto elevato (90%), pari a quello di un impatto
asteroidale. Di cosa si tratta? Perché ci sarebbe tutto questo
pericolo?

Nel Film
"Terminator" di James Cameron, interpretato da Arnold
Schwarzenegger, una intelligenza artificiale (Skynet) nata
da network di computer militari, nell'anno 2023, dopo aver
preso il controllo delle macchine della Cyberdine Corporation
e delle infrastruture militari del pianeta, programma una strage sistematica del genere
umano. |
Va innanzitutto spiegato
che esistono due forme di intelligenza artificiale, quella "debole"
e quella "forte". La prima forma può essere identificata in un
computer che gioca a scacchi o in un robot, del tipo di quelli inviati dalla
NASA su Marte, che è in grado autonomamente di muoversi, scattare
foto e raccogliere campioni. Per ottenere queste prestazioni questi
"automi" sono dotati di un computer pre-programmato dall'uomo. Resta
il fatto che però tale automa non può sfuggire dalla sua
programmazione di base e quindi il computer che gioca a scacchi può
fare solo quello, il computer che fa raccogliere sassi e scattare
foto al robot non può e non sa fare altro. Questi automi non si
rendono quindi conto del mondo che li circonda, in altre parole non
hanno coscienza di sé.
Nonostante 50 anni di ricerca nel campo della intelligenza
artificiale e l'innovazione dei software adattivi basati sulle reti
neurali non si è ancora riusciti a costruire, alla data attuale, un
computer in grado di pensare. Per far si che un computer possa
divenire "pensante" esso dovrebbe superare il cosidetto Test di
Turing ossia un test per cui un essere umano ed un computer sono
chiusi in una stanza mentre in un'altra stanza, isolata dalla prima,
si trova un altro essere umano. Se, dopo una lunga serie di domande
poste da quest'ultimo al computer e all'altro uomo, su argomenti
scientifici, filosofici e di qualsiasi altro genere, esso non
riuscisse a distinguere l'uomo dalla macchina allora il Test di
Turing sarebbe stato superato. In questo caso ci troveremmo di
fronte ad una macchina ad intelligenza artificiale "forte", in grado
di percepire se stessa come un "io" dotato di autocoscienza,
interrogare il mondo e migliorare progressivamente il suo grado
culturale.
Nick Bostrom afferma:
«Le questioni etiche
legate alla possibile futura creazione di macchine con generali
capacità intellettuali che sorpassino quelle degli esseri umani sono
ben distinte da qualsiasi problema etico derivante dagli attuali
sistemi di automazione e di informazione. Tali superintelligenze non
sarebbero solo un altro sviluppo tecnologico; sarebbero la più
importante invenzione mai fatta, e porterebbero a un progresso
esplosivo in tutti i campi scientifici e tecnologici, poiché la
superintelligenza condurrebbe ricerche con efficienza sovrumana.
[...]
Da allora in poi la superintelligenza può diventare una forza
inarrestabile a causa della sua superiorità intellettuale e delle
tecnologie che potrebbe sviluppare, è fondamentale che sia dotata di
motivazioni più amichevoli verso l’essere umano.»
Già. Ma
non essendo essa un computer pre-programmato come potrebbe il suo
costruttore dotarla di motivazioni amichevoli in partenza?
Probabilmente non potrebbe. Non solo, una I.A. "forte" potrebbe
venire alla luce in modo autonomo in una architettura hardware di
nuova generazione senza che ci sia stata la volontà di alcuno di
realizzarla. Continua Bostrom:
«La
Superintelligenza potrebbe essere l’ultima invenzione che gli uomini
hanno bisogno di realizzare. Data una superiorità intellettuale
della superintelligenza, essa sarebbe di gran lunga migliore nella
ricerca scientifica e nello sviluppo tecnologico più di qualsiasi
uomo, e forse anche meglio di tutti gli uomini presi insieme. Un’
immediata conseguenza di questo fatto è che: Il progresso
tecnologico, in tutti gli altri campi sarà super-accelerato con
l’arrivo dell’intelligenza artificiale avanzata.
È probabile che
qualsiasi tecnologia che attualmente siamo in grado di prevedere
sarà rapidamente sviluppata dalla prima superintelligenza, senza
dubbio insieme a molte altre tecnologie di cui siamo ancora incapaci
a sviluppare. La Superintelligenza porterà a più avanzate
superintelligenze. Dato che le intelligenze artificiali sono
software, queste possono facilmente e rapidamente essere clonate
fino a quando vi è l’hardware disponibile per memorizzarle.»
La nascita di una
superintelligenza artificiale, ovvero una I.A. di tipo "forte" è
vista da Ray Kurzweil come una Singolarità Tecnologica, ossia
un punto Omega ove la capacità di avanzamento tecnologico "esplode"
verso obiettivi non concepibili attualmente da nessuna mente umana.
Ma perchè una intelligenza artificiale, superiore ed autonoma,
dovrebbe venire alla luce? Potrebbe anche non accadere... A tale
scopo sentiamo Kurzweil:
«...abbiamo
bisogno di circa 10^16 calcoli al secondo (cas) per ottenere
informaticamente un equivalente funzionale di tutte le regioni del
cervello umano. Si noti che alcune stime sono più basse di questa di
un fattore di 100. I supercomputer sono già a 100 trilioni (10^14)
di cas e raggiungeranno i 10^16 cas verso la fine di questa decade. Parecchi supercomputer con un quadrilione di cas sono già in fase di
progetto, con due gruppi giapponesi che mirano ai 10 quadrilioni per
la fine di questo decennio.
Entro il 2020, dieci quadrilioni di cas
saranno disponibili a circa 1.000 dollari. La realizzazione dei
requisiti hardware era controversa quando il mio ultimo libro su
questo soggetto, The Age of Spiritual Machines, fu pubblicato nel
1999, ma è ormai il consenso fra gli osservatori bene informati. Ora
la polemica si concentra sugli algoritmi. Per capire i principii
dell'intelligenza umana dovremo ricorrere al reverse-engineering
(ingegneria inversa) del cervello umano. In questo campo, il
progresso è ben maggiore di quanto si pensi. La risoluzione spaziale
e temporale delle tecniche di scanning del cervello sta progredendo
ad un tasso esponenziale, raddoppiando approssimativamente ogni
anno, come la maggior parte di tutto ciò che ha a che fare con
l'informatica. Recentemente, gli scanner sono riusciti a rendere
visibili i diversi collegamenti interneuronali, permettendone la
osservazione del funzionamento in tempo reale. Già abbiamo modelli e
simulazioni matematiche di un paio di dozzine di regioni del
cervello, compreso il cervelletto, il quale contiene più della metà
dei neuroni nel cervello.»
Queste ipotesi si basano
sulla cosiddetta "Legge di Moore", (altro esempio di
previsione azzeccata da uno scienziato) che riuscì, nel lontano
1965, a prevedere che i fattori di
miniaturizzazione tecnologica dei componenti dei computer sarebbero
stati in
grado di tradursi in un raddoppio della potenza di elaborazione per
ogni anno che passa, a parità di costo dei componenti stessi. Tuttavia Kurzweil pensa che tali super I.A., in
qualche modo si dimostreranno "amichevoli" nei confronti dei loro
creatori, migliorando il nostro mondo e dandoci la possibilità di
evolvere parallelamente a loro. Parallelamente cosa vuol dire? Vuol
dire che, chi lo vorrà, dati i mezzi ipertecnologici che esse
creeranno, potrà scaricare la sua mente in un elaboratore elettronico
di nuova generazione opportunamente progettato. Questa operazione è
denominata Mind Uploading ed invero il primo a pensarla fu lo
scrittore/scienziato Arthur C. Clark, autore del mitico 2001 Odissea
nello Spazio, una delle prime opere di fantascienza ove si parla di
un computer pensante: Hal 9000.
C'è però chi la pensa
diversamente, Bill Joy, in un suo famoso memoriale (alquanto
allarmistico) pubblicato sulla rivista Wired
afferma:
«Le
specie biologiche quasi mai sopravvivono allo scontro con un
competitore superiore. Dieci milioni di anni fa, il sud e il Nord
America erano separati da uno sprofondato istmo di Panama. Il Sud
America, come oggi l'Australia, era popolata da mammiferi
marsupiali, compresi marsupiali equivalenti di ratti, cervi e tigri.
Quando l'istmo che connetteva Nord e Sud America sorse, ci sono
voluti solamente poche migliaia di anni affinché le specie
placentali, con metabolismi, sistemi riproduttivi e nervosi di poco
più efficaci, destituissero ed eliminassero quasi tutti i marsupiali
del sud.
In un mercato completamente libero, robot dotati di intelligenza
superiore sicuramente colpirebbero gli umani come i placentali Nord
Americani colpirono i marsupiali Sud Americani (e come gli umani
hanno colpito innumerevoli specie). Le industrie robotiche
entrerebbero in competizione tra di loro fortemente per interesse,
energia e spazio, incidentalmente portando il loro prezzo oltre le
possibilità umane. Incapaci di permettersi tali necessità della
vita, gli umani biologici sarebbero scacciati via dall'esistenza.»
E' una prospettiva
abbastanza terrificante... C'è chi può pensare che un essere umano
non è stupido come un canguro e che quindi lotterebbe per mantenere
il suo vertice della scala biologica. Però devo qui ricordare che
solo 10.000 anni fa esistevano due sottospecie di homo sapiens, il
"sapiens sapiens" e il "sapiens neanderthalensis". Quest'ultimo, che
pure aveva la capacità di comunicare, di costruire utensili evoluti
ed una dimensione cerebrale paragonabile alla nostra si è estinto
nella competizione territoriale con il suo diretto antagonista. Eppure i neanderthal avevano il 99.8% di geni in comune con noi, e il fatto
che siano scomparsi non è affatto rassicurante per il nostro futuro.
Un altro esempio concreto e più recente può essere quello delle
civiltà nord e sud-americane come i Maya e gli indiani d'America,
sterminati dai colonizzatori europei tra il 1550 e il 1600 d.c.
poiché ritenuti retrogradi e incivili. In realtà di retrogrado
avevano solo gli armamenti meno sviluppati dato che da un punto
vista culturale i Maya produssero costruzioni e conoscenze
astronomiche anche superiori a quelle degli europei.
La dizione "Singolarità
Tecnologica" fu coniata nel 1993 dal matematico Vernor Vinge che in
seguito disse di questo evento che lo riteneva possibile entro il
2030 e aggiunse poi:
« entro trent'anni,
avremo i mezzi tecnologici per creare una intelligenza superumana.
Poco dopo, l'era degli esseri umani finirà... ».
Un altro problema che
induce a pensare che una super-intelligenza artificiale potrebbe
venire alla luce con intenti ostili, o maturarli dopo un certo
periodo che gli occorre a prendere una completa autocoscienza, è
purtroppo il fatto che le ricerche più all'avanguardia in questo
settore sono condotte in ambito militare. Qui si producono infatti
sofisticate Intelligenze Artificiali con il solo intento di raggiungere un grado di sterminio preciso
ed assoluto del nemico attraverso miniaerei e minibot intelligenti e
e lo testimonia
questo video proposto da Estropico.com. Certamente si tratta
(per fortuna) di I.A. di tipo debole.
|

Fantascienza?
Affatto. Eccole qui le attuali macchine ad
intelligenza artificiale. A sinistra vediamo dei Bot
incursori, capaci di stanare il nemico autonomamente ed
aprire il fuoco. Al centro vediamo un miniBot mosca in grado
di spiare posizioni nemiche, potrebbe contenere anche
microcariche esplosive. A destra infine un aereo senza
pilota, guidato da una Intelligenza Artificiale che gli
permette sia operazioni di ricognizione con scatto di foto e
sia di lancio di un missile su un obiettivo nemico. |
Se mai venisse alla luce
una intelligenza artificiale "forte" autonoma come si potrebbe metterla in
condizioni di svilupparsi armoniosamente col genere umano evitando
che si riproduca in modo incontrollato e metta in atto atteggiamenti ostili? Su questo argomento è stato scritto un lungo
articolo che propone una possibile
soluzione.
Ipotesi (D): Realizzazione di Bot autoreplicanti prodotti da nanotecnologia avanzata
Nel 1986 il mondo
scientifico rimase attonito all'uscita di un libro intitolato "Engine
of Creation" (motori di creazione), scritto dal ricercatore Eric
Drexler il quale ipotizzò la manipolazione della materia a livello
molecolare ed atomico al fine di creare delle nanomacchine che
potessero avere delle caratteristiche simili a quelle delle cellule
viventi, prima fra tutte la capacità di riprodursi autonomamente.

A
sinistra vediamo un dispositivo nanotecnologico (nanoBot) in
grado di sostituire un globulo bianco alla ricerca di
batteri e virus nocivi nell'organismo. Al centro dei nanoBot
piastrina e a destra un nanoBot in grado di recarsi in sedi
periferiche attraverso il flusso sanguigno ed elargire
medicinali. Si tratta ovviamente di progetti non ancora
realizzati. |
Drexler coniò il termine
"nanotecnologia" proprio per descrivere una nuova branca della
scienza che avrebbe avuto delle ricadute in molteplici indirizzi di
ricerca, tra cui: biologia molecolare, chimica, scienza dei
materiali, fisica, ingegneria meccanica, ingegneria chimica ed
elettronica. Il suffisso "nano" sta ad indicare che il campo di
studi e di progettazione è circoscritto nell'ambito del nano-metro
(millesimo di millimetro). La nanotecnologia si esplica in due
forme:
-
bottom-up: i
materiali e i dispositivi sono realizzati partendo da componenti
molecolari che si auto-assemblano tramite legami chimici,
sfruttando principi di riconoscimento molecolare (chimica
supramolecolare);
-
top-down: i
dispositivi sono fabbricati da materiali macroscopici attraverso
un attento controllo dei processi di miniaturizzazione a livello
atomico.
Alcune strutture
nanotecnologiche sono già state effettivamente realizzate, un motore
nanomolecolare (che andrà a far muovere nanomacchine) chiamato "rotaxane"
dal prof. David Leigh presso la univ. di Edimburgo ed un progetto
simile in Italia (Univ. Bologna) denominato "sunny" capace di girare
a 60.000 giri/min, composto da una molecola filiforme di circa 6
nanometri, che funziona da asse di scorrimento per una molecola
circolare del diametro di 1,3 nanometri. Nuove strutture sono in
fase realizzativa come il "neuronano" (Univ. Trieste), progetto che
tenta di integrare nanotubi di carbonio con la tecnologia di un
sistema a multielettrodi per sviluppare una nuova generazione di
biochips in grado di riparare i tessuti danneggiati del sistema
nervoso centrale.
La nanotecnologia è già
oggi utilizzata nella fabbricazione di pannelli solari, finestre
autopulenti, tessuti antimacchia e, soprattutto, processori per
computer: i microchip di silicio che sono alla base dei computer
devono essere sempre più piccoli e veloci, ma hanno dei limiti
strutturali a causa dei quali non si potrà scendere sotto i 100
nanometri. Grandi aziende informatiche, come Ibm o Hp, si sono già
lanciate nella ricerca di nuove soluzioni per continuare sulla via
della miniaturizzazione. Si sono già sperimentati circuiti e
transistor di pochi nanometri, fatti con molecole organiche tratte
dal Dna o da proteine, e si pensa di utilizzare anche i nanotubi. Un
computer nanotecnologico potrebbe essere milioni di volte più veloce
di uno attuale e soprattutto consumare modestissime quantità di
energia. Proprio dalla realizzazione di un super-elaboratore di
questo tipo si suppone possa venire alla luce una super-intelligenza
artificiale.
Sembrano tutte cose positive... ma allora dove sarebbe
il pericolo della nanotecnologia? Ce lo dice lo stesso Drexler:
«Piante
artificiali nanotecnologiche con "foglie" non più efficienti delle odierne celle
solari potranno adeguatamente competere con piante reali, affollando
la biosfera di un immangiabile fogliame. Batteri nanotecnologici
resistenti ed onnivori potrebbero competere nell'ambiente contro
batteri reali: essi potrebbero diffondersi come soffi di polline,
replicarsi rapidamente, e ridurre la biosfera in polvere nell'arco
di giorni. Replicatori pericolosi potrebbero facilmente essere
troppo resistenti, troppo piccoli, e di diffusione troppo rapida
perché li si possa arrestare - per lo meno se non ci prepareremo in
alcun modo. [...] Questa minaccia è divenuta nota come il problema
del "gray goo" (melassa grigia).»
|

Piante
artificiali create dalla nanotecnologia o batteri
artificiali autoreplicanti sarebbero in grado di sfruttare
l'energia solare e le risorse energetiche disponibili
(minerali od organiche) con un grado di efficienza molto più
alto degli organismi viventi naturali. Così facendo essi
riuscirebbero a replicarsi in modo incontrollato
colonizzando in pochi mesi ogni angolo del pianeta, fino a
quando trovino risorse utili ed energia. Questo scenario è
chiamato Grey Goo (melassa grigia) e sarebbe mortale per
l'ecosistema naturale e quindi per l'uomo. |
e ancora:
«La
minaccia della tecnologia avanzata in mano ai governi, rende
perfettamente chiara una cosa: non possiamo permetterci di avere uno
stato oppressivo che ci guidi fino all'avvento dei prossimi passi
avanti tecnologici. I problemi di base che ho fini qui delineato
sono ovvi: nel futuro, come nel passato, le nuove tecnologie
tenderanno di per se stesse verso utilizzi accidentali o abusivi.
Poiché i replicatori e le macchine pensanti ci doteranno di nuovi
grandi poteri, il potenziale per incidenti ed abusi crescerà nella
stessa misura. Queste possibilità pongono una minaccia autentica
alle nostre vite.»
E Bill Joy aggiunge che
le tecnologie (comprese quelle militari) derivanti dalla
nanotecnologia avanzata sarebbero disponibili a costi estremamente bassi e
quindi realizzabili da chiunque potesse attrezzare un minimo
laboratorio. Cosa che non avveniva con le armi di distruzione di
massa tradizionali (es. bombe atomiche o ordigni chimici) in quanto
realizzabili esclusivamente sotto enormi budget di spesa e sotto un
know-how tecnologico altamente specializzato.
Attualmente Drexler
sembra avere fatto una parziale marcia indietro affermando che
possibilità di controllo sulla nanotecnologia possono essere messe
in atto in modo da contenere il problema dei nanoBot autoreplicanti.
Il premio nobel E. Smalley ha addirittura dichiarato che la
nanotecnologia è impossibile dato che i manipolatori non riusciranno
a collocare gli atomi poiché questi saranno troppo piccoli da
manipolare o aderiranno alle "dita" del manipolatore. Ho quindi
assegnato a questo evento una possibilità di realizzarsi del 50% ed
un grado di distruttività del 75% in quanto è sempre possibile che
la replicazione incontrollata, se avvenisse, potrebbe essere
arrestata da un successivo tipo di nanoBot creato ad hoc.
Ipotesi (E):
Un esperimento
di fisica delle alte energie in un acceleratore di
particelle
E' ben nota la polemica che interessò TV e
giornali di tutto il mondo a seguito della attivazione del Large
Hidron Collider avvenuta in Settembre 2008. Gli scienziati Walter
Wagner e Luis Sancho, nel marzo 2008 citarono addirittura in
giudizio presso una corte delle Hawaii il CERN, il Fermilab di
Chicago e il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti che hanno
partecipato alla costruzione dell'acceleratore nel tentativo di
impedire l'entrata in funzione del LHC, persero però la causa. In
seguito nel settembre 2008 altri catastrofisti si sono rivolti alla
Corte Europea dei diritti dell'uomo per fermare l'esperimento in
quanto esso potrebbe causare la fine del mondo. Anche questa seconda
richiesta fu respinta.
 |
 |
Il mastodontico super-acceleratore è stato
costruito all'interno di un tunnel sotterraneo lungo ben 27 km
situato al confine tra la Francia e la Svizzera, in una regione
compresa tra l'aeroporto di Ginevra e i monti Giura. Tale tunnel si
trova ad una profondità media di 100 metri. Il suo scopo è di
tentare di riprodurre le altissime energie che si sono verificate
nelle fasi iniziali del Big Bang che ha creato l'universo, per
cercare l'origine della massa nella materia (che si concretizzerebbe
con la scoperta del bosone di Higgs) e per spiegare l'asimmetria tra
materia e antimateria nell'universo. Per ottenere questo LHC è in
grado di accelerare protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della
velocità della luce e farli successivamente scontrare, raggiungendo
un'energia, nel centro di massa, di 14 teraelettronvolt. Un livello
di energia simile non era mai stato raggiunto in laboratorio.
Ma come potrebbe un nuovo super-acceleratore di
particelle produrre un rischio esistenziale? Le risposte sono
sostanzialmente tre:
-
Potrebbe creare un buco nero
stabile
-
Potrebbe creare materia
strana, composta da quark strangelet, che convertirebbe la
materia ordinaria
-
Potrebbe creare monopoli
magnetici che potrebbero catalizzare il decadimento dei protoni
-
Potrebbe creare materia
oscura
-
Potrebbe creare energia oscura
Punto (1)
- I sostenitori del progetto LHC affermano che è noto da tempo che la
Terra viene costantemente colpita da raggi cosmici di energia anche
enormemente superiore a quella dei fasci di LHC, senza che ciò causi
alcun danno. Inoltre, se pure venissero prodotti mini buchi neri,
essi evaporerebbero immediatamente per via della radiazione di
Hawking e quindi sarebbero innocui.
Però i raggi
cosmici di energia più alta con particelle stazionarie hanno
velocità di collisione minore rispetto a quella della luce, e tutte
le particelle che si creano vengono spedite senza conseguenze nello
spazio. Negli acceleratori di particelle invece le collisioni
avvengono a una velocità doppia rispetto a quella della luce e sono
progettate per concentrare tutta l'energia in un solo punto spaziale
e si possono dunque creare delle particelle che potrebbero essere
catturate dalla gravità terrestre. Il fisico nucleare Walter Wagner
ha ipotizzato:
«
Un mini buco nero creato in laboratorio è
considerevolmente differente da uno creato dai raggi cosmici ad alta
energia che colpiscono la Terra. Se i raggi cosmici producono
veramente mini buchi neri, come sostengono alcune teorie,
viaggerebbero a una velocità relativa alla Terra molto alta (0,9999
c) e, come un neutrino, attraverserebbero la Terra in circa 0,25
secondi senza interagire con la materia; o al massimo se
interagissero comunque inghiottirebbero al massimo qualche quark a
un ritmo molto lento. Al contrario un mini buco nero creato nell'LHC
sarebbe relativamente a riposo, e ci sarebbe una probabilità su 10^5
che non raggiunga la velocità di fuga terrestre; nel caso la
velocità del minibuco nero fosse minore della velocità di fuga della
Terra verrebbe catturato dal campo gravitazionale terrestre e dopo
un po' di tempo interagirebbe lentamente con la materia e
acquisterebbe sempre più massa fino a inghiottire la Terra.
»
Questo a patto
che la "radiazione di Hawking" non esista perché se esistesse allora
il mini buco nero evaporerebbe e non ci sarebbe pericolo. Però per
quanto riguarda la radiazione di Hawking la sua esistenza non è
stata ancora verificata e ci sono almeno tre studi che affermano che
essa potrebbe anche non esistere.
In quest'ultimo
caso un mini buco nero stabile, di dimensioni iniziali pari a 4 x
10^-17 metri ed un peso di 0.02 grammi migrerebbe al centro del
pianeta dopo alcuni anni nei quali avrebbe acquisito la sua massa da
migliaia di mini buchi neri catturati dalla forza gravitazionale
terrestre. Al centro della Terra, la pressione è 3.6 x 10^11 Pascal
ed è generata dalla massa del pianeta che preme sulla nube
elettronica degli atomi del nucleo. Il moto degli elettroni è
responsabile della pressione degenere che controbilancia la
pressione della Terra.
Intorno a un buco nero non c'è una nube elettronica e non c'è una
pressione degenere che controbilanci la pressione di tutta la
materia della Terra. La pressione è uguale a F/S (Forza diviso
Superficie). Se F è costante e la superficie diminuisce la pressione
aumenterà. Qui F è il peso della Terra e questo non cambia. Poiché
la superficie del mini buco nero sarà molto piccola, la pressione sulla sua
superficie sarà approssimativamente 7 x 10^23 Pa. L'alta pressione
in questa regione spingerà tutta la materia in direzione del mini
buco nero, verranno catturati prima gli elettroni e poi i protoni
dei nuclei atomici della materia terrestre.
Alcuni scienziati
affermano che la pressione al centro della terra è normalmente
troppo bassa per avviare questo processo, ma se creiamo un mini buco
nero a bassa velocità che non evapora e se esso precipita al centro
della Terra dove resta a riposo, la pressione al centro della Terra
potrebbe essere sufficiente per innescarne la crescita. Al centro
della Terra, l'alta pressione, l'alta temperatura, la massa in
crescita associati con le forze elettriche e di gauge potrebbero
determinare un processo di accrescimento esponenziale. Un mini buco
nero di 0.02 g a riposo al centro della Terra potrebbe inghiottire
materia a un ritmo che va da 1 g/sec a 5 g/sec, sembra poco ma il
processo potrebbe accrescersi esponenzialmente tanto che lo
scienziato biochimico tedesco Otto Rossler immagina che i mini buchi
neri inghiottiranno la Terra in 50 mesi.
|
Punto (2): i quark strangelet
creati dall'LHC, potrebbero avere stati più stabili che gli stati
legati dei quark "ordinari" (up e down) come accade con i
protoni e i neutroni della materia ordinaria.
Sempre se l'ipotesi di materia strana
è corretta, uno strangelet prodotto in un acceleratore che
incontra della materia ordinaria potrebbe convertire
quest'ultima in materia strana (cioè composta da quark
strange), il che scatenerebbe una reazione a catena che
porterebbe alla conversione di tutta la materia della Terra
in materia strana. |
 |
Punto (3): creazione di monopoli
magnetici; un monopolo magnetico è una ipotetica particella che può
essere descritta come "un magnete con solo un polo". In termini più
tecnici, dovrebbe avere una netta "carica magnetica". Gli interessi
moderni della fisica verso questo concetto provengono dalla Teoria
della grande unificazione e dalla teoria delle superstringhe, che
tentano di predire l'esistenza dei monopoli magnetici.
Nella teoria classica la carica magnetica è antica quanto le
equazioni di Maxwell. Per decenni, i monopoli magnetici sono stati
largamente considerati finzioni teoriche risultanti da certi meri
calcoli matematici. Nel 1931, Paul Dirac suscitò un grande interesse
nella possibilità che i monopoli esistano legandoli ai fenomeni di
quantizzazione della carica elettrica. Da allora sono state svolte
sistematiche ricerche dei monopoli. Esperimenti nel 1975 e 1982
produssero eventi che vennero inizialmente ricondotti ai monopoli
magnetici, ma oggi sono considerati come non conclusivi. Resta
perciò la possibilità che i monopoli non esistano.
Però la Teoria della grande unificazione e la teoria delle
superstringhe, predicono l'esistenza di monopoli nell'universo.
Infatti, Joseph Polchinski, un promettente teorico delle stringhe,
descrive l'esistenza dei monopoli come "una delle scommesse più
sicure che uno possa fare circa la fisica non ancora scoperta". Se
LHC creasse monopoli magnetici essi potrebbe far decadere i protoni
della materia ordinaria, protoni che invece normalmente sono
particelle stabili, quindi potrebbe crearsi una distruzione
intrinseca della materia ordinaria su larga scala.
Punti (4) e (5): creazione di materia o
energia oscura; i cosmologi affermano che solo il 4% della massa
dell'universo sarebbe composta da materia ordinaria, il restante
sarebbe composto da un 74% di energia oscura e da un 22% di materia
oscura. La generazione di questo tipo di materia/energia non si sa
nemmeno come reagirebbe con la materia ordinaria, nemmeno a livello
di ipotesi!
Abbiamo quindi visto che il problema "mini buco
nero" è solo uno dei cinque, e forse il meno probabile, che un acceleratore di particelle
ultrapotente potrebbe creare. Ci troviamo di fronte a teorie non
verificate che affermano che sperimentare in questo modo è "quasi" sicuro ma,
paradossalmente,
per verificare tali teorie bisogna sperimentare. Multinazionali che
hanno speso miliardi di dollari per questo tipo di progetti certo
non si tirano indietro di fronte a qualche dubbio. Ho dato a questo
evento una possibilità di realizzarsi di solo il 5%, però se esso si
dovesse realizzare non vi sarebbe scampo, nemmeno fuggendo su un
altro pianeta del sistema solare, quindi il grado di distruttività è
totale: 100%. Bisogna chiedersi se non è il caso di aspettare ancora
qualche anno, magari realizzando un array di telescopi e
radiotelescopi sulla Luna per approfondire lo studio della materia oscura e dei
limiti dell'universo, piuttosto che andare a verificare con troppa
fretta tramite mega-acceleratori teorie fisiche delle quali potrebbe non
esserci alcun riscontro nella realtà cosi come in passato era stato
ipotizzato un "etere" nello spazio interstellare o il phlogiston
come causa del fuoco.
Va detto che le rassicurazioni degli scienziati
del CERN sono ben fondate. Tuttavia, anche se il grado di pericolo fosse solo di
1/10.000 bisogna tener conto che dall'altra parte c'è la possibilità
di rischio esistenziale, quindi le due domande sono: possiamo vivere
senza il bosone di Higgs? Risposta: Certo! Possiamo morire per il
bosone di Higgs? Risposta: No! Anche perché chi scrive questo
articolo è certo che il bosone di Higgs non verrà mai trovato a
causa delle anomalie proprie della teoria del Big Bang.
Conclusioni
Come si può vedere di teorie scientifiche che
possano abbozzare ipotesi sulla fine della civiltà ve ne sono e sono
consistenti con le leggi fisiche conosciute e gli studi di avanzamento tecnologico
proposti da seri scienziati. Altro che calendari Maya e teschi di
cristallo, abbiamo ben altro di cui preoccuparci!
Il mondo quindi non finirà nel 2012 ed il 21
Dicembre saremo lì ad acquistare i nostri soliti regali di natale,
ma l'iper-accelerazione tecnologica che contraddistinguerà questo
secolo va tenuta sotto stretto controllo. E' come se fossimo saliti
su un autobus che accelera sempre di più, alla fine, se non si
interviene con nuove tecnologie sui freni e sulle gomme, esso
potrebbe uscire di strada. La singolarità tecnologica è prevista tra
il 2025 e il 2035 ma essa potrebbe anche non realizzarsi poiché vi
sono scienziati come Roger Penrose che pensano che la coscienza sia
una forma di pensiero "non algoritmico", quindi non replicabile da
un computer, potente che possa essere. Anche se così fosse
futurologi accreditati come Ian Pearson ritengono che la fine del
mondo avverrà nel 2085 a causa di modifiche estreme all'ecosistema
del pianeta causate dalla nanotecnologia avanzata autoreplicante.
Una possibile soluzione nelle parole di Bill Joy:
« L'unica alternativa
realistica che vedo è un rallentamento: limitare lo sviluppo di
tecnologie che sono troppo pericolose limitando la ricerca in certe
aree della conoscenza. »
Fonti:
