di Max More
(traduzione di David de Biasi - Impaginazione ed immagini a cura di
Ugo Spezza)
Religione,
Euprasofia e Transumanesimo
L'umanità è nelle fasi iniziali di un
periodo di espansione esplosiva della conoscenza, della libertà,
dell'intelligenza, della vita e della saggezza. Tuttavia, la
nostra specie persiste nelle vecchie strutture concettuali e nei
processi che agiscono come un freno sul progresso. Uno dei
peggiori freni è il pensiero religioso. In questo saggio vorrei
mostrare come la religione agisce da forza entropica
contrapponendosi alla nostra promozione della transumanità e al
nostro futuro di postumani. Allo stesso tempo riconoscerò il
ruolo positivo e necessario che le religioni hanno svolto nel
dare senso e struttura alla nostra vita. L'alternativa alla
religione non è un disperato nichilismo, né uno sterile
scientismo, ma il transumanesimo. L’Umanesimo, anche se è un
passo importante nella giusta direzione, contiene molti valori e
idee obsolete. L’Estropianesimo è la principale forma di
transumanesimo che muove al di là dell’umanesimo, concentrandosi
sul nostro futuro evolutivo.
Prima di aprire il dibattito sarà utile
distinguere tra le nozioni di religione, umanesimo,
transumanesimo, postumano, euprasofia ed estropianesimo.
Il nucleo di ogni religione consiste nella
fede e nel culto. Altri elementi tipici per le religioni sono le
credenze nelle forze soprannaturali, le cerimonie, una visione
completa della vita e una teoria morale o regolativa. In genere
le religioni sostengono che esiste un dio o delle divinità che
danno significato alla nostra vita assegnandoci un ruolo in un
grande progetto creato e controllato da forze esterne
soprannaturali. La nostra funzione è limitata ad obbedire e
lodare queste forze o entità. Tuttavia, l'essenza della
religione e gli stili di pensiero religioso si identificano
nella fede e nel culto piuttosto che nella semplice credenza in
un dio. Una euprasofia, un filosofia di vita non-religiosa,
svolge un ruolo memetico simile nel senso che è interessata a
creare o ad aumentare la significatività attraverso un quadro
filosofico. In contrasto con la religione, l’euprasofia è
contraria alla fede, al dogmatismo, all'autoritarismo ideologico
e alla stagnazione.
Il concetto di euprasofia comprende al suo
interno umanesimo, transumanesimo (compreso l’Estropianesimo) e
un futuro possibile postumanesimo. L’Umanesimo è un’euprasofia o
filosofia di vita che rifiuta le divinità, la fede e il culto,
basandosi invece su una visione di valori e significatività
della natura e della potenzialità degli uomini entro un quadro
razionale e scientifico. Il Transumanesimo è una classe di
filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana.
Il Transumanesimo condivide molti elementi dell’umanesimo,
compreso il rispetto per la ragione e la scienza, un impegno per
il progresso e una valorizzazione dell’umana (o transumana)
esistenza in questa vita piuttosto che in qualche "aldilà"
soprannaturale. Il Transumanesimo differisce dall’umanesimo nel
riconoscere e anticipare i cambiamenti radicali della natura e
le possibilità della nostra vita derivanti da varie scienze e
tecnologie, come le neuroscienze, la neurofarmacologia,
l’estensione della vita, le nanotecnologie, l’intelligenza
artificiale, la colonizzazione dello spazio e si combina con una
filosofia e un sistema di valori.
Infine, l’Estropianesimo è la prima versione del transumanesimo.
Mentre tutti i transumanisti in quanto tali sarebbero d'accordo
su molti obiettivi generali, alcuni possono differire rispetto
ai principi che riguardano una fase postumana. La filosofia
dell’Estropianesimo afferma i valori di espansione illimitata,
auto-trasformazione, ottimismo dinamico, tecnologia intelligente
e ordine spontaneo.
Perché la
Religione persiste?
Molte persone trovano imbarazzante e
frustrante che la religione persista nonostante enormi progressi
nella comprensione scientifica. Al fine di vedere il motivo per
cui questo è avvenuto e che cosa riserva il futuro per la
religione abbiamo bisogno di determinare le cause della
religione. Suggerisco che ci sono quattro cause fondamentali: La
religione è (a) un sistema pre-scientifico di spiegazione e di
tecnologia; (b) una fonte di significato, direzione ed
espressione emotiva nella vita; (c) un mezzo di controllo
sociale; (d ) un mezzo per far fronte alle incertezze e alla
morte. Vorrei commentare (c) e (d), brevemente, poi vorrei
soffermarmi su (a) e (b).
CONTROLLO SOCIALE: intendere la religione
come una forma di controllo sociale e di dominio probabilmente
ha poco valore come spiegazione della sua origine dato che il
credo religioso doveva essere esistito prima che potesse essere
utilizzato a tal fine. Ma è plausibile pensare che la religione
è stata promossa e sviluppata da sacerdoti e da autorità statali
al fine di consolidare il proprio potere sui loro sudditi. Se
riuscite a convincere la gente che la vostra autorità deriva da
Dio o dalla divinità vi troverete in una posizione più forte di
una semplice autorità laica. Ciò è dimostrato dal record storico
di autorità statale e autorità religiosa tenute dalla stessa
persona, questo è ancora vero in molte culture meno sviluppate,
come quella iraniana. La forza entropica della religione e la
forza statale si sono sinergicamente rafforzati l'un l'altro.
Per esempio, “il diritto divino dei re” significava che il Re
non poteva fare ingiustizie nel diritto (o nella morale) [in
quanto consacrato da Dio n.d.t.]. L'attuale politica di immunità
dei governanti nell’esercizio delle loro funzioni è derivata da
questo principio.
Marx e Engels presero in considerazione essenzialmente questo
punto. Hanno visto la religione in quanto parte di una ideologia
che razionalizzava la posizione della classe dirigente,
insegnando ai cittadini la virtù della mitezza, dell'umiltà,
dell'obbedienza, della non-resistenza e della non-vendetta. I
due filosofi hanno visto ciò come inevitabile fino a quando le
condizioni sociali derivanti dall'alienazione e dall’infelicità
fossero cambiate, rendendo inutile la religione come "oppio del
popolo". C’è una certa verità in questo punto di vista che però
ignora la natura radicale e distruttiva di alcuni movimenti
religiosi e sottovaluta il ruolo che le religioni hanno talvolta
svolto nel minare il potere statale. La religione è stata
talvolta un’autorità rivale piuttosto che una collaboratrice
dello stato.
RAPPORTI CON L’INCERTEZZA E LA MORTE: Uno
dei grandi compiti davanti a noi, come transumanisti, è
riprogettare la nostra coscienza per farla finita con il potente
desiderio di certezza dogmatica. La maggior parte delle persone
sentono che non possono sopportare di avere torto. Esse temono
un futuro sconosciuto. Rinunciano facilmente all’indipendenza
intellettuale ed emotiva in favore della fede a un'altro essere,
sia esso umano o soprannaturale. Gli esseri umani sono spinti
anche al conforto del dogma religioso dalla terribile realtà
della morte. Alcuni transumanisti si aspettano che la religione
automaticamente declini con l’accelerazione del progresso
tecnologico. Purtroppo, anche con la tecnologia che accelera e
la società che cambia, più grande è l’incertezza nella vita
delle persone più grande è l’appello della religione in tutte le
sue forme. (Qui la presa in consegna della religione da parte
del nazionalsocialismo e del comunismo, a volte con grandi
sconvolgimenti). Il progresso scientifico e tecnologico da solo
non abolirà il pensiero religioso. Le filosofie transumaniste,
soprattutto le filosofie immortaliste come l’estropianesimo
saranno fondamentali per il progresso intellettuale ed emotivo.
SPIEGAZIONE E TECNOLOGIA: Gli esseri umani
(e transumani) sono contrassegnati da un desiderio persistente
di capire e controllare il loro ambiente e la loro esperienza.
Prima dello sviluppo del metodo scientifico, della logica
deduttiva e induttiva, della teoria dei giochi, dei sofisticati
principi epistemici e così via, l'uomo ha fatto ricorso alla
spiegazione causale e superficiale basata sull’osservazione di
fenomeni comuni e alla spiegazione teistica di eventi insoliti.
Le Divinità sono state invocate per spiegare fenomeni insoliti o
distruttivi cercando di fornire un modello di conforto alle
incertezze e agli eventi incontrollabili della vita. Tempeste,
alluvioni, tornado, terremoti, epidemie e la follia non possono
essere tollerate senza alcune convinzioni sulla loro causa. In
mancanza di una spiegazione scientifica era quasi inevitabile
una spiegazione religiosa teistica.
Insieme con tentativi pre-scientifici di comprensione ci fu
anche uno grezzo tentativo di tecnologia. Una tensione è
evidente qui: da un lato le religioni hanno spesso dichiarato
che gli eventi sono determinati da un disegno divino e così
hanno sostenuto che il tentativo di cambiare le cose era inutile
(questo è comune nelle religioni orientali, come pure nelle
altre religioni che contemplano la predestinazione). D'altro
canto, le religioni hanno offerto alcuni mezzi limitati e
accuratamente circoscritti per cambiare il controllo degli
eventi, ad es. tramite la preghiera, il rito, la magia. Il
risultato complessivo è stato entropico e anti-progressista,
poiché la “tecnologia religiosa” è inefficace (con l'eccezione
di occasionali effetti psicosomatici).
Il ruolo della religione nel fornire spiegazioni comunque povere
della vita umana e dell'ambiente ha ceduto nel tempo alle
risorse superiori della scienza empirica. La scienza è stata in
grado di spiegare l'enorme varietà di fenomeni, sia comuni che
inusuali. Le proteste dei teisti sul fatto che la scienza non ha
e non può dare una spiegazione riguardo a l'origine della vita,
l’origine del cosmo o la natura della coscienza sono sempre più
ridicole come si continua ad imparare e scoprire.
L'obiezione a questo punto di vista dell’origine e della forza
della religione è che non è chiaro il motivo per cui la
religione è persistente e crescente, anche per quanto i trionfi
scientifici abbondino. Questa obiezione però cade in due errori.
In primo luogo, per quanto mi risulti, vi sono altri motivi per
sostenere che la religione non dipenda interamente o
strettamente dallo sviluppo scientifico. In secondo luogo, la
forza e l'apparente rinascita della religione è, a mio avviso,
una illusione generata da una prospettiva limitata. Certo, la
religione non è in declino rapido, ed assume continuamente nuove
forme (ad esempio, la mistica New Age), ma visto in un arco di
decenni e secoli il trend è abbastanza chiaro. Nel tardo XX
secolo la religione è molto meno potente della religione nel
Medioevo. In passato la religione ha dominato tutti gli aspetti
della vita e l'idea di una separazione della Chiesa e dello
Stato sarebbe stata considerata incomprensibile e malvagia.
L'illusione è forte in Nord America, dove le TV evangeliste
hanno beneficiato dei moderni mezzi di esposizione. Un profilo
più alto e più forte non significa necessariamente che la
religione è in realtà più potente. Gli europei vedono il declino
della religione in modo più chiaro. Il numero di persone che
frequentano le chiese, e la forza della convinzione religiosa
sono diminuiti drasticamente. E 'un fatto noto che una
percentuale elevata degli stessi sacerdoti e ministri hanno
scarse o inesistenti credenze. Siccome la scienza continua a
sostituire la religione nel suo ruolo di spiegazione dei
fenomeni, questo fattore di persistenza della religione si
indebolirà. Tanto importante quanto lo sviluppo della scienza in
un indebolimento della religione è la formazione scientifica
della popolazione che è però estremamente povera nelle nostre
scuole statali monopolizzate e primitive. Sì, come ho osservato
in precedenza, la religione potrebbe persistere indefinitamente
a meno che non si possano diffondere ampiamente prospettive
transumaniste.
EMOZIONE E SIGNIFICATO: per la salute e la
forza psicologica l’uomo ha bisogno di una credenza metafisica
ed esistenziale in grado di dotare la vita di un significato. La
religione svolge un lavoro abbastanza efficace in questo senso,
soprattutto se consideriamo la falsità delle sue dottrine. La
religione è più efficace nel rafforzare le persone deboli
psicologicamente che considerano la vita un fardello: "Hai un
amico in Gesù". Fino a quando si rispettano le regole e il credo
si è premiati, è necessario non essere troppo interessati ad
essere un perdente. La religione opera come un “guscio
filosofico” che ripara i deboli, ma è povera nel promuovere
positivamente l'evoluzione individuale e sociale. Nell’essere
parte di un altro grande progetto uno guadagna l'illusione di
significatività anche se è il tipo di significatività di un
contadino che si sente asservito al feudalesimo.
Fornendo uno strutturato complesso di miti le religioni
aggiungono eccitazione alla vita, forniscono categorie morali
utilizzabili e permettono l'espressione di emozioni uniche per
gli esseri umani, come la gioia metafisica, l'amore per un
principio astratto e l'identificazione con valori profondi al di
fuori di sé. Una delle più avvincenti attrazioni della religione
è la sua capacità di consentire il sentimento e l’espressione di
queste emozioni potenti e trascendenti. Un individuo isolato non
può esprimersi, né attualizzare e né riferirsi a valori così
ampi. Nel “fare entrare lo Spirito Santo" o qualche altro
collegamento a un essere o forza divina, si passa oltre il
confine del proprio io poiché ci si connette a una condizione di
significatività. Questa caratteristica della fede religiosa è
legata al suo ruolo esplicativo in quanto l’essere o le forze
che forniscono la struttura significativa hanno anche importanti
effetti nel creare, sostenere, strutturare e distruggere
l'umanità, il pianeta o l'universo.
Ludwig Feuerbach [filosofo tedesco 1804 -1872 n.d.t.] spiegò
come la religione concepisce "Dio" e gli dèi in termini
antropocentrici. "L’uomo è il mistero della religione in quanto
proietta il suo essere nell’oggettività e poi ancora rende se
stesso un oggetto di questa immagine di sé proiettata”.
Feuerbach caratterizzò Dio come l'auto-coscienza di un uomo
liberato da tutti gli elementi discordanti. Guardare al di là di
noi stessi come siamo è una buona cosa ma esternalizzare i
nostri valori è sia un’alienazione sia un'abdicazione di
responsabilità. Come spiegherò in seguito, il transumanesimo non
si concentra su uno stato esterno di perfezione attuale (come
immaginato da noi con la nostra mente quasi primitiva) ma su un
processo interiorizzato di crescita e di espansione che ci porti
nel futuro.
In quanto strategia (generalmente inconscia) per creare
significatività, la religione è un fallimento. Questo solo in
parte perché si basa su l'ignoranza e il rifiuto della
razionalità e degli elementi di prova. Anche se la realtà
limitasse le entità o le forze che pretendano di esistere,
qualsiasi significato anche lontanamente oggettivo sarebbe
assente. Che tipo di ruolo in un disegno divino potrebbe dotarci
di significato? Se fosse un elemento banale di un disegno non ci
soddisfarrebbe. Noi vogliamo essere vicini al centro del disegno
e svolgere un ruolo importante e positivo. "Se il ruolo cosmico
dell’essere umano è stato quello di fornire una lezione negativa
a qualcun altro ("non agire come loro") o di fornire in modo
obbligato cibo a viaggiatori intergalattici che siano
importanti, ciò non soddisferebbe le nostre aspirazioni. Il
disegno dovrebbe concentrarsi sugli aspetti di noi stessi che
apprezziamo o di cui siamo orgogliosi, e dovrebbe utilizzare
questi in modo da essere collegato ai motivi per cui li
apprezziamo". (R. Nozick). Anche questo non sarebbe sufficiente.
Realizzare il nostro ruolo nel disegno potrebbe richiedere la
nostra complicità volontaria, o ci potrebbe essere imposto. Se è
una nostra scelta, potremmo non avere nessun buon motivo per
collaborare. In entrambi i casi non è chiaro come l’aderire al
disegno potrebbe darci un significato. Anche se ci dasse un
significato potrebbe non essere un bene per noi. Un ulteriore
problema sorge quando ci chiediamo che scopi di significatività
ci dà Dio; rinvio al lettore di Nozick per un racconto sulla
crisi di significatività di Dio.
Religione
come Entropia
L'urgenza del bisogno di sostituire le religioni con altri tipi
di sistemi significativi e incoraggianti è tanto più evidente se
pensiamo all’inerente irrazionalismo della religione e ai suoi
rallentamenti entropici del progresso. Come ho già osservato,
essenziale per la religione è la fede che non significa un
approccio razionale, una decisione pragmatica di adottare una
ipotesi: per fede, nel senso pertinente, si intende un
determinato credo che persiste a fronte della prova contraria.
Come ho sottolineato nel mio "In Lode del Diavolo", l'ostilità
alla ragione può essere esplicita (come in Lutero) o può essere
rivelata solo dopo alcune analisi sulle credenze religiose.
Questo è vero non solo per le religioni tradizionali, come il
cristianesimo e l'Islam, e le loro diramazioni come il
Mormonismo, ma anche per le diverse varianti di misticismo New
Age. Coloro che credono nell’astrologia, nei cristalli, nelle
forze angeliche e negli alieni non sono interessati a prove o
plausibilità.
L'irrazionalità, il rifiuto dei nostri migliori mezzi di
cognizione, è necessariamente pericoloso ed entropico.
L’entropia come perdita di ordine, informazioni ed energia
utilizzabile, è promossa dalla fede. I valori estropici di
aumentare l'intelligenza, la libertà, il divertimento, la
longevità, e l'espansione possono essere conseguiti solo con la
più scrupolosa occupazione della ragione, della scienza, della
logica e del pensiero critico.
Oltre a sovvertire il progresso estropico, la fede irrazionale
della religione incoraggia un atteggiamento di rassegnazione.
Perché prendersi la briga di cercare di migliorare le cose se
agisce "la volontà di Dio" o "Il Piano Cosmico"? Da un lato, i
credenti non possono prendere sul serio il male senza fine: data
l'esistenza di una perfetta bontà e potenza, i cattivi aspetti
della vita devono essere illusori o poco importanti rispetto
all’aldilà. D'altro canto, le convinzioni religiose sono
generalmente accettate a causa del pessimismo della persona, una
visione senza speranza della situazione umana (o della sua
condizione personale). La contraddizione che emerge viene
eliminata quando vediamo che il punto di vista complessivo è una
tragica condizione umana resa sopportabile da un regno di
divinità, di salvezza e di paradiso.
Se la religione offre fede nell'invisibile e nell’inconoscibile,
il transumanesimo incarna il principio estropico di ottimismo
dinamico. A differenza della fede incondizionata in una sfera
superiore che si concede a noi tramite un essere divino,
l’ottimismo dinamico è una motivazione generata internamente a
favore del progresso. E’ un atteggiamento che guarda alle prove,
alle tendenze e alle capacità, ma va al di là di esse (e non
contro di loro) nel fissare obiettivi ispiratori al fine di
darci pieni poteri ad andare avanti, verso l'alto e verso
l'esterno. Afferma (letteralmente!): "Mai dire morire". I nostri
obiettivi e la direzione per il futuro non sono rigidamente
determinati da ciò che pensiamo di sapere adesso, dal momento
che ciò che comprediamo e ciò che possiamo realizzare aumenta
ogni giorno. L’ottimismo dinamico fa pieno uso delle nostre
attuali conoscenze e capacità e ci orienta a muoverci al di là
di esse. L’estropianesimo respinge la cultura comune della
negatività, la messa a fuoco sul negativo, la difesa della
stagnazione e della tradizione e raccomanda un impeto in avanti
verso un futuro radioso.
La lotta estropica per qualcosa di meglio di quello che abbiamo
esiste nella religione in una forma di fantasia irrazionalista,
in cui una superiore esistenza ci è data da una forza divina,
un’esistenza veramente accessibile solo dopo la nostra morte e
il nostro decadimento fisico. Porre il "paradiso" in un altro
regno rimuove da noi la necessità e il punto di assumerci la
responsabilità di trasformare la nostra condizione mediante la
ragione e la tecnologia. A volte il paradiso è posto (forse
temporaneamente) in questo mondo ma sarà concesso da una potenza
divina, e non dai nostri sforzi. La religione dice che non
abbiamo bisogno di cercare l'immortalità fisica attraverso
l’estensione della vita, la biostasi e così via, dal momento che
abbiamo già garantita l’immortalità nell'aldilà. Il concetto
cristiano di salvezza secondo l'atto di Gesù, piuttosto che
attraverso il nostro risarcimento del male e la nostra
auto-trasformazione, può finire allo stesso modo in un azzardo
morale. La religione giustifica il compiacimento e la
stagnazione. Il religioso non ha una risposta alla sfida
estropica posta dallo Zarathustra di Nietzsche: "Io vi insegno
il superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che
avete fatto voi per superarlo?"
Nichilismo
Questi difetti sono facili da dimenticare quando sembra che
l'alternativa sia il nichilismo, una convinzione nell’assenza di
significato e di scopo. La visione nichilista, come precisato da
Peter Atkins sostiene che: "Alla radice vi è solo la corruzione
e l’inarrestabile ondata di caos". Il nichilismo dice che non vi
è verità su come stanno andando le cose, il mondo per esso è
senza valori e senza scopi. Come spiega Hans Kung, il nichilismo
rappresenta se stesso "come la visione nella nullità, nella
contraddittorietà, nell’insensatezza, nell’avalutatività della
realtà."
Non voglio spiegare in dettaglio qui che cosa c'è di sbagliato
nel nichilismo. Sono d'accordo con Nietzsche (nella Volontà di
Potenza) che il nichilismo è solo una fase transitoria,
risultante dalla ripartizione di una errata interpretazione del
mondo. Ora abbiamo molte risorse per lasciare alle spalle il
nichilismo, e affermare invece una prospettiva di valore
positiva (ma in continua evoluzione).
Brevemente, per giustificare l'ipotesi che c’è una verità da
scoprire si richiede solo un razionalismo critico che è un
empirismo pragmatico e fallibilistico ma ottimista. Se ci sono
delle regolarità la nostra migliore strategia per scoprirle è un
empirismo fallibilista ma ottimista.
Una risposta al nichilismo sui valori è più complicata, ma in
sostanza comporta l'osservazione che ci troviamo di fronte a
scelte, alternative e che abbiamo desideri in conflitto che
richiamano a principi etici. Non vi è alcun valore intrinseco
costruito nell'universo. La nostra situazione come esseri
viventi e consapevoli ci richiede di adottare e perfezionare
continuamente i principi etici. I valori razionali devono essere
pratici. I valori pratici sono quelli di favorire la
sopravvivenza e la prosperità di ogni individuo. Dato
l'obiettivo dell’esistenza della realtà, e dell’esistenza della
natura di esseri umani o transumani in ogni punto del tempo, ci
sarà l’obiettivo (non intrinseco) dei valori: quei valori che
sono effettivamente favorevoli alla nostra prosperità.
Transumanesimo: significato di una
trascendenza continua dei limiti
Ora che abbiamo capito le funzioni della religione, possiamo
vedere che un ristretto scientismo non riuscirà a sostituirlo.
Un valore profondamente carico, e in più un sistema (o sistemi)
aperto e critico rimuoverà necessariamente i virulenti memi
religiosi. La crescita dell’umanesimo nel corso dei decenni ha
iniziato questo lavoro ma ora è giunto il momento di utilizzare
l’opzione del transumanesimo, più inclusiva e memeticamente più
attraente.
La filosofia estropica è la più sviluppata forma di
transumanesimo. Essa comprende una vasta prospettiva metafisica
sullo sviluppo, la direzione, l'obiettivo e il valore della vita
e della coscienza. Si va al di là dell’umanesimo guardando
attentamente al futuro col fine di capire meglio le nostre
possibilità. Poichè ci muoviamo avanti nel tempo la comprensione
del nostro immenso potenziale si evolverà, non vi può essere
nessuna filosofia di vita finale, ultima, inalterabile. Il Dogma
non ha posto all’interno del transumanesimo. L’estropianesimo e
gli altri transumanesimi, se si tratta di vere filosofie
futuriste, devono essere flessibili e pronti a riconfigurarsi in
forme più elevate. In compenso ci dovrebbe essere una resistenza
a cambiare solo per un mero interesse della novità: il
transumanesimo, se è esso a guidarci, non può comportare un
pervasivo scetticismo. La verità, una volta trovata ed esposta,
non deve essere gettata velocemente solo per inseguire la
novità.
Il transumanesimo estropico offre una filosofia di vita
ottimista, vitale e dinamica. Noi guardiamo a una vita di
crescita illimitata possibilmente con entusiasmo e con gioia.
Noi cerchiamo di annullare tutte le limitazioni alla vita,
all'intelligenza, alla libertà, alla conoscenza, e alla
felicità. Scienza, tecnologia e ragione devono essere utilizzate
per i nostri valori estropici nell’abolire il più grande male:
la morte. La morte non ferma il progresso di esseri intelligenti
considerati collettivamente, ma cancella i singoli. Nessuna
filosofia di vita può essere davvero soddisfacente se glorifica
il progresso di esseri intelligenti e cionondimeno condanna ogni
singolo a decomporsi nel nulla. Ciascuno di noi cerca la
crescita e la trascendenza delle nostre attuali forme e
limitazioni. L'abolizione della vecchiaia e, infine, di tutte le
cause di morte, è essenziale per qualsiasi filosofia di
ottimismo e di trascendenza relativa all'individuo.
L'uomo ha cercato di permeare la sua vita con un senso più ampio
di significato tramite la credenza nella possibilità di
collegarsi a un regno più alto, per trascendere i propri limiti
e per unirsi o almeno per essere in comunione, con l'Infinito e
l’Eterno. A prescindere dalla pura falsità e irrazionalità della
religione che ha avuto la spiacevole conseguenza (identificata
da Ludwig Feuerbach) di svilire l'umanità. Nell’inventare un Dio
o una divinità ed elevandoli al di sopra di noi,
nell’identificare la fonte di significato e di valore nella
divinità, e nell’abbassare noi stessi a questi poteri superiori,
abbiamo soffocato il nostro emergente senso di valore personale.
Possiamo alzare lo sguardo mentre siamo sulle nostre ginocchia
ma senza essere in grado di camminare in avanti.
La filosofia estropica non guarda per ispirazione al di fuori di
noi verso una forza superiore straniera. Invece guarda dentro di
noi e al di là di noi proiettando in avanti una brillante
visione del nostro futuro. Il nostro obiettivo non è Dio ma la
continuazione del processo di miglioramento e la trasformazione
di noi stessi in forme sempre più elevate. Supereremo i nostri
attuali interessi, corpi, menti e forme di organizzazione
sociale. Questo processo di espansione e di trascendenza è la
sorgente di significatività.
Cosa è la significatività e perchè la filosofia estropica del
transumanesimo è particolarmente efficace a incoraggiarla e
alimentarla? Una vita statica, che è chiusa entro se stessa e
non cerca nuovi valori, non cresce, non esplora, è una mancanza
di senso della vita. Se l'universo fosse controllato da un
essere malefico che frustasse tutti i tuoi piani, anche prima
che questi possano farti avanzare, non saresti in grado di
metterti in contatto con cose al di là della tua attuale
condizione. Anche se fossi libero di pianificare e di agire, la
tua vita sarebbe priva di significato se i tuoi piani a lungo
termine non arrivassero più lontano delle attuali e ristrette
preoccupazioni (ad esempio, il perseguimento di una
gratificazione immediata e le condizioni per il suo
mantenimento).
Sarà evidente il motivo per cui la morte distrugge ogni
significato. La fine involontaria della vita limita il modo e il
grado per il quale puoi connettere la tua vita ad altri valori.
La gente cerca il significato della vita mettendosi in contatto
con molte cose e cause diverse: con le cause sociali e politiche
di tutti i tipi, con i bambini, col cercare la bellezza, la
conoscenza o le relazioni con gli altri, e con l’auto-sviluppo.
Noi ci preoccupiamo della mancanza di significato quando ci
chiediamo: "È di tutto questo che si tratta?", "È semplicemente
questo?". Troviamo più significato mentre ci accorgiamo delle
connessioni delle nostre preoccupazioni a valori più ampi e
mentre veniamo più intensamente coinvolti in queste
preoccupazioni trascendenti.
Non importa quanto sia ampio il campo di valore che colleghiamo
alla nostra vita, possiamo intellettualmente fare un passo al di
fuori di tale campo e chiederci: "Che cosa fa accadere questo?
Che cosa significa questo?". Anche se i valori che colleghiamo a
noi stessi sono estremamente ampi e importanti, sembra che
possiamo sempre stare al di fuori di tale sistema di significato
ed essere preoccupati per la sua adeguatezza o la sua ultima
significatività. Il campo delle relazioni di significato più
ampio, difficile e teso sarà da interrogare. Se, non importa
quanto sia vasta la sfera con la quale colleghiamo noi stessi e
i nostri scopi, c'è sempre un contesto più ampio da cui trattare
il significato, forse quello di cui abbiamo bisogno è un campo
di significato che è illimitato e al di fuori del quale non
possiamo stare. Come osserva Robert Nozick: "La vita
intellettuale sembra offrire una via attraverso tutti i limiti:
non vi è nulla che non può essere pensato, teorizzato,
meditato". Tuttavia, anche se il pensiero può collegare tutto, è
solo un particolare tipo di collegamento. Una vita significativa
comporterà più di una semplice considerazione di valori
astratti.
Il significato comporta il trascendere limiti, ma trascendere
limiti per metterci in contatto con qualcosa di banale non
servirà a fornirci un senso. Nonostante la trascendenza dei
limiti per conferire significato, ciò con cui ci mettiamo in
contatto deve essere prezioso. Il significato di una vita sarà
la struttura di valore con la quale ci si connette. Se il valore
è l’unità organica o un certo ordinamento interno, la
trascendenza dei limiti implicata nella significatività richiede
l’interruzione di vecchi ordini, la demolizione di unità
stagnanti. In tale visione (che Nozick identifica come
classicista) trascendere i limiti è raggiungere sempre più
elevati livelli di valore. L'obiettivo è l’unificazione, nuovi
livelli di valore e di ordinamento. Una visione alternativa (il
romanticismo) individua l'obiettivo del processo nella
distruzione delle unità.
Non abbiamo bisogno di scegliere tra queste visioni. Né la
costruzione di nuovi ordinamenti e unità né loro trascendenza è
solo ciò che conta. L'importanza risiede nel processo di
ordinamento-e-trascendenza. Il valore del processo è
nell’alternare unificazione e trascendenza. Questa alternanza da
sola non sarà però sufficiente, se l'alternanza fosse simile
all’eterno ritorno di Nietzsche o all’attività infinita e
ripetitiva di Sisifo sarebbe del tutto insignificante. Il
processo di alternanza tra creazione e rottura delle strutture
organiche può essere visto come significativo se ha una
direzione.
Questo è il nucleo dell’approccio estropico alla
significatività: la vita e l'intelligenza non devono mai
ristagnare, bisogna ri-ordinare, trasformare e trascendere i
propri limiti in un processo progressivo illimitato. Il nostro
obiettivo è la continuazione esuberante e dinamica di questo
processo illimitato, non il raggiungimento di qualche condizione
finale apparentemente illimitata. L'obiettivo della religione è
la comunione con, o il più limitato servizio, a un essere
superiore a noi. L’obiettivo estropico è l'espansione e il
progresso senza fine. L'umanità non deve ristagnare tornando
indietro ad una vita primitiva, o fermare il nostro crescente
movimento in avanti, verso l'alto, verso l'esterno, sarebbe un
tradimento della dinamica insita nella vita e nella coscienza.
Dobbiamo progredire nella transumanità e oltre in una fase
postumana che possiamo appena intravedere.
Dio è un concetto primitivo inventato da persone primitive,
persone che sono appena uscite dall’ignoranza e
dall’incoscienza. Dio è stato un concetto oppressivo, un essere
più potente di noi, ma fatto a nostra crudele immagine e
somiglianza. Il nostro processo di espansione in infinite forme
più elevate dovrebbe sostituire questa idea religiosa. Come
estropici perseguendo e promuovendo l'espansione trascendente
noi siamo l’avanguardia dell'evoluzione. L'umanità è una fase
temporanea lungo il percorso evolutivo. Noi non siamo l'apice
dello sviluppo della natura. È giunto il momento di prendere in
carico consapevolmente noi stessi e accelerare i nostri
progressi.
Non più dèi, non più fede, non più timidi freni. Facciamo
esplodere le nostre vecchie forme, la nostra ignoranza, la
nostra debolezza e la nostra mortalità. Il futuro è nostro.
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Commento del filosofo Bruno Colla
(www.lafilosofiaonline.it):
Ho letto con vero trasporto ed
interesse l’articolo di Max More da lei curato. Il giudizio personale
che mi accingo ad esprimere è unicamente relativo ai contenuti
dell’articolo, non conoscendo nulla di questo autore, se non
alcuni scritti reperiti in rete. Inizio dai concetti che io
ho senza riserve condiviso. More scrive che: Il progresso
scientifico e tecnologico da solo non abolirà il pensiero
religioso...
continua
Commento di
Ugo Spezza (www.futurology.it).
La critica di Bruno Colla, filosofo realista, è come sempre molto
acuta e coglie un aspetto del fondamentale problema che pone la
filosofia transumanista, conosciuto come la "Big Question".
Sarebbe a dire che se il transumanesimo si realizzerà le persone
inizieranno ad avere prospettive di vita sempre più lunghe e di
fatto questo sembra porre alcuni problemi di rilevante importanza
per la distribuzione delle risorse (cibo, acqua, spazi vitali) sul
pianeta Terra...
continua
