Colonizzare il Sistema Solare con la costruzione di Tubi Rotanti


Il grande astrofisico Stephen Hawking afferma che permanere tutti sullo stesso pianeta è molto pericoloso. Basterebbe solo un asteroide per cancellarci dalla storia.
Certo... ma come colonizzare lo spazio? Un esperimento proposto da molti scienziati e quello di utilizzare tubi rotanti. In questo articolo Ciro Tarini ci illustra tale tecnologia.

 

 
 


di Ciro Tarini (Impaginazione e temi grafici a cura di Ugo Spezza)


Ciro Tarini è laureato nel 1999 in Filosofia presso Università di Firenze -  Si occupa di informatica ed è appassionato di Energia Solare (sito: http://www.energyraft.org). Blog personale : https://sites.google.com/site/cirotarini 


Introduzione:
Questo scritto parte dalla considerazione che sia opportuno, o se si vuole nostro dovere, espandere la presenza umana anche al di fuori della terra: muoversi dalla terra, espandersi (gradatamente!) nel sistema solare e poi (gradatamente!) nella galassia. Per quanto ne sappiamo attualmente, la sola razza intelligente della galassia siamo noi e la vita si è sviluppata solo su questo mondo. Relegare la vita e l'intelligenza su un solo fragile pianetino significa esporla ad un rischio. Certo, probabilmente esistono extraterrestri intelligenti; quando li incontreremo la nostra espansione andrà concordata con loro. Per il momento, fintanto che non si manifestano con chiarezza, possiamo però agire come se non esistessero. In questo scritto sostengo, meglio che posso, che il sistema migliore per espanderci fuori dalla terra è creare degli habitat artificiali.

Perché un tubo rotante:
L’uomo si è evoluto su un pianeta, la terra. Qualora nel nostro sistema solare vi fossero altri mondi per noi ospitali e disabitati, si potrebbe pensare di cercare – con mille difficoltà - di colonizzarli. Non è però purtroppo questo il caso: questi pianeti ospitali nel sistema solare non ci sono.
La terraformazione, ovvero la trasformazione di un pianeta inospitale in uno ospitale, è stata ipotizzata come sistema per ovviare a questo problema. I pianeti su qui tentare questo processo potrebbero essere Venere e Marte.
Il processo di terraformazione presenta però grandi problemi:

  • è molto al di là delle nostre conoscenze tecniche. Per quanto riguarda Marte, i risultati ottenuti probabilmente non sarebbero soddisfacenti: il pianeta è più piccolo della terra, quindi la gravità sarebbe inferiore.

  • l’atmosfera sarebbe più rarefatta e con tutta probabilità non si potrebbe vivere all’aria aperta ma soltanto in calotte.

  • non si riuscirebbe a moltiplicare di molto la popolazione: grossomodo, al massimo si potrebbe raddoppiare.

Un sistema decisamente migliore è la costruzione di enormi tubi rotanti. Un tubo rotante viene costruito dalla roccia: di un pianeta, di una luna o di un asteroide. La roccia viene lavorata (tritata, impastata ecc) e poi con quella si costruisce il tubo.

Il tubo qui proposto non è un semplice tubo, ma un tubo la cui parete è una parete doppia. Quindi, una parete esterna di roccia (spessa qualcosa come 100 metri), poi un km, quindi un’altra parete, quindi il vuoto. In un certo senso, geometricamente il tubo qui proposto è un toroide a sezione non tonda ma ad ovale molto allungata. Una specie di pneumatico di automobile, con gli abitanti che stanno sulla parete interna più esterna, schiacciati al suolo da una gravità (uguale a quella terreste) generata dalla rotazione.
La popolazione vive nella fascia fra le due pareti, riempita di atmosfera respirabile, provvista di gravità da rotazione, difesa dalle radiazioni solari dalle mura e illuminata artificialmente.

Attualmente forse ci turba l’idea di vivere in tubi chiusi. Vi sono però elementi per ritenere che questo timore cadrebbe alla vista del primo tubo rotante – bello e confortevole:

  • È possibile decidere il clima ottimale all'interno del tubo rotante – probabilmente, un eterna primavera con dei tubi espressamente dedicati alle vacanze con clima diverso (freddo con montagne, tropicale ecc. ecc.)

  • Nel tubo non ci sarebbe inquinamento: nasce infatti con un sistema fognario e per il trattamento dei rifiuti perfetto.

Non si deve pensare al tubo come ad luogo buio perchè chiuso: all'interno del tubo vi è luce della stessa intensità della terra, c'è giorno e notte, nello stesso modo.
Via via che i tubi rotanti si moltiplicano, il sistema diventa più grande e aperto della terra stessa, dato che molti cilindri in orbita intorno al sole possono ospitare una popolazione molto superiore a quella della terra, e gli spostamenti fra cilindri sono molto semplici – naturalmente terra e cilindri formerebbero una sola rete internet.
Robot autoreplicanti (vedi tecnologie necessarie) forniscono tubi rotanti pronti per essere abitati, corredati da pannelli solari, motori per farli girare, sistemi per far circolare l’acqua, impianti per il trattamento di rifiuti, case con fibra ottica, wifi diffuso. Non ci si deve preoccupare della quantità di lavoro necessaria a realizzare un tubo: più lavoro da fare significa più robot che si autocostruiscono e svolgono il lavoro. Da terra (o dagli altri tubi) solo lavoro di controllo strategico.
Il cielo all’interno di un tubo sarebbe alto ma non altissimo. Ho ipotizzato un cielo alto alcune centinaia di metri. Il cielo basso è certamente l'elemento più ripugnante alla nostra sensibilità, il contrappeso per i numerosi vantaggi.
La figure che ho riportato forniscono qualche spunto visuale, ma non esauriscono certo la questione di come potrebbe apparire uno spazio cavo molto alto e molto vasto con colline, boschi, fiumi, laghi, abitazioni.
Nei tubi mancherebbero solo i mari, i deserti e, presumibilmente, le temperature estreme (dato che queste possono essere regolate a piacimento – per lo meno, non nei tubi che si adibiranno a vacanze; quindi potremo avere toroidi con montagne nelle quali si scia, con spiagge ecc ecc)
Forse se si riuscirà a trovare acqua in abbondanza, si potranno anche fare dei tubi rotanti provvisti di mare. Per i primi credo però che ci si dovrà accontentare di avere acqua dolce, abbondante ma nelle quantità necessarie ai vari usi (civili, agricoli ecc), più un po’ di fiumi e laghi per ricreare l’ambiente terrestre.
Il vantaggio più grande dei tubi rotanti è la potenzialità di crescita che conferirebbe al genere umano. Gli ordini di grandezza della popolazione del sistema solare cambierebbero di alcune cifre. I primi tubi sarebbero costruti con difficoltà, ma innescherebbero un meccanismo a catena che in breve tempo farebbe terraformare l'intero sistema solare con prospettive oggi impensabili.

Se costruire tubi rotanti diventerà una cosa semplice, si potranno anche avere dei deserti abitabili se lo si vorrà. Per i primi ci si dovrà accontentare di avere zone confortevoli a densità media.
Insomma: come abbiamo iniziato a creare ‘tane’ artificiali, le case, così potremmo iniziare a costruire habitat artificiali. L’avvenimento sarebbe un grande impulso e trasformerebbe l’umanità in maniera radicale – adesso non immaginiamo cosa possano significare migliaia di miliardi di persone comunicanti.
Mentre la colonizzazione di altri mondi è un concetto lontano – neanche si sa se questi esistano (anche se è probabile), e quanto siano lontani e se mai riusciremo a raggiungerli – la costruzione di toroidi è una via sicuramente percorribile, anche se non oggi.
 

Tecnologie necessarie per la costruzione:
La costruzione del tubo rotante presuppone tre tecnologie:

  1. ascensore spaziale (http://it.wikipedia.org/wiki/Ascensore_spaziale)

  2. robot semintelligenti auto-replicanti

  3. vela solare/magnetica (http://it.wikipedia.org/wiki/Vela_solare)

Nessuna di queste tecnologie è attualmente pienamente disponibile. Esse rappresentano però un’evoluzione tecnica non troppo lontana di ciò che abbiamo. Magari tecnologie attualmente impensabili, che sfruttano leggi fisiche a noi attualmente non note, saranno un giorno disponibili. Magari esistono tecnologie meravigliose nascoste. In questo scritto ho però preferito affidarmi a tecnologie non troppo fantascientifiche.

L'ascensore spaziale è attualmente in fase di studio avanzato. Per avere robot semintelligenti autoreplicanti, l’informatica si dovrebbe evolvere in una forma robusta ma primitiva di intelligenza artificiale; automi in grado di impiantare una fabbrica di automi, in grado di scavare miniere per trovare le materie prime per costruire altre fabbriche di automi; automi in grado di scavare i materiali e poi e costruire il tubo - sotto la supervisione remota dell’uomo.
Una simile tecnologia non è troppo al di là delle nostre possibilità, pur non essendo attualmente disponibile. Se si riuscisse a costruire qualche robot semi intelligente (in grado cioè di svolgere i propri compiti con una limitata assistenza remota da remoto), basterebbe mandarne qualcuno in orbita: quei pochi potrebbero replicarsi in grande numero e fornire una forza lavoro illimitata in grado di lavorare in condizioni a noi impossibili (lo spazio aperto).
Usando robot semintelligenti autoreplicanti, non dovremo più preoccuparci troppo della quantuità di lavoro necessaria a svolgere un certo compito: a necessità, più robot saranno creati da altri robot.
La vela solare è una tecnologia già definita ed anche parzialmente usata nel lancio di sonde oltre il sistema solare; dovrebbe evolversi dallo stadio di tecnologia nota, testata ed usata in tecnologia piamente disponibile.
In estrema sintesi, una vela solare permette di accelerare/diminuire la velocità orbitale di un oggetto in orbita intorno al sole: in questo modo l’orbita si allarga/restringe e l’oggetto si allontana/avvicina al sole. L’uso delle vele solari (sempre che non si inventi qualcosa di meglio) è necessario perché la tecnologie dei missili sarebbe ampiamente inadeguata al compito di spostare con continuità grandi masse di materiali.
Cosmos 1 (http://en.wikipedia.org/wiki/Cosmos_1) è stato un tentativo, purtroppo fallito per cause accidentali, di mandare in orbita una vera vela solare; attualmente la società si sta cercando di trovare una cifra modesta (circa 4 milioni di dollari) che sarebbero sufficienti alla creazione e messa in orbita di un nuovo apparecchio.
Un problema è che, senza particolari accorgimenti, le vele non funzionerebbero troppo bene nelle orbite esterne dove la luce non è molto forte. Sperando di poter evitare il problema per i primi tubi, il problema potrà comunque essere superato utilizzando grandi fasci laser che ‘sparino’ sulle vele. Grazie a quelli, si potranno raggiungere alte velocità in tutto il sistema solare. Impiantare grandi laser (alimentati a dal sole) è un grande problema tecnico, che però potrebbe essere risolto ancora con tecnologie non molto superiori a quelle attuali.
La vela magnetica è una tecnologia affine alla vela solare, che sfrutta il vento solare anziché la pressione di radiazione. Potrebbe essere usata insieme all'altra o invece dell'altra, se opportuno.
 

Dettagli del tubo rotante

Popolazione:
Un tubo rotante, per essere non troppo angusto, dovrebbe poter contenere comodamente alcuni milioni di persone. Questo non significa che il mondo, per abitanti del tubo, debba essere circoscritto al tubo stesso. Accanto al tubo potrebbe esserne posizionato un altro, facilmente raggiungibile dal primo, e così via, a formare una catena infinita: un mondo che può crescere e dove le nuove terre sono via via costruite anziché, com'è stato finora, conquistate a scapito di altri.

Forza lavoro
La forza lavoro per costruire i tubi rotanti è sostenuta da robot semintelligenti autoreplicanti. Tale forza lavoro è da considerarsi infinita: i robot possono costruire altri robot, a necessità.
Agli umani sarebbe richiesto solo di coordinare e supervisionare il lavoro. Man mano che i tubi vengono popolati, questa incombenza passa dai terrestri al popolo delle stelle.
Agli umani non resterebbe che occupare i tubi rotanti costruiti (con le abitazioni e tutti i confort), testati e messi 'in moto'.

Energia
Su un tubo ruotante, in orbita intorno al sole, l'energia non è un problema.
Tutta l’energia elettrica di cui il tubo ha bisogno (per l’illuminazione artificiale, per la rotazione, per depurare l’acqua, per gli usi dei cittadini e per tutti gli altri usi) viene fornita in grande quantità e con constante regolarità dal sole. I pannelli solari del tubo godrebbero di grandi vantaggi rispetto a quelli terrestri:

• sono costantemente rivolti al sole (invece la posizione del sole sulla terra varia e i panneli non sono quindi sempre rivolti contro il sole, come invece succederebbe nel tubo rotante)- il tubo, anzi il complesso coppia di tubi + guscio, non cambia di posizione nei confronti del sole
• non sono sottoposti a variazioni atmosferiche (il sole non è mai coperto da nuvole)
• i raggi del sole non sono schermati dall’atmosfera
• è disponibile freddo in abbondanza per raffreddarli

tutto questo farebbe aumentare di diverse decine di volte l’efficienza dei pannelli rispetto a quelli a terra.
La superficie necessaria di pannelli definisce lo spazio orbitale vitale necessario del tubo rotante: la piattaforma adibita a pannelli si frappone fra tubo e sole, difendendo il primo dall'esposizione diretta al secondo.

Illuminazione, riscaldamento e raffreddamento
All’interno del tubo, la luce viene da un gigantesco sistema di illuminazione artificiale alla luce del quale anche le piante, selvatiche e coltivate, crescono. La luce artificiale dovrebbe provenire dall’alto (dal ‘soffitto’ della caverna) e simulare lo spettro della luce solare.
Luce solare artificiale significa scaldare un ambiante che altrimenti sarebbe gelido. Vi sono tre possibilità:
la luce artificiale produce più caldo del necessario e il tubo deve essere raffreddato: in questo caso il raffreddamento può venire utilizzando la temperatura dello spazio mediante pannelli. La luce artificiale produce più caldo del necessario e il tubo deve essere riscaldato: potrebbe essere utilizzato il riscaldamento mediante irraggiamento solare di pannelli. La luce artificiale produce esattamente il caldo del necessario, costruendola anche in funzione di questo.

Gravità e rotazione
In un tubo rotante, la forza di gravità non è generata dalla massa di un pianeta (come sulla terra) ma dalla forza centrifuga. Un tubo piccolo per avere la stessa gravità da forza centrifuga di uno più grande deve ruotare più velocemente. Per tubi rotanti sufficientemente grandi, la gravità da forza centrifuga sarebbe indistinguibile da quella da forza gravitazionale, e quindi non si noterebbe la differenza.
Far ruotare il l tubo è certamente una difficoltà da superare. Sono riuscito a pensare a due sistemi, forse ne possono essere pensati altri migliori, intanto presento questi. Entrambi i sistemi presuppongono una coppia di tubi rotanti e una struttura ferma che li connette. Verosimilmente, La struttura potrebbe essere quella piattaforma per i pannelli solari che si frappone fra tubo e sole come detto prima. Ai tubi viene imposto un movimento rotatorio opposto rispetto all'altro. La struttura che li connette riceve una spinta di reazione da ciascuno dei due tubi, ma poiché le due spinte sono uguali e contrarie, resta ferma.
La rotazione in ogni caso non viene istantaneamente. Piuttosto, viene imposta una forza relativamente debole, ma continuamente per molto tempo.

Rotazione con motore elettrico simil-brueshless
Si 'impilano' i cilindri uno accanto all'altro, in modo da formare un cilindro lungo il doppio (un po' di più, dato che i due cilindri non sono proprio attaccati)

i due cilindri vengono posti dentro un cilindro, lungo un po' più del doppio, che li contiene entrambi (come in figura, dove il cilindro contenitore è molto largo per mostrarlo chiaramente)
I due cilindri interni sono provvisti di un motore che li fa girare rispetto al cilindro esterno, ciascuno in senso opposto rispetto all'altro.
Il cilindro esterno sta fermo, trovandosi ad imprimere due forze uguali e contrarie.
Chiaramente la costruzione di motori tanto grandi non è una questione da niente.

Rotazione con scambio di proiettili
La figura sopra riportata rappresenta una sezione di una coppia di tubi rotanti disposti, come si può vedere, in altro modo rispetto alla configurazione con con motore elettrico simil-brueshless,
I quadratini in blu rappresentano oggetti che si muovono sul piano e sul tubo nelle direzioni indicate dalle frecce, nere. Muovendosi, possono lanciarsi vicendevolmente dei proiettili come indicato in quest’altra figura:

I tubi vengono messi in rotazione scambiandosi vicendevolmente e continuamente i 3 cilindri (i cerchietti in blu), che fungono da proiettili. I quadratini sui tubi e sul piano sono gli attrezzi adatti a lanciare i cilindri e a raccoglierli.
Lo scambio di proiettili avviene quindi così: i tubi in alto sparano i cilindri l'uno verso l'altro. In basso li sparano invece verso i quadratini sul piano, i quali a loro volta li rilanciano poi verso essi. Da notare che i movimenti si svolgono in direzioni opposte: mentre per esempio il tubo di sinistra ogni volta che spara o riceva un proiettile in alto (da o verso l'altro tubo ) viene spinto verso sinistra, ogni volta che spara riceve un proiettile in basso (da o verso il piano) viene spinto verso destra. Lo stesso accade con l'atro tubo. I due tubi, lanciando i cilindri-proiettili in direzione opposta (quello in alto rispetto a quello in basso), alla fine non si spostano da dove sono ma girano restando fermi – che è quello che si voleva ottenere. Anche il piano, sparando sempre proiettili in direzioni opposte (verso sinistra per il tubo a sinistra e verso destra per quello a destra), resta fermo.
Il movimento impresso ai tubi dai cilindri/proiettili è progressivo: si arriva alla velocità di rotazione voluta in un certo tempo. Una volta che i tubi sono poi stati mesi in rotazione alla giusta velocità, e non avendo attriti nello spazio, tendono a mantenere la velocità impressa- il meccanismo può comunque sempre servire per delle correzioni che si rendessero necessarie nel tempo.

Roccia, acqua e atmosfera:
La roccia è il problema minore. Fuori dalla terra, ne possiamo trovare in grande abbondanza già sulla luna. La roccia della luna, degli asteroidi e di qualche pianeta sarebbe sufficiente per costruire una quantità sterminata di tubi rotanti.
Partiamo dalla situazione più semplice: sulla luna potrebbe essere costruito un cannone che spari le rocce nell'orbita lunare, dove nel vuoto i robot assemblano il tubo ruotante; una volta che il tubo è stato ultimato, viene trasportato nell'orbita intorno al sole (e vicino alla terra) che si preferisce mediante vele solari; magari il trasporto viene fatto già durante la costruzione, e le rocce vengono via via sparate dal cannone solare là dove la dove il tubo in costruzione via via si trova.
Un problema maggiore è costituito dal reperimento di acqua e aria, chiaramente necessarie per rendere il tubo abitabile.
Acqua e atmosfera vengono trasportate da cargo interplanetari mossi da vele solari.
L’acqua per i primi tubi potrebbe essere presa dai mari terrestri e dissalata.
L’atmosfera (azoto, anidride carbonica, ossigeno) forse potrebbe essere fornita a partire da materiale terrestre (acqua, anidride carbonica, azoto in composti).
Forse fin dai primi tubi, e sicuramente da quelli successivi, si renderebbe però necessaria la ricerca delle materie prime (acqua, azoto, ossigeno, anidride carbonica) là dov’è disponibile nel sistema solare.
 

Analogie e differenze con idee simili:
Il tubo che si presenta in questo scritto ha delle analogie e delle differenze con progetti e concetti simili: Il toro di Stanford (http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_di_Stanford) e l’orbitale di Banks (http://it.wikipedia.org/wiki/Orbitale_di_Banks)
Il toro di Stanford è un ambiente molto piccolo e molto tecnologico. La mia proposta è quella di creare dei tubi rotanti a intercapedine doppia, fatti di roccia, molto più grandi di quelli di Stanford: avere dei robot-muratori che prendano asteroidi (o la luna, e parte di pianeti), li sbriciolino, li impastino..poi vadano a cercare acqua, azoto e ossigeno là dove sono disponibili e mediante quei composti forniscano i tubi di aria ed acqua.
L’orbitale di Banks è un concetto fantascientificoi, che fa riferimento a forze, materiali e conoscenze di fantasia. Si può però ritenere che un orbitale di Banks (un enorme anello in grado di contenere migliaia di miliardi di persone) sia la naturale evoluzione della costruzione di tubi più piccoli: avere un solo ambiente molto grande è preferibile all’averne molti più piccoli, sebbene strettamente interconnessi. Questo, se e quando la tecnologia dei tubi rotanti diventerà standard.

Materiali
I primi tubi rotanti potrebbero essere costruiti a partire dalla roccia lunare e da materie prime terrestri: come detto precedentemente, l’acqua, l’azoto e l’ossigeno, l’anidride carbonica per i primi potrebbero essere presi dalla terra: l’acqua dal mare e l’ossigeno dal mare (non variando la quantità in maniera significativa, forse riducendo un po’ il problema della crescita del livello del mare), l’anidride carbonica in molti modi (ad esempio, trasportando sul tubo del legname da bruciare - le foreste tagliate verranno fatte ricrescere, sottraendo alla fine un po’ di anidride carbonica dall’atmosfera), l’azoto dai depositi minerali terrestri.
C'è da sottolineare che la sottrazione di un po' di acqua dall'oceano e di un po' di CO2 dall'atmosfera avrebbe effetti piccoli ma positivi sulla terra (diminuzione dell'effetto serra, abbassamento del livello del mare).
In seguito si dovrebbe andare a cercare questi materiali là dove si trovano nel sistema solare, con maggiori difficoltà. A quel punto, però, il sistema sarebbe già avviato.

Futuro remoto
Una volta che il processo di costruzione dei tubi sia stato innescato, c'è da ritenere che non si arresterà finché nel sistema solare ci sarà materiale disponibile per essere trasportato dalle vele solari (se non si troveranno sistemi migliori) e quindi utilizzato per la costruzione. A quel punto si sarà presa dimestichezza con lo spazio aperto e si potrà pensare ad espandersi anche fuori dal sistema solare. Certo, già pensare di innescare il processo è molto ardito. Niente però ci vieta, alla fine, di fantasticare un po’ su quello che potrebbe succedere una volta che il processo sia innescato…

Le vele solari renderebbero possibile il viaggio interstellare, in tempi però molto lunghi. Se non si inventerà qualcosa di meglio, credo che manderemo fuori dal sistema solari non tanto esseri umani quanto embrioni, accompagnati da robot adatti a replicarsi e a crescerli e, una volta cresciuti, trasmettergli le nozioni necessarie (necessarie a consultare gli archivi portati dalla terra). Il processo potrebbe fare a meno di robot intelligenti (e pericolosi se fuori controllo) usando volontari ibernati a terra, trasportati a destinazione per il tempo necessario e quindi scongelati.
Se pianeti simili alla terra non saranno disponibili, e se le condizioni della stella e del sistema planetario relativo lo permetteranno, i robot costruiranno altri tubi intorno a nuovi soli. Se invece saranno disponibili nuovi pianeti terra, altri tubi potranno essere creati proprio come si sarà fatto per questo sistema solare.
La galassia inizierà a quel punto a diventare popolata da genti di origine terrestre, probabilmente a quel punto diversi fra loro, con comunicazioni che sarebbero sfalsate di anni, decine di anni fino a decine di migliaia di anni. Ogni stella, o una certa parte di esse, popolate da migliaia di miliardi di persone. Con conoscenze che viaggiano per tutta la galassia e si espandono: una popolazione di una stella scopre qualcosa, diffonde le conoscenze e magari dopo qualche decina di migliaia di ani riceve in risposta ulteriori approfondimenti, questo mentre quella stessa popolazione intanto ha raggiunto altri risultati.
Tutto questo potrebbe essere innescato presto grazie ai tubi rotanti.
 

Pericoli:
Un pericolo attualmente non incombente ma che potrebbe diventarlo è: Robot intelligenti, in grado di replicarsi, decidono di sterminarci.

Questo problema potrebbe essere difficilmente affrontato se si presentasse, quindi è necessario pensarci prima- prima di costruire robot intelligenti quanto e più di noi, qualora questo risulti un giorno possibile (altrimenti il problema non si pone). Un robot intelligente quanto noi, o di più, potrebbe avere diverse valide ragioni per sterminarci.

Un robot di questo tipo potrebbe pensare:

  • non ho bisogno di aria, posso vivere assorbendo direttamente la luce del sole, resisto meglio alle radiazioni,

  • se adesso sono intelligente come voi, col tempo potrò diventarlo molto di più

  • posso vivere molto più a lungo di voi; questo, fra l’altro, mi mette in condizioni di sopportare un viaggio interstellare di alcune migliaia di anni

quindi le risorse del sistema solare e della galassia devono essere primariamente dedicate allo sviluppo di esseri come me. Questo potrebbe passare per la mente di un robot intelligente come noi.

Secondo me dovrebbero essere sviluppati robot solo parzialmente intelligenti, inadatti a coordinarsi e a prendere iniziative autonome ma adatti a svolgere compiti specifici sotto la supervisione umana.

Questo problema non è c'è soltanto per i tubi rotanti, e purtroppo la nascita dell'intelligenza artificiale non è l'unico problema che si profila all'orizzonte. Si veda, per esempio, l'autorevole “Why the future doesn't need us.” di Bill Joy

Originale: http://www.wired.com/wired/archive/8.04/joy_pr.html

Traduzione italiana: http://www.tmcrew.org/eco/nanotecnologia/billjoy.htm
 


Commento di Ugo Spezza: Le parole del grande astrofisico Stephen Hawking sono molto chiare al riguardo:

La nostra unica possibilità di sopravvivenza a lungo termine non è quello di rimanere isolati sul pianeta Terra, ma di espanderci nello spazio[...]. Abbiamo compiuto notevoli progressi negli ultimi cento anni. Ma se vogliamo continuare oltre i prossimi cento anni, il nostro futuro è nello spazio. Sarà abbastanza difficile evitare il disastro sul pianeta Terra nei prossimi cento anni, per non parlare dei prossimi mille, o milioni di anni. La razza umana non dovrebbe avere tutte le sue uova in un paniere, o su un pianeta.

E i tubi rotanti potrebbero rappresentare una soluzione. Una soluzione che tuttavia, a mio avviso vedo come temporanea, ad esempio potrebbero realizzare una stazione orbitante attorno ad un pianeta sul quale si stanno realizzando cupole pressurizzate (o sistemi di Terraforming) per operai e scienziati ivi presenti. Non la vedo quindi non una soluzione definitiva per far risiedere l'uomo nello spazio. I problemi tecnici che intravedo nella realizzazione di queste piattaforme orbitali è la loro resistenza a medio-lungo termine. I punti sono:

  1. Va considerato che qualsiasi oggetto in orbita tende col tempo a decadere sul pianeta a meno che non lo si installi in orbita geostazionaria. Ma l'orbita geostazionaria terrestre è molto ambita e quindi affollata da milioni di satelliti (e loro residui) che potrebbero andare a cozzare contro un oggetto così grande. Se invece il toroide deve viaggiare nello spazio occorrerebbero immense quantità di energia per farlo muovere e dirigerlo e delle vele solari non sarebbero sufficienti.

  2. Un gigantesco toroide di questo tipo non sarebbe protetto (come accade a noi) dall'atmosfera di un pianeta e quindi i milioni di oggetti che vengono polverizzati dall'impatto con la nostra atmosfera su esso impatterebbero in modo devastante. Annualmente qualsiasi pianeta del sistema solare è soggetto a pioggie di meteoroidi (perseidi, leonidi, quadrantidi...) che sul toro impatterebbero come veri e propri missili causando deflagrazione e perdita di pressurizzazione interna. Ricordo che anche un piccolo asteroide delle dimensioni di un pugno, viaggiando a 40 Km/sec, potrebbe impattare su una tale superficie con la potenza di un missile a testata convenzionale.

  3. I satelliti in orbita hanno una vita media di dodici anni e sono soggetti a continui guasti date le variazioni repentine di temperatura a cui vengono sottoposti ovvero -100 gradi nella parte buia (quando coperti dalla Terra) e +100 gradi quando esposti alla luce diretta del sole. Basti vedere che cosa è accaduto al Telescopio Spaziale Hubble nel corso di questi anni e le numerose riparazioni che ha dovuto subire. Si consideri che una in una struttura di grandi dimensioni come quella di un tubo rotante tali problemi verrebbero acuiti e quindi necessiterebbero di riparazioni continuative.

  4. La notevole quantità di energia necessaria per avviare e stabilizzare la rotazione e inoltre i problemi di resistenza meccanica nei punti di cardine che potrebbero segnare cedimenti nella struttura a medio termine. Infatti tali strutture sarebbero costruite con travature reticolari le quali sono statiche e mal sopportano continue movimentazioni.

Da questo punto di vista la costruzione di una sfera (es. Sfera di Bernal), invece di un toroide, garantirebbe maggiore resistenza meccanica agli impatti asteroidali e una minor fragilità meccanica intrinseca. Inoltre se l'ambiente interno è abbastanza grande (non abbiamo limiti di dimensioni) si va a lenire anche l'aspetto psicologico degli abitanti che si vedrebbero altrimenti come "topi in trappola". Inoltre l'ambiente sferico favorirebbe una più uniforme luminosità interna e una temperatura costante favorendo la biosfera artificiale. Il tutto è comunque da vedere in prospettiva con la creazione di una nuova forma di energia (es. fusione nucleare controllata) in quanto l'energia solare non da, a mio avviso, sufficienti garanzie di power e autonomy. Un'altro sistema potrebbe essere la reingegnerizzazione biologica dell'essere umano. Ad esempio i futuri bambini dello spazio potrebbero disporre di uno scheletro che li renda indipendenti dalla necessità della forza di gravità e un fisico diverso dal nostro che meglio si adatti all'ambiente dello spazio esterno. Fino ad allora la colonizzazione spaziale è meglio che si limiti alla messa a punto di sistemi di cupole e/o terraforming di pianeti con atmosfera come Marte o Venere.


Commento di Ciro Tarini: 

1) difficoltà tecniche che tu dici che sussistono ma che in realtà non sussistono:

1-a)
obiezione: qualsiasi oggetto in orbita tende col tempo a decadere sul pianeta a meno che non lo si installi in orbita geostazionaria.
 

Risposta: I tubi rotanti non dovrebbero essere costruiti in orbita intorno alla terra, ma direttamente intorno al sole (come dei pianeti artificiali): solo così potrebbero essere puntati intorno al sole.

 

1-b)
obiezione: I satelliti in orbita hanno una vita media di dodici anni e sono soggetti a continui guasti date le variazioni repentine di temperatura a cui vengono sottoposti
risposta: la disposizione dei tubi rotanti può essere fatta in modo da non avere questo problema. Si veda l'immagine allegata (stilizzata), che risponde anche alla critica 1-a) : 8 coppie di toroidi ruotano intorno al sole. Ogni coppia è agganciata ad una base, che serve 1) per farli ruotare (vedi meccanismo e figura della rotazione con scambio di proiettili) sia 2) catturare l'energia solare 3) per non esporre i tubi ala luce solare. In questo modo non vi è nessuno sbalzo: la base è costantemente rivolta al sole e i tubi sono perennemente all'ombra.

1-c)
obiezione: il tutto è comunque da vedere in prospettiva con la creazione di una nuova forma di energia (es. fusione nucleare controllata)
risposta: qualunque nuova forma di energia è certamente utile. Dei tubi rotanti che ruotano intorno al sole possono disporre di una fonte di energia stabilissima ed adeguatamente potente: la stabilità è garantita dal sole; per quanto riguarda la quantità di energia, basta dimensionare la base adeguatamente. Serve più energia? Basta fare la base più grande o disporla più vicino intorno al sole.

2) difficoltà tecniche esistenti o forse esistenti
2-a)
obiezione: Un gigantesco toroide di questo tipo non sarebbe protetto (come accade a noi) dall'atmosfera di un pianeta e quindi i milioni di oggetti che vengono polverizzati dall'impatto con la nostra atmosfera su esso impatterebbero in modo devastante.
Risposta. Obiezione fondatissima. I credo però che si possano trovare dei sistemi per ovviare al problema:

* corazza molto spessa
* sistema anti-meteora mediante proiettili, laser o simili
* nell'ipotesi peggiore, evacuazione preventiva nei toroidi vicini

2-b)
obiezione: La notevole quantità di energia necessaria per avviare e stabilizzare la rotazione e inoltre i problemi di resistenza meccanica nei punti di cardine che potrebbero segnare cedimenti nella struttura a medio termine.
risposta: questo non accade con il meccanismo della rotazione con scambio di proiettili. Da vedere se il meccanismo può essere usato. In ogni caso non necessariamente si ha bisogno di un cardine, dato che non vi è gravità nello spazio, se non quella del sole che sarebbe però compensata dall'inerzia della rotazione intorno al sole.

3) proposte alternative

3.1)
proposta: Sfera di Bernal.
mia critica: non funziona; una sfera non permetterebbe di creare gravità come nel caso dei tubi rotanti.
3.2
proposta: reingegnerizzazione biologica dell'essere umano. Ad esempio i futuri bambini dello spazio potrebbero disporre di uno scheletro che li renda indipendenti dalla necessità della forza di gravità e un fisico diverso dal nostro che meglio si adatti all'ambiente dello spazio esterno.
mio commento: reingegnerizzare la razza umana è certamente una soluzione alternativa. Entrambe sono tecnicamente possibili. Personalmente, preferisco decisamente conformare l'ambiente alla razza e non viceversa, ma ammetto che possano esistere sensibilità diverse.


Commento di David De Biasi

E' un'ipotesi molto ingegnosa quella dei Tubi Rotanti anche in attesa di eventuali e possibili terraformazioni su pianeti. Naturalmente condivido il messaggio di S. Hawking riguardo alla necessità di espanderci nello spazio, ma non tanto per i pericoli a cui andremmo incontro rimanendo sulla terra quanto per le incredibili opportunità che ci aprirebbe l'esplorazione spaziale.

E' fondamentale progettare sistemi che generino gravità nei cilindri abitati, nello spazio infatti si invecchia precocemente e anche se la situazione è reversibile una volta tornati sulla terra tuttavia una lunga permanenza nello spazio senza gravità provocherebbe grossi problemi per l'uomo.

Mi limito ad alcune considerazioni generali:

1) Ho sempre pensato anch'io che il segreto del successo dell'esplorazione spaziale sia mandare robot autoreplicanti precedendo
e preparando l'habitat artificiale per l'uomo. Per evitare il pericolo di robot intelligenti che ci sterminino ritengo sia più che
sufficiente renderli connessi da remoto a un'IA *di tipo debole* controllata costantemente da un team di esperti umani.
La realizzazione di tali colonie spaziali autosufficienti dipenderà molto dal nostro progresso nel campo nanotecnologico in quanto vele spaziali, robot autoreplicanti e ascensore spaziale richiedono tutti un certo livello avanzato di nanotecnologia.

2) Secondo me la life Extension è un prerequisito decisivo per colonizzare il nostro sistema solare ma non sarà sufficiente per
viaggi interstellari mandare "embrioni accompagnati da robot" o mandare "volontari ibernati", come è proposto nell'articolo, questo non risolverà l'enorme quantità di tempo per coprire le lunghissime distanze nella galassia, l'unico modo sarebbe trovare un sistema di movimento per superare la velocità della luce...

3) Non sono sicuro che i pannelli solari possano davvero garantire il completo fabbisogno energetico necessario alla colonia rotante soprattutto se abitata da milioni di persone, almeno finchè non avremo pannelli efficienti in grado di immagazzinare tutta l'energia che arriva dal sole. Senza contare che in prossimità di pianeti o lune molto lontane dal sole (Giove, Saturno, Urano, Nettuno, etc.), i pannelli solari potrebbero non riuscire a fornire l'energia sufficiente. In tal caso presumo sia più adeguato puntare su una fonte di energia come la fusione nucleare che oggi in via di sperimentazione ma un domani potrebbe rivelarsi la soluzione energetica per l'umanità terrestre ed extraterrestre..
 


Commento di Ciro Tarini: 

Sono perfettamente d'accordo con David quando esprime delle perplessità circa la possibilità di uscire dal nostro sistema solare. Comunque nel testo (e nel titolo) accenno a questa possibilità come remota. D'altra parte, i giusti problemi che solleva David sarebbero comuni anche a qualsiasi pianetino uguale alla terra e disabitato che dovessimo eventualmente trovare fuori dal sistema solare (Casomai, la soluzione tubi rotanti semplifica un po' il problema permettendoci di colonizzare stelle vicine anche in assenza di pianeti abitabili ma richiedendo la sola presenza locale di “roccia”. Mentre una “Terra 2” libera, se esiste, chissà se è “vicina” o lontana).Quello su cui ci si dovrebbe discutere (in assenza di scoperte clamorose che ci permettessero di viaggiare per la galassia in scioltezza) è di colonizzare il sistema solare. Poi si vedrà. Mi pare un obiettivo sufficientemente ambizioso. Voi (Ugo, Davide) esprimete delle perplessità sulla possibilità di usare solo l'energia solare. Spero di convincervi invece delle sue potenzialità, specialmente su una stazione orbitante intorno al sole, con questa botta di conti. Ipotizziamo che i tubi rotanti vengano posti in orbita intorno al sole ad una distanza grossomodo pari a quella della terra. La disposizione è: un “pannello solare” costantemente irraggiato e dietro (costantemente all'ombra) una coppia di tubi rotanti.

Le domande sono:

  1. quanto deve essere grande una coppia di tubi rotanti per ospitare bene (belli larghi come qui sula terra e anche di più) un milione di persone?

  2. Quanto consuma?

  3. Quanta superficie a pannelli solari ci vuole per alimentarli?

1) quanto deve essere grande una coppia di tubi rotanti per ospitare bene un milione di persone?

In Italia abbiamo una densità di 200 abitanti per kmq. Nel tubo ipotizziamo 150 abitanti per kmq.

Ci vogliono circa 6700 kmq. Li possiamo avere costruendo una coppia di tubi rotanti ciascuno con un diametro di 25 km e una lunghezza di 43 km (la forma di ogni tubo è come una gomma di un auto. La zona abitabile è nell'intercapedine interna; lì dentro, la “terra” è la superficie più esterna, dove si è schiacciati dalla rotazione, e il “cielo” è la superficie più interna)

2) Quanto consuma?

2.a)I 6700 kmq devono essere irraggiati con una potenza media non superiore 250 w/mq (corrispondente all'irraggiamento del nord Africa; probabilmente ci vuole meno ma teniamoci larghi). Per farlo ci vuole una potenza installata di 6751 Gw, considerato un'efficacia fra energia elettrica consumata e potenza emessa del 25% (probabilmente si può fare mooooolto meglio, ma, al solito, teniamoci larghi)

2.b) consideriamo che una potenza della metà venga usata per le necessità generali del tubo (ad esempio, si dovrà considerare di pompare l'acqua per avere una circolazione interna ed avere fiumi e laghi non stagnanti). Altri 3375,5 Gw.

2.c) In Italia la potenza istallata elettrica totale è 36,4 Gw (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia#Consumi.2C_potenza_richiesta_e_potenza_installata ). Ipotizziamo che la potenza installata pro capite sia 10 volte superiore nel tubo (stima esagerata, dato che i trasporti saranno centralizzati e non ci sarà bisogno di raffrescamento e raffreddamento perché la temperatura sarà ideale...ma, al solito, stiamo larghi). Ci vogliono altri 6,7 Gw installati

2.d) i consumi per la rotazione, una volta che questa sia stata impresa, possono essere considerati nulli o assolutamente trascurabili, trattandosi solo di piccoli aggiustamenti. I consumi per imprimere quella rotazione saranno elevati, ma una-tantum (e, in quel momento, non saranno accese le “luci interne”)

2.d) quindi, la potenza installata richiesta totale a regime sarà di 10133,2 Gw

3) Quanta superficie a pannelli solari ci vuole?

3.a)Se disponiamo la coppia di toroidi in orbita intorno al sole ala stessa distanza della terra (grossomodo), la potenza emessa dal sole è 1367 w/m (http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_solare)

3.b) consideriamo un efficienza della trasformazione radiazione-elettricità del 10% (sarà sicuramente superiore, ma al solito stiamo larghi)

3.c) una superficie a pannelli solari di 300*300 km riesca a generare costantemente una potenza di 12303 Gw, superiore a quella richiesta.

Conclusione (non considerando i numeri ma solo gli ordini di grandezza): una superficie pari ad un quadrato di alcune centinaia di km in orbita intorno al sole riesce generosamente ad alimentare una coppia di tubi (posta all'ombra dietro di essa) di un milione di persone. La terra ruota intorno al sole ad una distanza di circa 150 milioni di km, diametro circa 900 milioni di km. In un orbita simile, ci sarebbe spazio per alcune centinaia di milioni di coppie di tubi rotanti, ciascuna da un milione di persone. Bastasse la materia presente nel sistema solare, ci sarebbe spazio per circa centomila miliardi di persone!

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Riferimenti e licenza
Ciro Tarini, rotating.tubes@googlemail.com, maggio 2009.

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La mia speranza è che le prossime versioni di questo testo non siano soltanto frutto delle mie scarse conoscenze e capacità, ma siano invece il ricco frutto di un team interdisciplinare e internazionale.
 

fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Cilindro_di_O'Neill

http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_di_Stanford