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January 25, 2012 - 02:45 PM
Ugo Spezza

  Risposta: posso citare l'esperimento Miller-Urey ove i due scienziati riuscirono a creare molti componenti della materia animata da quella inanimata ovvero a creare a partire da una miscela di idrogeno, acqua e metano, messa a contatto con scariche elettriche (simulanti i fulmini nella terra primordiale) una serie di composti organici come gli aminoacidi, componenti fondamentali della vita. E' vero: il passo successivo non è ancora stato dimostrato. Però vi sono ulteriori conferme che questa è la strada giusta.

http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/2011/03/24/

La vita inoltre potrebbe essersi formata nello spazio ed essere portata qui da comete quando il sistema solare si stava formando 5 miliardi di anni fa, quindi in questo caso un esperimento atto a riprodurre queste condizioni potrebbe essere proibitivo da realizzare sulla Terra. Questo è tra l'altro uno dei motivi che dovrebbe spingere l'uomo alla colonizzazione dello spazio (Marte in particolare).

D'altronde l'alternativa sarebbe nel pensare ad un essere robusto e dalla folta barba bianca che modella creta e vi inocula dentro un -soffio vitale- animandola e trasformandola in persone e animali: non è accettabile!
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January 18, 2012 - 04:50 PM
luca derenzo

  In qualche modo, alcuni di questi atomi sono pervenuti a combinarsi in forme molecolari sempre più sofisticate fino ad ottenere il DNA.
Ho ritagliato questo trafiletto da quello che sembra essere una quotazione del grande Stephen Hawking.
Come si puo' generare dalla materia inorganica materia organica in grado di riprodurre il proprio DNA?
Quale strano evento puo' aver provocato questo?
Che teoria bislacca quella dell' evoluzione come si fa' a non vedere che non sta in piedi?
Qualcuno mi puo' rispondere? Magari il grande scienziato.
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3
December 27, 2011 - 04:41 PM
PeegreeUterie
sefan@qlwik2.vot.pl http://www.kon.net.pl

  Just want to tell you that you have interesting graphics on this site :)
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4
November 29, 2011 - 09:25 AM
Ugo Spezza
http://www.futurology.it

  Il commento di Claudia Marinelli si riferisce alla traduzione italiana del famoso articolo di Nick Bostrom "Dove sono Loro?" che si riferisce alla ricerca di vita extraterrestre nel cosmo.

La domanda posta da Claudia è intelligente ma la risposta richiederebbe un testo ben più lungo di quello inseribile in un semplice post come questo. Quindi sono costretto a rimandare all'apposito testo in wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Panspermia

Riguardo invece al commento del Signor Biasi (il quale annuncia la venuta del messia...) la posizione dello scrivente sulle religioni è ben espressa in questo articolo:

[ Religione, Scienza ed Evoluzione ]

nella lista a sinistra sulla home page, al quale rimando.
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5
November 09, 2011 - 08:12 AM
Claudia Marinelli
clamarine@yahoo.it

  Un bell'articolo molto interessante.
Ma ho una domanda: se le comete portano i batteri in giro per l'universo, come sono arrivati sulla o dentro la cometa? Se le comete sono residui di nebulose come hanno fatto ad ospitare la vita?
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October 23, 2011 - 09:14 PM
vito biasi
vito_biasi@libero.it

  NESSUNO PERO'HA MAI CITATO LA POSSIBILITA'MOLTO PROBABILE
DELL'AVVENTO DEL MESSIA,DEL FAMOSO SEGNO INDELEBILE NEI CIELI.CHE CAMBIERA'IL MODO DI VIVERE.CREDO IN DIO MI AFFIDO A LUI E CONFIDO IN LUI.
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7
October 12, 2011 - 10:54 AM
Roby Guerra
guerra.roby@gmail.com http://thefuturist.splinder.com

  Innanzitutto, ottima sintesi sul futuro prossimo e certi scenari possibili. Io peraltro sarei più ottimista: forse il salto “singolarità tecnologica” è già avvenuto, certamente a livello di memi socioculturali. E magari le macchine senzienti sanno il futuro-fatto....loro, più di noi homo sapiens ancora 1.0... Nel dibattito generale (extra il presente saggio, note commenti incluse, tutti contributi molto stimolanti) pesa ancora lo shock del futuro.... E sguardi futuribili poco aggiornati al divenire neuronale contemporaneo forse più affascinante. Vale a dire pre-trans-visioni potenti non soltanto a livello di arte del futuro ma proprio ..dall'Immaginario. In tal senso se gli scenari alla Asimov eccetera di convivenza felice o ottimale con l'Altro...Robot o Macchina Senziente sono certamente i più desiderabili, non è detto che quelli più ambigui alla Marinetti o allo stesso Faye, pur con differenze fondamentali, qua non pertinenti, o magari alla Mars Attack... Tim Burton, non siano più auspicabili, se relativizzate certe estrapolazioni o meglio rilette in chiave più simbolica o neoermeneutica. I futuristi nello specifico, in quanto futurologia retropettiva, indicavano e indicano un Cibermondo, un Regno della Macchina, una perfetta simbiosi sintesi tra Uomo e Macchina... in ottiche libertarie, colme di forza della ragione e dell'immaginazione... Faye, forse, più “neocinico”..., semplicemente, vagheggia -pur con certa ambiguità (ma lo sa solo lui) ipotesi postdemocratiche che peraltro possono benissimo intravedere soluzioni per la futura umanità non necessariamente in conflitto con i nostri attuali e contemporanei “dogmi” appunto democratici.. La libertà senza ...”Democrazia”, se coerenti proprio con l'Idea essenziale democratica, non può essere esclusa dagli orizzonti del libero pensero dell'avvenire. Sarebbe una beffa, sconfiggere Monarchie e Imperi destinati secondo le antiche tirannidi all'eternità... con una Visione della Democrazia, come la intendi...
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October 02, 2011 - 04:37 PM
Marletta F.
f.marletta@tin.it

  Seguito e conclusione:

La creazione di organismi di tal fatta presuppone, credo, la certezza di conoscere come poter indurre ad arginare, attraverso scelte interiori di una precostituita coscienza non cancellabile n'è limitabile, le scelte che potrebbero o possono mettere in pericolo o rendere difficile ogni tipo di sopravvivenza tra quelle codificate e inserite nella coscienza artificiale in dotazione e memorizzata in ciascun organismo tecnologico; non solo di quella umana.

Non credo possibile precostituire regole che si possano imporre a chiunque ha la capacità di trovare ragioni per violarle come ben sappiamo, del resto da sempre, fa l'uomo che è perennemente, almeno sino ad ora, combattuto in una serie di limitazioni o esagerazioni che sono insiti nel suo modo di essere entità; I SENTIMENTI, che temo essere difficili da codificare, con la medesima intensità e variabilità, in un organismo tecnologico, almeno per quanto sappiamo oggi o nel prossimo futuro.

Sicuramente la mia ignoranza in queste materie traspare in quello che scrivo, ma sono un uomo della strada, come si suole dire, e questa è, in parte, la mia opinione. Grazie dell'attenzione

Francesco
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October 02, 2011 - 04:19 PM
Francesco Marletta
f.marletta@tin.it

  Un pensiero di un uomo comune.

In tutto quello che ho letto sino ad oggi sul futuro tecnologico della Umanità un punto in assoluto mi è chiaro.

Non si potranno ne si dovranno, secondo me, per scelta necessaria alla nostra sicurezza e sopravvivenza, come specie, mai creare macchine o organismi forniti di una auto determinazione, capacità cognitiva di coscienza e sviluppo di se, pari o superiore a quella umana sino a quando esisteranno divisioni tra gli uomini, INTESI COME STATO O CONTINENTE, per qualsivoglia diversità.

Questo perche, l'egoismo negativo che è, penso, la forma più difficile da controllare nell'uomo nelle sue più variegate tipologie individuali, se trasferita ad uno o più automatismi pensanti potrebbe portare l'umanità al disastro, magari nello sviluppare una competizione tra organismi tecnologici non umani, che essendo autodeterminati sarebbero capaci di sviluppare vizi mai sanati, forse ancora poco noti o del tutto sconosciuti della Mente Umana.

Mente Umana che oggi trova la sua realizzazione in una parte non maggioritaria del nostro cervello alle cui capacità pare non esistano ad oggi parametri in grado di fissare limiti certi tanto nel bene quanto nel male, intese come capacità di intervento.

Potremmo tutti diventare, o essere considerati per motivi diversi, entità sacrificabili, come gli effetti collaterali di una nostra attuale guerra, senza avere la capacità di reazione sufficiente a fermare processi evolutivi egoistici in questo ipotetico caso artificiali, non previsti, divenuti ad un certo punto incontrollati e/o incontrollabili, un po’ come accade in una mente umana fuori controllo ma sedabile, con farmaci dall'esterno, perche singolarmente attaccabile e unica al contrario di entità tecnologiche collegate e pensanti in blocchi compatti e disseminati ovunque.

La creazione di organismi di tal fatta presuppone, credo, la certezza di conoscere come poter indurre ad arginare, attraverso scelte interiori di una precostituita c...
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October 02, 2011 - 10:17 AM
Claudia Marinelli
clamarine@yahoo.it

  La scienza pura e l'orizzonte post umano
Ho apprezzato l'articolo, che pone tante problematiche irrisolte per il momento. Quello che mi fa molto pensare è che quasi tutte le fonti citate poco parlano di arte. La scienza è il fine ultimo dell'umanità, il sapere "tutto" la meta più importante dell'uomo e dell'essere post umano. Ma allora dove mettiamo l'arte? la musica? la scultura? La letteratura, il teatro, il cinema? La nostra stessa creatività che ci porta appunto ad immaginare scenari impossibili? Non è detto che l'uomo sia più felice solo perché sa di più. E che cosa è la felicità? Non abbiamo una definizione unanime. E che cosa è l'intelligenza? Anche qui... non abbiamo una vera definizione unanime. E allora si parla di potenziare l'intelligenza, senza sapere di fatto bene che cosa si potenzia. Ma non è contradditttorio e anche pericoloso? Dovremmo autopotenziarci artificialmente per capirci? cioè per capire la nostra stessa intelligenza e dunque darle una definizione? ma qui che cosa si rischia? Questi esseri post-umani a me sembrano appunto che perderanno delle caratteristiche essenziali dell'uomo in quanto tale. Dunque si parla di qualcosa che è per sempre perso. E se ci fosse molto da preservare nell'uomo, prima di pensare di potenziarlo? Che cosa c'è di interessante e meritevole da salvare proprio nel nostro essere limitati?
Nessuna menzione qui anche dei rapporti interpersonali. Dove finisce l'amore per qualcuno che ci è vicino? per i nostri figli? Forse nel pensiero di questi scienziati c'è ma non appare nell'articolo.
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