di Ugo Spezza
Da una definizione di
Wikipedia il transumanismo (Humanity+) è un recente movimento
intellettuale e culturale che sostiene e promuove l'uso delle
scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità
fisiche e cognitive dell'uomo e migliorare quegli aspetti della
condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la
malattia e l'invecchiamento (longevismo), in vista anche di una
possibile futura trasformazione post-umana a cui si dovrà
arrivare gradualmente dopo un periodo di transizione: il
trans-umano. In questo periodo sono auspicabili tecnologie per
la sostituzione di organi umani danneggiati (es. cuore
artificiale) dalla vecchiaia o dalle malattie.
Secondo quando afferma questo
documento: “Tutto
il potere ai Cyborg!” pubblicato sul sito della Associazione
Transumanisti Italiani (AIT) il Transumanismo sembrerebbe discendere
dal Futurismo. Non solo, la
cosa sarebbe vista con estremo entusiasmo poiché si verrebbe a
proporre, rispetto alle organizzazioni transumaniste americane
come la World Transhumanist Association (fondata nel 1998) un diritto, definito “di
primogenitura”, della stessa idea transumanista, in quanto le
basi fondanti del suo pensiero, secondo questo documento, erano
già contenute negli scritti futuristi dei primi del ‘900 che le
preannunciano e le anticipano. In definitiva il transumanismo
sarebbe una sorta di “neo-futurismo”. Scrivo questo testo per
confutare questa teoria.
In primis, gli stralci
riportati nel documento “Tutto il potere ai Cyborg!” riprendono
parti dell’opera, (definita profetica): “L’uomo moltiplicato
e il regno della macchina” di Filippo Tommaso Marinetti, uno
dei fondatori del Futurismo.
Si tratta però di
brevi stralci estratti con vari copia-incolla e puntini […] da
un contesto molto più esteso che voleva (lo vedremo nel
seguito…) dire ben altro. Ritengo quindi che la “stralciatura”
sia stata fatta (credo, in buona fede) con grossa
approssimazione e questo ha portato ad una conclusione
fuorviante: il Transumanismo trova le sue radici
ideologiche/progettuali nel Futurismo.
Ma partiamo da una analisi
storica del Futurismo: il manifesto del partito futurista data 1918 e porta la
firma di Filippo Tommaso Marinetti; l’anno dopo esce il
manifesto fondatore del partito fascista italiano. Il 23 marzo
1919 Marinetti partecipa con Mussolini all'adunata di piazza San
Sepolcro a Milano: da quel momento il Partito Politico Futurista
confluisce nei Fasci di combattimento. Marinetti tuttavia rileva
che il suo anticlericalismo radicale e la sua richiesta di
abolizione della monarchia in favore della repubblica non
potevano trovare eco nel fascismo, quindi si dimette e ne
fuoriesce. L’anticlericalismo di Marinetti è in verità davvero
radicale come lui stesso afferma:
“Sostituire
all'attuale anticlericalismo retorico e quietista un
anticlericalismo d'azione, violento e reciso, per sgomberare
l'Italia e Roma dal suo medioevo teocratico che potrà scegliere
una terra adatta ove morire lentamente. Il nostro
anticlericalismo intransigentissimo e integrale, costituisce la
base del nostro programma politico, non ammette mezzi termini né
transazioni, esige nettamente l'espulsione. Il nostro
anticlericalismo vuole liberare l'Italia dalle chiese, dai
preti, dai frati, dalle monache, dalle madonne, dai ceri e dalle
campane.”
E ancora:
“Abolizione
dell'autorizzazione maritale. Divorzio facile. Svalutazione
graduale del matrimonio per l'avvento graduale del libero amore
e del figlio di Stato.”
In effetti la chiesa
cattolica ha sempre rappresentato una elìte conservatrice. Anche
oggi
gli aggressivi neo-cattolici ratzingheriani risultano invadenti
e boriosi, con le loro pretese anti-progressiste di veto
ideologico in molti settori della ricerca scientifica (ricerca sulle
cellule staminali, sugli Ogm, sulla clonazione ecc.); ma da
questo a pensare una deportazione di massa di 2-300.000 tra
prelati e cristiani devoti sull’isola d’Elba ce ne vuole. Che si
ricordi ci provarono in molti a farlo nel passato, da Nerone a
Diocleziano... Per ottenere cosa? Solo la loro martirizzazione.
La battaglia va combattuta sul piano ideologico e solo su
quello.
Sul discorso del libero amore
invece il Marinetti non tiene conto che è la
stessa evoluzione naturale che ha prodotto la famiglia così come
è oggi poiché essa assicura una migliore salute, educazione
ed inserimento sociale della prole che andrà a formare gli individui della
società del futuro. Difatto questo tipo di organizzazione
sociale umana la si ritrova in civiltà distanti migliaia di
chilometri, ed è la medesima in culture sociali, politiche o
religiose tra le più disparate.
Pensare ad una società
di prostitute e di prostituti produrrebbe (sia oggi che allora)
una dissoluzione mortale della razza umana: una società di
reietti senza fissa dimora, afflitti dalle più disparate
malattie veneree (allora mortali) e soprattutto una società di
orfani abbandonati a se stessi. Bambini come quelli che oggi
vivono nei canali fognari delle Favelas brasiliane; che società
potrebbe mai venirne fuori?
Eppure queste conseguenze non era difficile prevederle, nemmeno
allora, questo dimostra che i futuristi erano dei pessimi
futurologi...
Il futuro dei futuristi si
basava invero sulla imposizione di alcune idee rivoluzionarie, espresse dal Marinetti nel
"Manifesto del partito futurista" pubblicato dieci anni (1909) prima sul
giornale francese “Le Figarò”:
"Noi vogliamo
glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo,
il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle
idee per cui si muore e il disprezzo della donna. – “Non v’è più
bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un
carattere aggressivo può essere un capolavoro.“ – “Noi vogliamo
distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie,
e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni
viltà opportunistica.”

E prosegue
anni dopo nel 1914, cinque anni prima dell’avvento del
fascismo:
“Soltanto la
Guerra sa svecchiare, accelerare, aguzzare l'intelligenza umana,
alleggerire ed aerare i nervi, liberarci dai pesi quotidiani,
dare mille sapori alla vita…. La Guerra è l'unico timone di
profondità della nuova vita aeroplanica che prepariamo.
La Guerra, Futurismo intensificato, non ucciderà mai la Guerra,
come sperano i passatisti, ma ucciderà il passatismo. La Guerra
è la sintesi culminante e perfetta del progresso (velocità
aggressiva + semplificazione violenta degli sforzi verso il
benessere).” – “ […] La Guerra… è una legge della vita. Vita =
aggressione. Pace universale = decrepitezza e agonia delle
razze. Guerra = collaudo sanguinoso e necessario della forza di
un popolo.”
Tutta questa violenza verbale
va però inquadrata nel contesto storico. Bisogna considerare che
all’epoca gran parte degli intellettuali aveva la tessera
fascista in tasca e persino gran parte dei popolari cattolici
aderirono alle liste fasciste. Alcune leggi fasciste furono
contestate dai futuristi che erano a favore del diritto di
sciopero, libertà di stampa, suffragio universale, abolizione
della monarchia, pensioni operaie; tutte idee innovative
osteggiate dai fascisti.
Alcuni politici
come il comunista Antonio Gramsci avevano in simpatia
il Futurismo poiché esso sposava un forte anticlericalismo
(comune alla cultura comunista) e per il
responso positivo che ebbe presso il movimento operaio. Lo
stesso Gramsci però, anni dopo, polemizzò con i fondatori del
movimento quando essi rientrarono nei ranghi fascisti:
“…scolaretti che
rientrano frettolosamente in classe quando il sorvegliante li
chiama”. Si riferiva in particolare alla nomina mussoliniana
di Marinetti (1929) a direttore dell’Accademia d’Italia (ma non
dovevano distruggerle le accademie?).
Non si può negare l’influenza
positiva sulle arti e la letteratura che ebbe il futurismo,
questa corrente artistica però, come afferma lo stesso
Marinetti, è del tutto disgiunta dal movimento politico
futurista. Infine va considerato che il movimento futurista
russo (a cui Gramsci spesso allude) ha valori etici
diversificati rispetto a quello italiano e si pone soprattutto come
movimento artistico.
Vi sono autori come Mario de Micheli e
Giacomo Properzj che fanno una dura critica morale del Futurismo
ed altri, come Fabio Benzi, che sottolineano invece gli aspetti di un
movimento trasversale al fascismo e capace di portare
innovazioni culturali. In ogni caso questo testo non
è stato scritto per dare un giudizio morale sull’etica del
Futurismo ma solo per capire quali rapporti esso dovrebbe avere
col Transumanismo.
Torniamo quindi all’opera “L’uomo
moltiplicato e il regno della macchina”. Intanto per
“moltiplicato” si vuole intendere, in senso poetico,
“potenziato”. Vediamo dunque se esso corrisponde ad una
possibile (futura) ibridazione uomo-macchina come quella
ipotizzata dal movimento transumanista. Intanto c’è da dire che
le macchine dell’epoca erano alquanto rozze, e più che
ibridazione la loro era una enfasi sentimentale:
“E'
perciò che noi sviluppiamo e preconizziamo una grande idea nuova
che circola nella vita contemporanea: l'idea della bellezza
meccanica; ed esaltiamo quindi l'amore per la macchina,
quell'amore che vedemmo fiammeggiare sulle guancie dei
meccanici, aduste e imbrattate di carbone. Non avete mai
osservato un macchinista quando lava amorevolmente il gran corpo
possente della sua locomotiva? Sono le tenerezze minuziose e
sapienti di un amante che accarezzi la sua donna adorata.”
E vediamo anche un’altra
frase significativa completa:
“Bisogna
dunque preparare l'imminente e inevitabile identificazione
dell'uomo col motore, facilitando e perfezionando uno scambio
incessante d'intuizione, di ritmo, d'istinto e di disciplina
metallica, assolutamente ignorato dalla maggioranza e soltanto
indovinato dagli spiriti più lucidi.
Certo è che ammettendo l'ipotesi trasformistica di Lamarck,
si deve riconoscere che noi aspiriamo alla creazione di un tipo
non umano nel quale saranno aboliti il dolore morale, la bontà,
l'affetto e l'amore, soli veleni corrosivi dell'inesauribile
energia vitale, soli interruttori della nostra possente
elettricità fisiologica. Noi crediamo alla possibilità di un
numero incalcolabile di trasformazioni umane, e dichiariamo
senza sorridere che nella carne dell'uomo dormono delle ali.”
Dunque, in realtà, non si
aspira alla creazione di organi umani sostitutivi per donare
all’uomo una prospettiva longevista/immortalista ma alla
creazione di una entità robot che potrei definire un ibrido tra
Robocop e Mefisto. Un essere che non disporrà più di sentimenti
morali come amore, bontà e affetto. Questa impressione è
verificata dalla successiva frase:
“Il
tipo non umano e meccanico, costruito per una velocità
onnipresente, sarà naturalmente crudele, onnisciente e
combattivo. Sarà dotato di organi inaspettati: organi adattati
alle esigenze di un ambiente fatto di urti continui. Possiamo
prevedere fin d'ora uno sviluppo a guisa di prua della sporgenza
esterna dello sterno, che sarà tanto più considerevole,
inquantoché l'uomo futuro diventerà un sempre migliore aviatore.”
– “Potrete facilmente concepire
queste ipotesi apparentemente paradossali, studiando i fenomeni
di volontà esteriorizzata che si manifestano continuamente nelle
sedute spiritiche.”
Si pensa dunque ad un robot
crudele e combattivo, da usare in guerra, in grado resistere
agli urti, capace di volare e che svilupperà allo scopo una
sporgenza (?) allo sterno. Qui il Marinetti deve aver assistito
a qualche seduta spiritica nella quale un medium deve avergli
rivelato che in futuro gli uomini si sarebbero trasformati in
crudeli robot volanti (che fonte scientificamente affidabile!).
Ciò è confermato nel
testo sottolineato più indietro quando il Marinetti parla
chiaramente di “nuova vita areoplanica” che si prepara a venire
alla luce. E quando egli afferma: “nella carne dell’uomo dormono
delle ali”, non parla affatto in senso figurato.
“L'immenso
amore romantico è ridotto così unicamente alla conservazione
della specie, e l'attrito delle epidermidi è finalmente liberato
da ogni mistero stuzzicante, da ogni pepe appetitoso e da ogni
vanità dongiovannesca: semplice funzione corporale, come il bere
e il mangiare.
L'uomo moltiplicato che noi sogniamo, non conoscerà la tragedia
della vecchiaia!
Ma
bisogna, per questo, che i giovani maschi contemporanei,
finalmente nauseati dei libri erotici e del duplice alcool
sentimentale e lussurioso, essendo finalmente immunizzati contro
la malattia dell'amore, imparino metodicamente a distruggere in
sé tutti i dolori del cuore, lacerando quotidianamente i loro
affetti e distraendo infinitamente il loro sesso con contatti
femminili rapidi e disinvolti.”
In altre parole per
prepararsi alla “mutazione” verso il Robo-Mefisto i
giovani (di allora) avrebbero già dovuto iniziare a spazzar via
dalle loro menti i sentimenti positivi, l’affetto per i loro
simili e rinnegare l’amore sentimentale verso la donna. Per
facilitare l’arduo compito il Marinetti consiglia loro di
rivolgersi a prostitute con le quale soddisfare “rapidamente” i
propri bisogni sessuali.
Questo svuotarsi delle
emozioni positive, della pietà e della morale avrebbe favorito,
secondo un processo evolutivo Lamarckiano, l’evoluzione verso il
nuovo essere meccanico Robo-Mefisto. Come si dovrebbe
definire questa idea? Delirante? Certamente lo è, però, a
parziale giustificazione dell’autore, si può dire che il
lamarckismo, le cui ipotesi vennero accantonate dopo che si
impose la teoria evolutiva darwiniana, all’epoca del Marinetti
era una teoria scientifica molto in voga.
Secondo quello che
affermava Lamarck gli esseri viventi sviluppano il loro
organismo a seguito delle pressioni ambientali nel giro di
alcune generazioni. Il cambiamento li fa "trasformare" e si
manifesta attraverso "l'uso o il disuso delle parti" e
"l'ereditarietà dei caratteri acquisiti", tramandati poi ai
discendenti. E' proprio seguendo questa teoria che Marinetti
prevede la trasformazione dell'uomo in questa entità robotica.
Ma veniamo alla frase più
importante: “L'uomo moltiplicato che noi sogniamo, non
conoscerà la tragedia della vecchiaia!”
; essa deve essere
inquadrata in questo contesto logico: il Robo-Mefisto,
prodotto dalla evoluzione lamarckiana, sarà ovviamente immortale
essendo un organismo-motore completamente meccanico (e per
questo anche privo di ogni emozione).
Ma questo significa che egli aveva
intuito già allora una prospettiva post-umana per l’Homo
Sapiens? Ritengo di no: pensiamo che nei primi anni del ‘900
bastava un semplice taglio di una roncola per morire di piaga
infetta (non esistevano antibiotici), si moriva di malattie
veneree banali e persino malattie esantematiche oggi ritenute
assolutamente innocue. Quindi, se i futuristi avessero pensato
davvero ad una prospettiva longevista o immortalista, avrebbero
in primis logico dovuto puntare a promuovere uno sviluppo della
scienza medica, cosa che non è stata mai neppure accennata
nei loro scritti. A dimostrazione che la prospettiva
longevista non era assolutamente tenuta in considerazione dai
futuristi si cita il fatto che nel 1926 il futurista Vitaliano
Brancati affermò:
“La
guerra in futuro sarà combattuta dai vecchi, mentre i giovani
saranno risparmiati per la fecondazione della razza".
Coerente con questi princìpi,
Marinetti partecipa come volontario alla guerra in Russia
all’età di ben sessantasei anni per poi tornare malato e morire
poco dopo. D’altronde la guerra era dai futuristi vista come una
“festa di esaltazione ginnica” e lo stesso Marinetti descrisse
l’obice come “uno strumento di penetrazione” ad imitazione del
membro virile. Questa “festa di esaltazione ginnica” fece sì di
decimare, come Giacomo Properzj ci racconta, gran parte dei
migliori rappresentanti futuristi, periti proprio al fronte. In
effetti lo stesso manifesto del partito futurista del 1918 è un
inno al sacrificio personale e alla morte.
Chiunque oggi dovesse venire
a leggere l’opera “L’uomo
moltiplicato e il regno della macchina” con rigore
logico ed in base ai dati scientifici attuali della teoria
dell’evoluzione non potrebbe che trarne un ben delineato
giudizio: insignificante. Insignificante perché non anticipa
alcuna scoperta scientifica successiva. Dal lato morale il
giudizio su di essa lo lascio invece al lettore…
Concludo qui con un
ragionamento: se il Transumanismo discende dal Futurismo, dato
che per il futuro esso prevede una evoluzione dell’umanità verso
esseri-robot crudeli, spietati, privi di ogni
inibizione morale in una Terra devastata da una guerra
sempiterna, allora questo sarà di conseguenza anche il futuro
trans-umano e post-umano. Ebbene, se così è, questo futuro non
vale la pena di essere vissuto: meglio morire prima di arrivare
a vederlo!
Una
necessaria precisazione: a seguito della pubblicazione di un
link a questo articolo sul sito
Estropico.com
sono stato contattato via mail dal poeta futurista R. Guerra che
aveva, a suo tempo, organizzato l'intervista al presidente
A.I.T. Riccardo Campa. Guerra ha affermato che il nuovo
movimento Neo-Futurista presente in Italia non condivide la
linea guerrafondaia del manifesto del Partito Politico Futurista
ed è anzi incline a un futurismo che si esplica nella
democrazia. La prova sarebbe nei documenti fondativi del nuovo
movimento nelle rassegne
Futurismo 100
e Trans-Futurismo e alla recente manifestazione di Ferrara che,
afferma Guerra, è stata dedicata anche a Majakovskij e Obama al
fine di segnare un distacco col passato.
I rapporti
con il transumanismo italiano, in particolare la A.I.T. del
Professor
Riccardo Campa,
si collegano dunque a questa corrente moderata del Futurismo
italiano; corrente che vede nel transumanismo e nella
futurologia delle opportunità di crescita e di convergenza
parallela. Ovviamente, come era scritto anche nell'articolo di
cui sopra, il Futurismo come movimento culturale, nella poesia,
nella letteratura e nella architettura non era mai stato visto
come una fonte ambigua e anzi, chi scrive apprezza molte delle
opere prodotte, in particolare l'architettura delle città future
di
Mario Chiattone
e Antonio Sant'Elia...
Va altresì detto che purtroppo non
tutte le entità futuriste si rifanno alla neo corrente moderata.
Ve ne sono alcune, definite «nostalgiche» che continuano nel
loro inno pro-Marinetti (citato come Grande Padre) e celebrano
le sue idee inneggianti alla violenza, alla guerra e perseverano
nel mantenere la stessa violenza verbale nei loro scritti. Da
queste "entità" occorrerà mantenere le dovute distanze...
