recensione a cura
di Ugo Spezza
Autore: Jacques Monod
(1910-1976 Parigi, Francia), biologo di fama mondiale, conseguì il
premio Nobel per la medicina nel 1965, per le sue originali ricerche sul
DNA.
Questo è davvero
uno di quei libri che non dovrebbero assolutamente mancare nella propria
biblioteca personale. Esso propone una analisi obiettiva del mondo
proponendo una accurata rivisitazione (nonché un completamento) della
originale teoria "Evoluzione delle specie per selezione naturale"
di Darwin. Costruendo un ponte tra la scienza della vita e la filosofia
Monod ci spiega perché siamo fatti così come siamo e perché agiamo in un
certo modo anziché in un altro. L'analisi è portata avanti in modo
logico e rigoroso, senza ricorrere a fantasiose spiegazioni panteistiche
sull'origine della vita. Per tale motivo questa opera ha suscitato il
più vasto dibattito scientifico e filosofico degli ultimi 40 anni. Il
testo è tuttavia discorsivo e non particolarmente tecnico, per cui può
essere letto da chi non disponga di una ampia cultura nel campo della
biologia.
Secondo Monod, gli
organismi viventi, come pure le singole cellule, non sono altro che
macchine che contengono tutte le informazioni necessarie al proprio
funzionamento. Essi non sono guidati da un fine esterno, ma da proprietà
teleonomiche che li rendono nettamente differenti dalla materia
inanimata. L'organizzazione di ogni forma vivente è determinata dal DNA
che, attraverso le proteine, trasforma le informazioni in strutture e
funzioni biologiche ben definite.
Monod vede nell'organismo vivente una macchina chiusa, un sistema
assolutamente incapace di ricevere istruzioni dal mondo esterno. Per
questa ragione, ogni modifica al codice genetico, al programma che guida
la formazione degli organismi e che è trasmesso alle generazioni
successive, non può venire da un'interazione dell'organismo con
l'ambiente. Essa deve pertanto avere origine da eventi del tutto
casuali, da errori di trascrizione dovuti prevalentemente a
perturbazioni di natura quantistica.
Tuttavia, dal momento in cui la modifica nella struttura del DNA si
è verificata, essa verrà inevitabilmente e fedelmente riprodotta in
moltissimi esemplari dal sistema di replicazione dell'organismo stesso,
che opera con necessità inderogabile. Al totale indeterminismo - il caso
- posto alla base dell'origine delle mutazioni, Monod associa quindi una
concezione rigidamente meccanicistica riguardante la selezione naturale,
che agisce inesorabilmente sulle mutazioni stesse allorché l'organismo
si confronta concretamente con un determinato ambiente.
Va comunque rilevato che la pressione selettiva opera anche
all'interno dell'organismo: ogni mutazione, infatti, deve inserirsi
coerentemente nell'organizzazione funzionale dell'organismo, diretta a
soddisfare i bisogni biologici fondamentali. Le mutazioni che riducono
la capacità del sistema di funzionare correttamente, vengono eliminate.
L’invenzione dei
miti e delle religioni, la costruzione di vasti sistemi filosofici sono
il prezzo che l’uomo ha dovuto pagare per sopravvivere in quanto animale
sociale, senza piegarsi ad un mero automatismo. L'uomo da sempre non
accetta la sua natura animale e questo è un libro "duro", nel senso che
ci riporta alla realtà delle cose, ma è anche "vero" dato che tutto ciò
che afferma è impiantato su basi scientifiche solide. Per questo occorre
coraggio per accettare questa verità. Chi non dispone di questo coraggio
non né trarrà alcun insegnamento.
Jacques Monod.
Il caso e la necessità. Saggio sulla filosofia naturale della
biologia contemporanea (titolo originale: Le hasard et la
nécessité). Traduzione di Anna Busi. Oscar Saggi Mondadori, Milano
1996, pp. 210, € 7,20. ISBN 880449607X

