recensione a cura
di Ugo Spezza
Autore:
Roberto Guerra - Poeta e scrittore Futurista. Già autore di raccolte
come "Opere futuriste complete" e "L’Ariosto sulla Luna"
« I figli di Luna e computer suggono latte dal nuovo simbolo materno
scolpito nel chiaro argento lunare. Bramano le stelle del firmamento i
generati della scienza e, sfidando la terrestre gravità, sognano
l'Ippogrifo come cavallo a dondolo. Desio di navigare, come cavallucci
marini, nell'oceano di Internet e nel sistema solare... »
Quelli appena citati sono versi del poeta
futurista Roberto Guerra. Una poesia non rivolta alla contemplazione del
passato ma a una visione estatica del futuro. Ma cosa è in realtà il
futurismo? Ritengo di poter affermare oggi che esso sia stato una
"reazione" alla stagnazione delle idee dei primi decenni del secolo
scorso, idee incentrate nel conservatorismo e nell'immobilismo
culturale.
Quando la tecnologia iniziava a produrre
le sue prime realizzazioni di massa come l'automobile, il treno e
l'aereo vi fu chi all'epoca riuscì a vedere oltre il puro utilitarismo
del mezzo meccanico. Così, in modo transcendentale, lo elevò a poesia,
ad arte, a pittura, o meglio ad aero-pittura. Questi furono i futuristi,
fondatori di un movimento definito di "avanguardia" che realizzò una
vera e propria mutazione genetica nell'arte, nella letteratura, nella
musica, nel teatro. L'adorazione per (le allora) nuovissime ideazioni
della tecnologia raggiunge l'estasi:
« Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una
bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col
suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito
esplosivo...un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia,
è più bella della Vittoria di Samotracia. [...] e le locomotive
dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli
d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la
cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come
una folla entusiasta. »
Il futurismo, come reazione al passatismo
e all'immobilismo delle idee e dei costumi delle sua epoca, vuole dunque
cantare una nuova civiltà delle macchine e della velocità, perché solo
ad elevata velocità si può avere una diversa percezione del paesaggio.
Ne consegue una adorazione entusiastica delle realizzazioni della
scienza e della tecnica.
Nel rigettare la tradizione il Futurismo
falcia l'ideologia religiosa definita come inutile e reazionaria e
(purtroppo) nella sua enfasi asseconda le idee, non propriamente sane,
del movimento politico fascista. In un primo tempo in realtà i futuristi
si dissociano da tale movimento ma verso la fine vi riconvergono quando
Filippo Tommaso Marinetti viene eletto a Rettore dell'Accademia
D'Italia. Alcuni, alla morte del Marinetti nel 1944, avevano
diagnosticato anche la morte del movimento futurista. Al contrario
autori neofuturisti contemporanei come Roberto Guerra, Antonio Saccoccio
e altri portano avanti una revisione di quegli ideali e un adattamento
alla società contemporanea della filosofia futurista, culminato nel
Febbraio 2009 con la manifestazione
Futurismo Live nella citta di Ferrara per il centenario
futurista e con la produzione, due mesi dopo di un
e-book dei manifesti futuristi contemporanei.
I due scritti di Roberto Guerra, citati
nel titolo, illustrano in modo chiaro ed evidente la filosofia futurista
e lo "slancio" che l'opera di questa avanguardia ha avviato nella
cultura. L'immaginario futurista viene dunque esplicato nel raffronto
agli scritti di svariati autori quali Keats, Verne, Asimov. Roberto
Guerra integra la cibernetica di Norbert Wiener con 2001 Odissea nello
spazio di Clarke/Kubrick per finire alle citazioni di un futurista puro
come Majakovskij, definito "cyberprofeta". Molto interessante, nel testo
dedicato a Marinetti la sua citazione relativa alla pervasività dei
mass-media:
« Il Futurismo si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana
avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche. Coloro che
usano oggi del telegrafo, del telefono e del grammofono, del treno,
della bicicletta, della motocicletta, dell'automobile, del
transatlantico, del dirigibile, dell'aeroplano, del cinematografo, del
grande quotidiano (sintesi di una giornata del mondo) non pensano che
queste diverse forme di comunicazione, di trasporto e d'informazione
esercitano sulla loro psiche una decisiva influenza. Un uomo comune può
trasportarsi con una giornata di treno, da una piccola città morta dalle
piazze deserte, dove il sole, la polvere e il vento si divertono in
silenzio, ad una grande capitale, irta di luci, di gesti e di grida...
L'abitante di un villaggio alpestre può palpitare d'angoscia ogni
giorno, mediante un giornale, con i rivoltosi cinesi, le suffragette di
Londra e quelle di New York, il dottor Carrel e le slitte eroiche degli
esploratori polari. L'abitante pusillanime e sedentario di una qualsiasi
città di provincia può concedersi l'ebrietà del pericolo seguendo, in
uno spettacolo di cinematografo, una caccia grossa nel Congo. Può
ammirare atleti giapponesi, boxeurs negri, eccentrici americani
inesauribili, parigine elegantissime, spendendo un franco al teatro di
varietà. Coricato poi nel suo letto borghese, egli può godersi la
lontanissima e costosa voce di un Caruso o di una Burzio. Queste
possibilità diventate comuni non suscitano curiosità alcuna negli
spiriti superficiali, assolutamente incapaci di approfondire qualsiasi
fatto nuovo come gli arabi che guardavano con indifferenza i primi
aeroplani nel cielo di Tripoli. Queste possibilità sono invece per
l'osservatore acuto altrettanti modificatori della nostra sensibilità...
»
Considerando che queste cose sono state
scritte negli anni '30 esse sono da ritenere anticipatrici del pensiero
moderno. Tutto ciò, secondo Guerra, porta ad una "accelerazione della
vita", ad un cambiamento dei ritmi imposto dalla tecnologia e cita
spesso Marshall McLuhan e il suo mondo-macchina che trascende in opera
d'arte e riporta la sintesi anticipatrice dei futuristi. Le parole di
Guerra:
« L'evoluzione stessa dei Mass Media verso avveniristici Libri/Computer
già reali oltre i già marziani dischi ottici (di cui parlo Minsky, genio
cibernetico), la rivoluzione di Internet destinata a rivoluzionare la
vita intera evidenziano il Regno della Macchina, il sogno della scienza,
l'utopia cosiddetta "moderna" (e postmoderna), in una nuova fase
evolutiva, nonostante le cassandre "umaniste" rappresenta l'unica
ricetta futuribile e creativa per gli anni 2000. Si delinea con una
evoluzione stessa di una rete informatica sempre più "pensante" e
interattiva (è un wiring umano collettivo parallelo), ovvero di Internet
e dei futuri imprevedibili della Rete... proprio quella sintesi
Uomo/Macchina al centro della psicosociologia contemporanea
"vagheggiata" da Marinetti. »
Se vogliamo,
questo è proprio il contenuto del lungo articolo "
La Net-Sfera "
pubblicato di recente su questo sito, il quale tratta esplicitamente
dell'argomento. Solo che Roberto Guerra a queste conclusioni, almeno da
un punto di vista filosofico ed escludendo il dettaglio tecnico, ci era
arrivato venti anni prima, nel 1990.
Editore Schifanoia -
Ferrara

