Gabriele Rossi e A. Canonico

Semi-Immortalità

(il prolungamento indefinito della vita)


recensione a cura di Ugo Spezza

Autori: Antonella Canonico (1961), esperta in psiconeurofisiologia, e Gabriele Rossi (1959), esperto in intelligenza artificiale. Fondatori dei laboratori iLabs nel 1977. [Pagine: 632]

   La Psiconeurofisiologia è una estensione della Neurofisiologia. Tale branca studia l'influenza della attività mentale di una persona sulla sua fisiologia e quindi sul suo intero organismo. La mente umana è in grado di influenzare qualsiasi aspetto della fisiologia del corpo, sia in senso negativo (-> malattia) sia in senso positivo (-> stato di buona salute). Tale attività, con opportune metodologie guidate, ad esempio attraverso la pratica della "meditazione" può arrivare a conseguire la guarigione da una malattia o almeno a favorire la risoluzione della stessa quando associata ad una terapia farmacologica classica.

   Che uno stato mentale negativo (ansia, stress, depressione...) possa influenzare negativamente la salute fisica di un individuo e danneggiare organi ed apparati sembra che recentemente sia stato riconosciuto anche dalla risoluta medicina occidentale. Sono riscontrate nella pratica medica malattie incredibili, ad esempio la diffusa CPPS che è ormai accertato derivi da una contrazione inconscia della muscolatura pelvica. Tale contrazione provoca una infiammazione dei tessuti che simula in tutto e per tutto una dolorosa prostatite. Tale prostatite è però incurabile alla medicina urologica classica né con l'uso di antibiotici (poiché è a-batterica) né con altri farmaci. In particolare l'infiammazione sarebbe mediata da una sostanza rilasciata dal sistema nervoso centrale, la misteriosa Sostanza-P. Ma anche le più comuni gastriti, ulcere e le disfunzioni intestinali sembrano avere una base certa nell'azione distorta della mente sul corpo. Per non parlare poi delle malattie auto-immuni come la psoriasi, l'artrite reumatoide ed altre. Attualmente l'autrice esegue trattamenti di questo tipo anche su pazienti oncologici affermando nel libro che tale metodologia ha portato ad un miglioramento delle condizioni di tali pazienti favorendone la guarigione. La Psiconeurofisiologia può essere usata sia per contrastare questi fenomeni che per mantenere (a chi non ha problemi di salute) uno stato di salute ottimale garantendo così di poter attendere quella rivoluzione tecnologica che per gli autori si stima attorno al 2030 e che ci consentirà di beneficiare di nuove tecnologie per il prolungamento della vita.

   Una parte del libro decisamente interessante è quella che tratta della Intelligenza artificiale. Le fasi che costituiscono la "generazione del pensiero" da parte della mente umana vengono scomposte in sotto-fasi con uno schema come il seguente:

   La conoscenza del mondo esterno viene raggiunta dal nostro cervello attraverso più fasi. Partendo dal caos (immagine confusa percepita dai nostri sensi), ai segni (ricerca di apparenti regolarità in tale immagine), ai valori (assegnazioni a classi di appartenenza), ai significati (modelli di riferimento memorizzati nel cervello con cui confrontare le classi di appartenenza), alla comprensione (analisi di meta-modelli con cui fare il confronto) per finire alla conoscenza che si realizza tramite quella capacità del cervello umano definita "Autoreferenza". Il concetto di Autoreferenza non è immediatamente comprensibile, può essere descritto sommariamente come la capacità della mente umana di riconoscere la sua stessa esistenza e di poter concepire ed analizzare i risultati delle sue elaborazioni.

   Gli autori stanno quindi tentando di usare questo sistema a "fasi" per la realizzazione di un "io artificiale". Attualmente le macchine ad intelligenza artificiale sono limitate in questa scala, nel senso che delle fasi consecutive:

Caos -> Valori -> Significati -> Comprensione -> Conoscenza

le attuali macchine ad intelligenza artificiale sono in grado di arrivare, e solo con estrema difficoltà, al massimo al terzo stadio. Pensate ad esempio a dei computer che effettuano il riconoscimento dei caratteri o che tentino di ricostruire i tratti di un volto umano per confrontarlo con un database di immagini di volti. Essi, in condizioni ottimali, sono accurati al 90%, il rimanente 10% rappresenta un vulnus per il loro software. C'è un qualcosa che funziona nella mente umana, e che ancora non si conosce, che impedisce agli attuali sistemi ad intelligenza artificiale di arrivare al quarto ed al quinto stadio. Secondo gli autori tale vulnus è solo un problema software e sarà colmato entro i prossimi venti anni. Il loro laboratorio sta addirittura studiando un sistema per la creazione di un Io artificiale da affiancare alla mente umana (non spiegano come) per potenziarne le capacità cognitive. Nel segue una teoria detta "dei modelli di riferimento", a cui gli autori affiancano anche una base matematica, con la quale essi ritengono di poter spiegare tutti gli aspetti della mente umana (siano essi logici, creativi ed emotivi) e, successivamente, di poter riprodurre gli stessi in un "Io artificiale". E non solo, da tali modelli né discende un completo sistema filosofico che può spiegare la realtà osservata, l'etica, l'estetica e persino la strutturazione della società.

   Il problema di questo libro, a mio avviso, è che in taluni casi l'analisi degli autori si spinge troppo oltre. Nel senso che dove non arriva la conoscenza scientifica essi ipotizzano; ma ipotizzando vengono fuori teorie come quella che afferma il nostro universo sarebbe costituito, a livello dei componenti base della materia, da quanti a forma di dodecaedro rombico, incastrati opportunamente tra loro. Tale teoria, ovviamente, non la si ritrova nel modello standard.

   Lo spingersi troppo oltre la scienza nell'analisi della struttura intima del pensiero produce invece una analisi di concetti, come ad esempio quello di "anima" come: "forza che influenza le nostre azioni indipendentemente dalle condizioni in cui è chiamata ad operare" ed ancora: "negare l'esistenza dell'anima comporta automaticamente la rinuncia a qualsiasi forma di individualità personale". Si descrive quindi un ulteriore dimensione della realtà non percepibile ai sensi. Altresì si fa riferimento a non meglio precisate "intelligenze creatrici" che avrebbero creato il nostro universo e dettato delle leggi che noi non riusciamo ancora perfettamente a comprendere. Insomma, in talune occasioni l'analisi sfocia in un soffuso misticismo. Pur essendo lo sforzo apprezzabile come princìpi lo stesso risulta, a mio avviso, fuorviante in molti settori della loro analisi. Ad esempio non mi trova d'accordo la teoria per la quale tutti noi abbiamo tre menti diversificate: Logica (intelletto), Analogica (emozionale) e Realizzativa (pratica).

   L'autore (Rossi) replica in un forum in questo modo:  - "siamo sicuri che per costruire una intelligenza artificiale realmente confrontabile con una intelligenza umana sia sufficiente la perfetta conoscenza della dimensione "fisica" e la perfetta conoscenza della dimensione dell' "informazione"? Nei nostri esperimenti condotti su modelli di simulazione funzionale (oltre trent'anni di lavori improntati al razionalismo scientifico "duro e puro") ogni tanto emerge un'area che non riusciamo a capire ancora completamente. Questo non vuol dire che esista sicuramente una terza dimensione (che ovviamente farebbe parte del reale come la altre due), ma è tale l'importanza dell'argomento, che non possiamo permetterci di subire delle distorsioni emotive a livello cognitivo. - Lascio al lettore il commento a questa replica.

   Il problema principale è comunque un altro ed è (purtroppo) comune a buona parte dei testi che trattano di transumanesimo: nelle 630 pagine di scritto, il libro non ha dedicato nemmeno un paragrafo a quello che è il progetto di integrazione nel corpo umano di organi artificiali o bio-artificiali (vedi articolo Il Nemico) che invece, a mio modesto avviso, sarà l'unico viatico possibile nei prossimi decenni per poter ottenere una maggiore aspettativa di vita.

   Dal lato pratico gli autori presentano alcuni progetti tra cui il più significativo mi è sembrato essere una polizza di assicurazione denominata "Aleph vita" che promette, tramite un monitoraggio continuo della salute dell'assistito, fermo restando il suo stile di vita preferenziale, di migliorare la sua aspettativa di lunghezza di vita attraverso metodologie come la diagnostica funzionale nonché la stessa psiconeurofisiologia.

   A parte alcune limitate prese di posizione il testo resta comunque decisamente interessante e propone spunti ed analisi dettagliate, nonché originali, sul modo in cui la nostra mente opera e sul modo in cui si potrebbe arrivare a creare una I.A. cosciente nel prossimo futuro.

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